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Melilli | Operazione “Muddica”, terremoto al Comune: il sindaco Carta e l’ex assessore Elia agli arresti domiciliari -Video

13 Febbraio 2019 | by Silvio Breci
Melilli | Operazione “Muddica”, terremoto al Comune: il sindaco Carta e l’ex assessore Elia agli arresti domiciliari<span class='video_title_tag'> -Video</span>
Cronaca
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Coinvolti nell’operazione “Muddica” due dipendenti comunali, quattro imprenditori e il sindaco di Francofonte, Daniele Lentini, all’epoca dei fatti vice dirigente del secondo settore del Comune di Melilli. Per lui divieto di dimora nei comuni di Melilli e Francofonte. L’accusa per reati contro la pubblica amministrazione, la fede pubblica e il patrimonio in merito a procedure di affidamento di lavori e servizi.

Reati contro la pubblica amministrazione, la fede pubblica e il patrimonio in merito a procedure di affidamento di lavori e servizi da parte di uffici pubblici. È attorno a questi reati che ruota l’indagine della Procura della Repubblica di Siracusa su alcuni appalti del Comune di Melilli, nell’ambito della quale questa mattina sono finiti agli arresti domiciliari il sindaco Giuseppe Carta e l’ex amministratore Stefano Elia, assessore all’epoca dei fatti.

Nell’operazione denominata “Muddica” coinvolto anche il sindaco di Francofonte, Daniele Lentini, all’epoca dei fatti vice dirigente del secondo settore del Comune di Melilli, nei confronti del quale è scattato un provvedimento cautelare di divieto di dimora nei comuni di Melilli e Francofonte.

Coinvolti nell’operazione anche due dipendenti del Comune di Melilli e quattro imprenditori. I dipendenti sono Reginaldo Saraceno e Giulia Cazzetta, quest’ultima con incarico di responsabile del secondo settore servizi scolastici, culturali, sportivi, socio-educativi e ricreativi”, a cui è stata applicata la misura cautelare della sospensione dal pubblico impiego per la durata massima prevista dalla legge.

Gli imprenditori invece sono Marilena Vecchio di Augusta, rappresentante legale dell’impresa di trasporti Vecchio Srl, Sebastiano Franchino di Siracusa, Giovanni Zuccalà di Pietraperzia (En), amministratore unico dell’impresa Zuccalà Travels Srl, e Franco Biondi di Centuripe, rappresentante legale della ditta Euroviaggi di Biondi Franco Sas. Agli imprenditori è stata applicata la misura cautelare del divieto temporaneo di esercitare attività imprenditoriale. A dare esecuzione all’ordinanza di applicazione delle misure cautelari coercitive e interdittive emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Siracusa su richiesta della Procura aretusea sono stati questa mattina gli agenti del Commissariato di Polizia di Priolo Gargallo, in collaborazione con le squadre mobili delle Questure di Siracusa ed Enna.

Dalle indagini coordinate dal procuratore aggiunto Fabio Scavone, dirette dal sostituto procuratore Tommaso Pagano ed eseguite, dal mese di marzo al mese di novembre del 2018, dagli investigatori del Commissariato di Priolo Gargallo con l’utilizzo di metodologie investigative sia di tipo tradizionale che tecniche, sarebbe emersa un’organizzazione particolarmente complessa ed efficace messa in opera dal sindaco Giuseppe Carta e dall’assessore Elia, in particolare, con lo scopo di “gestire” in modo arbitrario e per il soddisfacimento di interessi particolari le procedure amministrative finalizzate all’affidamento a privati di servizi e lavori da parte degli uffici comunali.

Le indagini compiute hanno, così, consentito di accertare la commissione da parte degli indagati di più delitti contro la pubblica amministrazione e la pubblica fede. Nei confronti di Carta ed Elia il Gip ha adottato le misure cautelari più gravi ritenendo peraltro i predetti gravemente indiziati del delitto di associazione a delinquere in concorso con il dipendente Saraceno. Secondo la Procura Carta ed Elia avrebbero utilizzato il loro ruolo politico «in modo da  influenzare la scelta dei soggetti imprenditoriali selezionati come contraenti del Comune, esercitando pressioni sui vari dirigenti preposti alle procedure di selezione del contraente o di affidamento diretto affinché riducessero fittiziamente, attraverso la scomposizione in più affidamenti, l’importo degli appalti, in modo da eludere le procedure più rigorose previste dalla normativa vigente, invitassero alle selezioni ditte e imprese da loro indicate e, in caso di affidamento diretto, aggiudicassero l’appalto alla ditta da loro indicata».

Sempre secondo la Procura «in alcune circostanze è stato accertato il raggiungimento di veri e propri accordi collusivi, con la complicità e il concorso necessario degli imprenditori privati, per indirizzare lo svolgimento delle procedure negoziali di scelta del contraente verso la conclusione desiderata dagli indagati».

Emblematiche, in questo senso, alcune vicende emerse nel corso delle indagini. Come quella relativa all’affidamento all’imprenditore Sebastiano Franchino di alcuni interventi di manutenzione, in cui determinante sarebbe stato l’intervento del sindaco, che avrebbe favorito anche il pagamento di una fattura artificiosamente “gonfiata”.

Un’altra vicenda quella relativa al servizio di trasporto degli alunni della scuola materna e dell’obbligo, in relazione alla quale le indagini avrebbero consentito di accertare come il servizio fosse stato dapprima affidato, direttamente e senza alcuna procedura di selezione, all’impresa Vecchio, che poi, grazie all’accordo illecito raggiunto con i titolari delle imprese concorrenti, Zuccalà e Biondi, avrebbe continuato di fatto a prestarlo incassandone i proventi, nonostante venisse formalmente affidato alle altre ditte e sebbene la Vecchio non disponesse di mezzi di trasporto adeguati e in possesso dei requisiti di legge. Tutto questo seguendo, secondo la Procura, le indicazioni e le direttive dell’assessore Elia.

Nel corso delle indagini, le attività compiute avrebbero consentito di accertare, infine, anche un’ipotesi di accordo corruttivo tra il sindaco e la responsabile di una cooperativa sociale, la quale, supportata nei suoi progetti di accoglienza di minori stranieri non accompagnati con la promessa di una convenzione con il Comune di Melilli, avrebbe promesso al primo cittadino l’assunzione di persone da lui indicate. All’indagine è stato dato il nome “Muddica” con riferimento alle espressioni dialettali “muddica” o “muddicuni” (ovvero mollica e mollicone) utilizzate dai principali indagati per individuare il beneficio ottenuto grazie alle loro condotte delittuose.

LA CONFERENZA STAMPA 

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