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Carlentini | Bosco e Stefio: «Il kouros di Lentini torni a casa»

23 Novembre 2018 | by Silvio Breci
Carlentini | Bosco e Stefio: «Il kouros di Lentini torni a casa»
Cultura
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Conferenza stampa questa mattina nella sala di rappresentanza del palazzo municipale per rilanciare la richiesta. Il futuro passa dalla valorizzazione dei beni culturali. Basta al “saccheggio del territorio”. Via i “tombaroli istituzionali”.

Il kouros torni a casa. Il kouros di Lentini, la preziosa statua greca in marmo in mostra in questi giorni a Palazzo Branciforte di Palermo, deve tornare a casa. Lo hanno ribadito con forza i sindaci di Carlentini e Lentini, Giuseppe Stefio e Saverio Bosco, nel corso di una conferenza stampa congiunta svoltasi questa mattina nella sala di rappresentanza del palazzo municipale di Carlentini.

L’assemblaggio. Com’è noto, nelle scorse settimane è stato portato a termine il lavoro di assemblaggio del torso del kouros con la cosiddetta “testa Biscari”, due parti di un’unica scultura di età greca adesso ricongiunte, grazie al sostegno della Fondazione Sicilia, nei laboratori del Centro regionale per la progettazione e il restauro della Regione Siciliana. Un intervento che tuttavia, va detto per completezza d’informazione, non ha mancato di suscitare perplessità in alcuni ambienti scientifici.

Due comunità, un obiettivo. Stefio e Bosco – che hanno denunciato come in occasione dell’inaugurazione della mostra a Palermo nessuno degli enti coinvolti nell’operazione abbia avuto la delicatezza istituzionale di invitare i sindaci del territorio da cui proviene la preziosa scultura – hanno riaffermato con forza la richiesta che il kouros di Lentini torni nella sua città, che ha oggi un degno museo archeologico in grado di ospitarlo, un museo che non può più rinunciare ai suoi pezzi pregiati. Due comunità, dunque, unite adesso da una consapevolezza maggiore e da un progetto condiviso di sviluppo economico fortemente ancorato alla valorizzazione del proprio straordinario patrimonio di beni culturali materiali e immateriali.

Si istituisca il parco archeologico di Leontinoi. Nel condannare ogni “tentativo di saccheggio del territorio” e nel ricacciare indietro quelli che nel corso della conferenza stampa sono stati definiti “tombaroli istituzionali e non”, Stefio e Bosco hanno rilanciato la richiesta della istituzione del parco archeologico di Leontinoi, già tema di un recente vertice palermitano con l’assessore regionale ai Beni culturali, Sebastiano Tusa. Istituzione del parco che rappresenta anch’essa un tassello del più ampio progetto di rilancio del territorio attraverso i suoi beni culturali. Perché la battaglia, è stato detto, non è solo per riavere il kouros, ma per ridisegnare il futuro di un territorio che è oggi chiamato a investire su se stesso e a fermare la grave emorragia di giovani, di intelligenze, di risorse.

Il kouros di Lentini. Scolpito in un unico blocco di marmo bianco pregiato proveniente dall’isola greca di Paros, il kouros di Lentini è un busto maschile nudo risalente agli inizi del V secolo avanti Cristo. Acquistato per mille lire dall’archeologo Paolo Orsi nel 1904 dal marchese di Castelluccio, fu in seguito conservato nel Museo archeologico Regionale di Siracusa. Anch’essa proveniente da Lentini ma addirittura rinvenuta prima, nel Settecento, dal principe di Biscari Ignazio Paternò Castello, la testa è invece di proprietà del Museo Civico del Castello Ursino di Catania. La funzione della scultura, molto diffusa nel periodo arcaico e classico, tra il VII e il V secolo avanti Cristo, era funeraria o votiva.

Il ricongiungimento e la mostra. La delicata operazione di ricongiungimento, effettuata da un’équipe di esperti, ha permesso di raggiungere la certezza sull’unitarietà della statua. Le evidenze scientifiche hanno confermato, infatti, l’appartenenza dei due reperti a un’unica scultura. Anche se, come detto, alcuni studiosi hanno manifestato non poche perplessità. Promossa e curata dall’assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Sebastiano Tusa, e nata dalla proposta lanciata dal critico d’arte Vittorio Sgarbi e dal Comune di Catania nel 2017, la mostra dal titolo “Il kouros ritrovato” sarà visitabile nella Sala della Cavallerizza di Palazzo Branciforte a Palermo fino al 13 gennaio. Poi, già da febbraio, il “kouros ritrovato” di Lentini sarà esposto al museo civico di Catania quindi al “Paolo Orsi” di Siracusa, dove un convegno internazionale concluderà l’evento.

A casa quando? Nel frattempo Lentini e Carlentini sperano e chiedono che il loro “caruso”, unanimemente considerato come un autentico capolavoro dell’arte statuaria in Sicilia, torni finalmente a casa. Presenti alla conferenza stampa anche gli assessori Alessio Bufalino e Rita Brancato di Lentini, gli assessori Caterina Marangia, Antonino Lipari e Salvatore La Rosa di Carlentini, il presidente del consiglio comunale di Lentini, Giuseppe Innocenti, e alcuni consiglieri comunali di Carlentini.

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