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Lentini | Strage di Nassiriya, quindici anni fa la morte di Emanuele Ferraro

12 Novembre 2018 | by Silvio Breci
Lentini | Strage di Nassiriya, quindici anni fa la morte di Emanuele Ferraro
Attualità
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Toccante commemorazione questa mattina in Piazza del Popolo e poi al cimitero alla presenza dei familiari. Deposta una corona d’alloro ai piedi del monumento. Nella strage persero la vita 28 persone tra carabinieri, militari dell’Esercito e civili.

Commozione nel ricordo di Emanuele. È stata come ogni anno una commemorazione composta e commossa quella in ricordo di Emanuele Ferraro, il giovane militare lentinese ucciso 15 anni fa nella strage di Nassiriya, in Iraq, nella quale persero la vita 28 persone (19 italiani e 9 iracheni) tra carabinieri, militari dell’Esercito e civili. In Piazza del Popolo, proprio ai piedi del monumento in bronzo realizzato in sua memoria anni fa, si è svolta una breve cerimonia.

I presenti. Presenti i familiari di Emanuele, i sindaci di Lentini e Carlentini, Saverio Bosco e Giuseppe Stefio, il comandante del Centro documentale di Catania, tenente colonnello Antonio Nicolò, in rappresentanza del comandante militare dell’Esercito in Sicilia, il dirigente del Commissariato di Polizia, vicequestore aggiunto Marco Maria Dell’Arte, il comandante dei carabinieri, maresciallo Paolo Pizzo, il comandante della Tenenza della Guardia di Finanza, luogotenente Piero Risuglia, il comandante della Polizia Municipale, Melania Incontro, e le delegazioni delle associazioni combattentistiche e d’arma. Presente anche una rappresentanza di alunni e insegnanti dell’Istituto comprensivo “Guglielmo Marconi”.

Bosco: «Ricordo ancora vivo». «Dopo quindici anni – ha detto il sindaco Saverio Bosco nel suo intervento – il ricordo di Lentini per i caduti di Nassiriya è sempre vivo. La vile uccisione di Emanuele Ferraro, di Alfio Ragazzi e degli altri militari caduti quel giorno in Iraq ci ha bruscamente avvicinato a scenari di guerra fino ad allora considerati lontani dalla realtà. Erano andati “ad aiutarli a casa loro”. I militari italiani all’estero costruiscono ponti e strade, scavano pozzi, addestrano le forze dell’ordine a contrastare l’odio e il terrore, costruiscono pace. E per questo sono considerati una minaccia, per questo sono stati colpiti. Il miglior modo per onorare il ricordo dei nostri caduti è quello di predicare e praticare sempre, in ogni luogo, la cultura dell’accoglienza, della tolleranza, per contrastare il terrore, per fare in modo che la spirale di odio, da ogni parte del mondo, non arrivi fino alle nostre porte».

La cerimonia. Dopo la preghiera di benedizione da parte di don Alfio Scapellato e la preghiera ai caduti, è stata deposta una corona d’alloro ai piedi del monumento. La cerimonia è poi proseguita al cimitero dove è stato deposto anche un mazzo di fiori sulla tomba del giovane militare. Caporal maggiore capo scelto in servizio permanente, di stanza nel sesto reggimento trasporti di Budrio, in provincia di Bologna, Emanuele aveva 28 anni quando la sua vita, il 12 novembre 2003, fu tragicamente stroncata in Iraq. Delle 28 vittime della strage, 7 erano siciliane.

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