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Siracusa| Parcheggi all’Isola. E perchè non dei marciapiedi verso il centro?

15 Novembre 2018 | by Redazione Webmarte
Siracusa| Parcheggi all’Isola. E perchè non dei marciapiedi verso il centro?
Politica
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Forza Italia fa sentire la sua voce in merito alla vicenda del parcheggio dell’Isola i cui lavori sono stati sospesi dalla giunta comunale. Nicoletta Piazzese suggerisce marciapiedi lungo la strada che dalla frazione balneare porta alla città spesso frequentata da turisti che cercano di raggiungere a piedi il centro tra pozzanghere e auto che sfrecciano. A che punto siamo con l’erosione delle coste?

Nicoletta Piazzese non ha mezze misure: Forza Italia è stata tra i primi ad intervenire, confidando in un intervento dell’amministrazione comunale, sui lavori di recinzione in corso che stavano interessando la spiaggetta della Maddalena, oggetto di concessione del 2014, per la realizzazione come si è appreso di un’area parcheggio. “Ci compiaciamo dell’intervento immediato che ha determinato la sospensione dei lavori per una serie di accertamenti e verifiche. Certamente non ci possiamo astenere dal dire che ci saremmo aspettati la medesima celerità di intervento dall’Assessore al ramo anche per altre vicende quali il caso del Maniace, sul quale sarebbe potuta di certo prontamente intervenire stante anche la propria qualità, al tempo, di componente la Commissione Ortigia.

“Cogliamo l’occasione ancora una volta per richiamare l’attenzione sull’esigenza di interventi urgenti ed improcrastinabili che interessano l’intera zona – che sembra sempre più assumere le connotazioni di un vero e proprio Quartiere per via dell’aumento ogni anno di famiglie e cittadini che scelgono di risiedervi – e tutte le zone balneari. Nel caso specifico ci saremmo aspettati che, anziché concedere concessioni per recizioni per la realizzazione di aree parcheggio sulla spiaggia (più razionali se realizzate nelle aree a monte), oltremodo incompatibili con le problematiche ambientali e delle acque che la interessano – e per la quale sarebbe interessante conoscere se è o meno qualificata a rischio e con quale classificazione – l’Amministrazione comunale fosse intervenuta magari espropriando e realizzando dei semplici marciapiedi.

Si parla di un tratto di strada percorso da un numero assai elevato di cittadini, che si intensifica significativamente nel periodo estivo; nonché quotidianamente da turisti che tentano di raggiungere la città a piedi insistendo in zona numerose strutture ricettive, alberghiere e B&B. ’Isola è interessata da numerose problematiche in primo luogo di carattere infrastrutturale. Sono assenti i marciapiedi. Le strade sono anguste e proprio in quel punto, a causa delle piogge, si formano allagamenti che compromettono o interdicono l’intera circolazione. Alzando lo sguardo viene naturale interrogarsi inoltre a che punto stiano i progetti di riqualificazione, semmai ve ne siano e di esecutivi, sul risanamento costiero ed il dissesto idrogeologico che non interessano solo questo tratto di costa ma che compromettono, rendendo infruibili, per pericolo crollo, frane e smottamenti, intere fasce delle zone balneari, molte delle quali ricadenti in piena Area Marina Protetta del Plemmirio.

Anche per la prossima stagione estiva ai siracusani sarà negato l’accesso a molte spiagge del nostro litorale. Con rammarico si constata che nessun intervento risolutorio sul tema è stato posto e proposto a Palermo. E mentre c’è chi realizza lungomari, facendone giustamente fiori all’occhiello, Siracusa arretra e la nostra Amministrazione non fa nulla per restituire le spiagge ai siracusani, anzi. Così si è presentata la Fanusa, ricadente nell’area C dell’Area Marina Protetta del Plemmirio, per l’ennesima stagione, con alcuni degli sbocchi più agevoli in termini di accesso per bimbi, anziani e disabili, interdetti.

La Capitaneria di Porto di Siracusa, con l’Ordinanza n. 04/17 del 5 gennaio 2017, a tutela della pubblica incolumità, ha interdetto l’accesso al tratto di costa limitrofo agli sbocchi al mare numeri 8 e 9 (delle Vie Mecchi e Cortes), della località “Fanusa”, murandone i relativi varchi. Anche all’Isola si assiste allo stesso drammatico destino dove unitamente agli accessi al mare di Via Lido Sacramento, Carrozza e via di lì, a fine stagione accanto al cartello di accesso allo Sbocco 35, sempre dell’Area Marina Protetta del Plemmirio, ne è stato apposto un altro che testualmente recita  “Comune di Siracusa Divieto di Accesso sosta e transito a persone e veicoli – Attenzione pericolo di frane e smottamenti”.

“Ciò che risulta da una verifica condotta – riferisce Piazzese  – è che la precente amministrazione comunale, pur godendo di un governo regionale di colore favorevole, si è limitata a richiedere un finanziamento, alquanto esiguo, di appena 1.400.000,00 euro, per la messa in sicurezza di questa parte di costa, senza, tuttavia, ottenere l’inserimento in programmazione e l’assegnazione del relativo finanziamento per la realizzazione. Le uniche ed esclusive opere di risanamento costiero che riguardano il litorale siracusano sono, infatti, riconducibili a quel Decreto n. DDS/DEC/2008/0913 del 27 novembre 2008, di cui al Programma di interventi a tutela dell’ambientale e della difesa del suolo”, ed all’Accordo di Programma finalizzato alla programmazione ed al finanziamento di interventi urgenti e prioritari per la mitigazione del rischio idrogeologico del 30 marzo 2010, tutti a firma dell’allora Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Stefania Prestigiacomo, per un totale di circa dieci milioni di euro, a valere sulle risorse assegnate con la Delibera CIPE n. 8/2012.

“E, dunque, nell’ambito di quella programmazione, l’ultimo intervento che si possa ricordare è quello targato SR188A riguardante la realizzazione di parte del primo Stralcio dei “Lavori di ripristino e consolidamento della falesia”, previsti nell’ambito del Progetto generale “Lavori di ripristino e consolidamento della falesia compresa tra Punta Carrozza e Punta Castelluccio”, per circa 3.466.000,00 euro. A distanza di così tanti anni (oltre dieci) si rimane ancora in attesa del completamento di quei lavori con le somme rimaste disponibili (oggi nemmeno più sufficienti a coprire tutto l’intervento programmato), non sono stati proposti nuovi interventi, non sono state individuate altre fonti di finanziamento, non sono stati recuperati nuovi fondi.

“Siracusa necessita di seria e costante attenzione perché è esposta a un rischio elevato e diretto. Ogni anno il litorale marino subisce la perdita di parti significative dei costoni rocciosi e molti arenili sono oggi interdetti alla balneazione. Personalmente – conclude Piazzese – si farà il possibile per chiedere al Presidente della Regione Sicilia di prendersi carico di questa improcrastinabile emergenza. Lavoreremo affinché un progetto di risanamento, serio e risolutorio, venga inserito nella programmazione degli interventi in materia, tra quelli prioritari, e soprattutto finanziato. Affinché il progetto sia finanziabile e cantierabile occorrerà però che il Comune di Siracusa intervenga seriamente sul piano della progettazione mettendo mano ad un prodotto esecutivo, proponibile e spendibile”.

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