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Siracusa| 1 dicembre a San Rocco candele accese per le vittime AIDS

29 Novembre 2018 | by Redazione Webmarte
Siracusa| 1 dicembre a San Rocco candele accese per le vittime AIDS
Attualità
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Ritorna puntualmente a Siracusa Candlelight in memoria delle vittime Aids. Accorata la partecipazione delle associazioni locali alla manifestazione promossa da Arcigay e NPS persone sieropositive. Il sindaco Italia: “Di aids purtroppo si continua a morire. È quindi fondamentale continuare a sensibilizzare le comunità”,

In occasione della giornata mondiale contro l’AIDS, Arcigay Siracusa e NPS (network persone sieropositive) organizzano anche quest’anno Candlelight con il patrocinio del Comune di Siracusa e la collaborazione delle associazioni Stonewall GLBT Siracusa, R.E.A. (rete empowerment attiva) Giosef Siracusa (giovani senza frontiere) Rete degli Studenti Medi, Croce Rossa Italiana, Giovani Avis, Avis Regione Sicilia, No all’odio (movimento di contrasto ai discorsi d’odio) Amnesty international Sicilia.

Candlelight è la manifestazione in memoria delle vittime dell’Aids che ha come slogan “conoscere per difendersi”. L’uno dicembre l’apppuntamento è in Piazzetta San Rocco per poi formare il grande fiocco rosso simbolo della lotta all’Aids. Seguiranno gli interventi delle associazioni coinvolte.

CandleLight consente, ogni anno, di fare il punto sulla lotta all’infezione e sulla sua diffusione – ha spiegato Armando Caravini, presidente a Siracusa di Arci Gay di cui è anche consigliere nazionale –  L’evento dell’1 dicembre vedrà, tra i tanti, la partecipazione della dottoressa Maria Vittoria Zaccagnini, referente per Nps. Saranno presenti anche i rappresentanti della associazioni che aderiscono all’iniziativa”.

“Ringrazio tutte le associazioni che ancora una volta sono in prima linea su un tema così delicato e importante – ha esordito stamattina il sindaco Francesco Italia in conferenza stampa – Se la mia generazione ha vissuto e beneficiato di una campagna media attenta e pervasiva, negli ultimi anni grazie anche alle conquiste in campo medico la soglia di attenzione si è ridotta fortemente: a farne le spese sono le nuove generazioni e i ragazzi di oggi che, in moltissimi casi, non sanno che di aids si continua a morire. È quindi fondamentale continuare a sensibilizzare le comunità, ringraziare la comunità medico scientifica internazionale ma non abbassare la soglia di attenzione”.

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