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Augusta| Il commissario unico per la depurazione dice no all’allaccio all’Ias

29 Gennaio 2019 | by Redazione Webmarte
Augusta| Il commissario unico per la depurazione dice no all’allaccio all’Ias
Attualità
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L’adduzione dei reflui all’Ias sarebbe poco vantaggiosa secondo la struttura commissariale. Perplessità sono state espresse da Legambiente e da alcuni consiglieri comunali sulla gestione di un depuratore in proprio, che però si rimettono alle decisioni del commissario unico per la depurazione, Enrico Rolle e dicono: “qualunque soluzione va bene purché si realizzi”.

Il collettore fognario di Augusta non  deve essere allacciato al depuratore consortile dell’Ias di Priolo, secondo il commissario unico per la depurazione, Enrico Rolle, che stamattina ha espresso il suo parere al Consiglio comunale. Parere che diventa “tassativo”, visto che il funzionario nazionale ha manifestato  già l’intenzione di dotare Augusta di un proprio impianto a Punta Cugno. All’ordine del giorno dei lavori consiliari di oggi la richiesta, a firma di alcuni consiglieri di opposizione, avente come oggetto: “depurazione acque reflue, analisi dello stato di attuazione, delle previsioni tecniche e del cronoprogrammi”, seduta alla quale hanno partecipato, oltre il commissario Rolle, Attilio Toscano, responsabile della segreteria tecnica della struttura commissariale, Riccardo Costanzo, responsabile unico del procedimento del progetto.

Il sistema di depurazione delle acque nere sarà realizzato in 2 interventi che riguarderanno Augusta isola e Borgata e Monte e Brucoli, con la realizzazione del depuratore a Punta Cugno, la cui  costruzione fu avviata negli anni 90’ e poi interrotta. Le opere, secondo quanto sostiene il commissario unico per la depurazione, saranno completate entro il 2022. Alla seduta sono intervenuti anche il direttore generale dell’Ias, Enrico Monteleone e Sebastiano Bongiovannni, delegato del Consiglio di amministrazione dell’Ias i quali, pur manifestando la disponibilità e la capacità del consortile di accogliere e trattare i reflui di Augusta, non hanno potuto far altro che prendere atto della decisione della struttura commissariale che, a quest’ultima appare più percorribile e cioè quella di scartare l’ipotesi di allaccio all’Ias, ritenendo tale soluzione la meno vantaggiosa e più costosa, contrariamente a quanto è stato da sempre ritenuto.

Forti dubbi sulla scelta di dotare Augusta di un proprio depuratore ha espresso Enzo Parisi di Legambiente Sicilia. Il sindaco Cettina Di Pietro ha sottolineato che non bisogna tenere conto delle attuali tariffe che nel prossimo futuro cambieranno, perché la legge che ha creato le Ati ne istituirà una sola unica per tutta l’utenza servita dal depuratore dell’Ias. Sono intervenuti tra gli altri, i consiglieri Silvana Danieli, Giuseppe Di Mare, Marco Niciforo, Biagio Tribulato, Marco Patti, Vincenzo Canigiula, i quali hanno esternato riflessioni e posto diverse domande al commissario unico per la depurazione  su costi e tempi di realizzazione della condotta fognaria e dell’impianto.

Il commissario Rolle ha evidenziato la necessità di uscire, dall’infrazione comunitaria che impone all’Italia pesanti sanzioni fino a quando non avrà attuato le misure per depurare i Comuni che ancora scaricano nei fiumi e a mare. Se la somma disponibile, finanziata anni fa dal Cipe (pari e circa 33 milioni di euro) non risulterà sufficiente per percorrere la strada che la struttura commissariale ha deciso di intraprendere, la realizzazione del sistema fognario non si interromperà, secondo quanto assicura Enrico Rolle il quale sostiene: “il nostro è un cronoprogramma realistico e la collaborazione a livello europeo, nazionale e regionale è piena”. Entro i primi di marzo sarà indetto il bando di gara per la progettazione delle opere tramite la centrale di committenza esterna di Invitalia. Per quanto riguarda lo stato delle opere esistenti le ispezioni effettuate, il cui esito è contenuto in una relazione della quale sono state fornite alcune copie al Comune, sono state evidenziate delle criticità ma non tali da prevederne la dismissione.

Come si ricorderà per il territorio augustano erano previsti 12 interventi, con l’obiettivo precipuo di raccogliere e depurare tutti i reflui generati dal centro urbano di Augusta, dall’agglomerato urbano di Monte Tauro, da Brucoli e Agnone Bagni. I 12 progetti riguardanti la costruzione della rete fognaria, nonché l’impianto di depurazione, con i fondi stanziati dal Cipe furono redatti a cura della Sai 8. In seguito al fallimento della società privata che per anni gestì il servizio idrico, le competenze sarebbero dovute passare al nuovo soggetto attuatore, il Comune che avrebbe avuto la competenza di espletare le relative gare d’appalto. Ciò però non è accadde.  Nel giugno del 2015 fu nominata commissario Vania Contrafatto, all’epoca assessore regionale, che nell’ottobre dello stesso anno incontrò l’amministrazione comunale nei locali del Municipio in una prima riunione operativa a cui parteciparono i funzionari dell’Ato Idrico e rappresentanti della curatela fallimentare della Sai 8. Vania Contraffatto nel momento in cui si è insediò  disse che la celerità dell’iter sarebbe dipesa dall’esecutività dei progetti relativi agli interventi previsti. L’attività del commissario Contraffatto venne avviata con una ricognizione dell’esistente, la valutazione dei progetti per accertarne l’esecutività. La situazione sembrò al commissario piuttosto ingarbugliata. I progetti non  andavano bene e quindi bisognava ricominciare daccapo.

L’eterno dilemma  il commissario Contrafatto l’ aveva sciolto dicendo No all’adduzione al consortile. “Augusta avrà il suo depuratore o si opterà per l’adduzione delle acque nere all’impianto biologico consortile Ias di Priolo Gargallo”? Per anni le amministrazioni comunali che si sono succedute alla guida della città non hanno assunto posizione definitiva in merito al convogliamento dei reflui. Il primo lotto dell’impianto di depurazione costruito negli anni 90’ in zona Punta Cugno è in stato di abbandono. Le vasche  sono state negli anni saccheggiate, ma sono riutilizzabili come afferma l’attuale organo commissariale. Intanto Augusta resta un isola senza mare. Il commissariamento è scaturito da anni di inadempienza da parte della pubblica  amministrazione che, dal marzo del 2013 al giugno del 2015 non è stata guidata  da rappresentanti eletti dai cittadini.

 

 

 

 

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