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Augusta| Depuratore, Munafò: “basta parlare dalle parole si passi ai fatti”.

1 Febbraio 2019 | by Redazione Webmarte
Augusta| Depuratore, Munafò: “basta parlare dalle parole si passi ai fatti”.
Sindacale
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Il segretario generale territoriale della Uil Siracusa-Ragusa-Gela, Stefano Munafò interviene sulla vicenda depuratore chiedendo che si passi ai fatti per dotare Augusta di un’opera tanto attesa, di cui si parla da quasi 30 anni.

Depuratore di Augusta? Se ne parla da 29 anni e penso che il nuovo commissario Enrico Rolle voglia tornare indietro al lontano 1990″. Esordisce così Stefano Munafò, segretario generale territoriale della Uil Siracusa-Ragusa-Gela, sulla questione relativa alla depurazione delle acque in Augusta, dopo che lo stesso nuovo commissario nei giorni scorsi ha detto “no”all’allaccio all’Ias. “A noi non interessa come si procederà per la depurazione, basta che si proceda – ha aggiunto Munafò – perché sento parlare e riparlare di questa vicenda da decenni”.
Per il sindacalista: “la cosa sulla quale dovrebbero puntare politica, istituzioni varie e naturalmente Comune megarese è la necessità di depurare delle acque per le quali Augusta è una fogna a cielo aperto da troppo tempo. Perché – aggiunge Munafò -occorre predisporre scarichi a norma di legge, rendere il mare nuovamente fruibile alla comunità e questi “balletti” di responsabilità non fanno che allungare il brodo e non giungere mai ad una soluzione. Sono stati fatti dei finanziamenti in passato e quando sembrava di poter dare atto ai progetti si è poi scoperto che questi non erano buoni. La nostra posizione –  conclude segretario generale della Uil – è dunque sempre la stessa ma questa stessa fermezza la dovrebbe dimostrare chi di dovere perché l’acqua è un bene comune e troppo prezioso per la comunità e questi rimpalli di responsabilità sono a danno della collettività. Penso che il nuovo commissario voglia continuare a parlare. Che passi dalle parole ai fatti”.

 

One Comment

  1. Ettore Bordonaro says:

    Non sono d’accordo che si debba fare la depurazione in qualunque modo purché si faccia .La prima ipotesi è quella di spendere 50 milioni di € con relativa costosa gestione e canoni elevati per la popolazione ;nuovo sito fonte di ulteriore impatto ambientale in un territorio già martoriato .La seconda ipotesi comporta solo una condotta per portare I reflui presso L’IAS bassi oneri di gestione ,smaltimento con condotta sottomarina esistente .
    Le due ipotesi sono molto diversi e con la prima ipotesi si correrebbe il rischio di un ‘opera di difficile e costosa gestione .

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