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Lentini | Discarica Grotte San Giorgio, il Coordinamento per il Territorio si appella ai sindaci

29 Gennaio 2019 | by Silvio Breci
Lentini | Discarica Grotte San Giorgio, il Coordinamento per il Territorio si appella ai sindaci
Attualità
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Odori molesti e aria irrespirabile, necessaria la costituzione di un tavolo tecnico intercomunale. Chiesti controlli costanti e monitoraggio della qualità dell’aria.

Le richieste del Coordinamento per il Territorio. Effettuare controlli nella mega discarica di Grotte San Giorgio per verificare il rispetto della normativa relativa ai processi di trattamento dei rifiuti, installare nel territorio centraline per il monitoraggio della qualità dell’aria, predisporre regolamenti e protocolli che prevedano il continuo monitoraggio degli impianti, predisporre un rapporto sulle emissioni odorigene provenienti dalla discarica e dagli impianti di compostaggio che ne accerti l’origine e ne valuti il rischio per la salute e l’efficacia delle misure predisposte dal gestore. Infine, richiedere il riesame delle autorizzazioni integrate ambientali che hanno consentito gli ultimi ampliamenti della discarica e gli impianti di compostaggio limitrofi, riesame che può essere richiesto anche dai sindaci qualora lo ritengano necessario nell’interesse della salute pubblica e tramite un motivato provvedimento corredato dalla documentazione istruttoria e da puntuali proposte di modifica dell’autorizzazione.

Necessario un tavolo tecnico intercomunale. Sono le richieste formalmente avanzate ai sindaci di Lentini e Carlentini, Saverio Bosco e Giuseppe Stefio, dal Coordinamento per il Territorio, tornato alla carica a distanza di cinque mesi da una precedente richiesta di intervento. Il Coordinamento per il Territorio, che denuncia da tempo «il gravissimo impatto ambientale» causato dalla discarica di Grotte San Giorgio e i sempre più frequenti «episodi di immissione nell’atmosfera di odori molesti che rendono l’aria irrespirabile e mettono a rischio la salute degli abitanti», chiede la costituzione di un tavolo tecnico intercomunale con la partecipazione di comitati e associazioni. «La legge – scrive il Coordinamento in una nota – attribuisce ai sindaci il ruolo di responsabili della salute della popolazione dei propri territori e a loro sono affidati poteri di programmazione, di controllo e di giudizio anche sull’operato del direttore generale dell’Asp. Nel loro ruolo di responsabili della salute pubblica, i sindaci devono prendere provvedimenti se le condizioni ambientali sono invivibili o se esistono pericoli incombenti e devono informare la popolazione dei rischi cui è sottoposta».

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