breaking news

Siracusa| Scuole al gelo. Ultima spiaggia: la colletta per i riscaldamenti

12 Gennaio 2019 | by Redazione Webmarte
Siracusa| Scuole al gelo. Ultima spiaggia: la colletta per i riscaldamenti
Cronaca
0

Scuole nel caos, nonostante il buonsenso di alunni e docenti. Sarebbe giusto che qualcuno pagasse per queste gravissime inadempienze. Pronti genitori e docenti ad una colletta per fare ritornare i ragazzi in classe.

Le scuole della provincia, e in modo particolare gli istituti superiori, sono nel caos più assoluto, con gli alunni che da qualche giorno, a causa dell’intensità del freddo, sono stati costretti a lasciare le aule e manifestare, inascoltati, da quanti, avendo ruoli istituzionali, dovrebbero ascoltare e risolvere i problemi. Ieri lo sciopero generale studentesco con l’esito negativo dell’incontro col Prefetto che praticamente ha rimandato gli studenti dalla commissario dell’ex Provincia, Carmela Floreno. E per lunedì l’incontro della delegazione studentesca proprio con i vertici dell’ente competente di via Roma.

I ragazzi, con grande senso di responsabilità, chiedono di tornare in classe perché, di qui a qualche giorno, inizieranno gli scrutini del Primo Quadrimestre con possibili ricadute negative su quanti non sono stati nelle condizioni di farsi interrogare, o fare i compiti scritti. Eppure, il 25 ottobre dell’anno scorso, incontrando il Commissario della ex Provincia, erano state date assicurazioni sul fatto che il riscaldamento sarebbe stato acceso a partire dal 7 di gennaio 2019. Con tanto di lettere di ringraziamento da parte dei dirigenti scolastici alla commissario Floreno. Da 25 ottobre dello scorso anno nulla è stato fatto.

Perché nessuno ha informato le scuole che non sarebbero stati attivati i riscaldamenti? Nessuno si è prodigato, come hanno fatto le province di Enna, Caltanissetta e Trapani, a interloquire con il territorio e con la Regione per trovare una soluzione? Tant’è vero che, nella deliberazione di giunta 19/2019, la provincia di Siracusa non viene nemmeno citata. “Io credo che qualcuno debba pagare per questo disservizio gravissimo che viene procurato a studenti, famiglie e docenti – esclama Enzo Vinciullo, ex deputato regionale oggi docente al Corbino – A questo proposito, ricordo che, nonostante i docenti in questa vicenda stiano tenendo un comportamento stoico, la legge impone precisi obblighi nei confronti dei lavoratori della scuola, obblighi che sono quotidianamente violati, dal momento che i docenti devono stare in aula a temperature siberiane, sicuramente al di sotto di quelle minime previste dalla legge”.

Insomma, chi deve pagare per questo disservizio? Dopo la manifestazione tenutasi ieri davanti alla Prefettura, sono tutti scomparsi, nessuno si fa trovare, nessuno risponde al telefono, nessuno è disposto a perdere un sabato della propria vita per consentire agli studenti di rientrare in classe lunedì mattina. E lunedì gli studenti dovranno continuare a scioperare?

Dobbiamo continuare ad assistere a questa interruzione di pubblico servizio? “Ed allora, ha continuato Vinciullo, dal momento che ex Provincia, deputazione regionale e governo regionale scappano di fronte ai problemi, io faccio una proposta concreta: siccome non è assolutamente vero che bisogna comprare il gasolio o trasportarlo, in quanto quasi tutti i riscaldamenti sono a gas, se, per cortesia, la ex Provincia ci fa sapere quanto vengono a costare 45 giorni di riscaldamento, istituto per istituto, genitori, professori e alunni maggiorenni siamo pronti ad autotassarci, basta che lunedì si possa tornare in classe. Ci saremmo aspettati questo senso di responsabilità dalla Provincia: qualcuno che oggi facesse una controproposta, in modo che quanto prima, con le società che gestiscono la distribuzione del gas in provincia e città, trovassimo una soluzione al problema, ma anche oggi chi si dovrebbe occupare della vicenda starà a casa, incurante delle responsabilità che hanno assunto nel momento in cui hanno accettato un incarico”.

Lunedì, quando torneranno dal weekend, quando si renderanno conto dei disagi, l’ex Provincia potrebbe dire se è disposta ad accogliere la proposta, le forme e i modi attraverso i quali si dovrebe depositare questa raccolta fondi. “E’ l’unico modo per farla finita – conclude Vinciullo – perché questa è l’ennesima dimostrazione dell’incapacità di dare risposta concrete al territorio. Hanno scelto di scappare davanti ai problemi e siamo noi, genitori e docenti, ad offrire una via di fuga. In genere, la fuga è vergogna, ma mai come in questo caso è salvamento di vita”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com