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Melilli | Operazione “Muddica”, Carta, Elia e Lentini rigettano gli addebiti della magistratura

16 Febbraio 2019 | by Redazione Webmarte
Melilli | Operazione “Muddica”, Carta, Elia e Lentini rigettano gli addebiti della magistratura
Cronaca
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Interrogatorio di garanzia per i tre principali protagonisti dell’indagine della Procura aretusea, nella quale sono coinvolti anche due dipendenti e quattro imprenditori. Attesa la decisione del Gip che convaliderà o meno le misure cautelari.

Carta dinanzi al Gip. È durato oltre tre ore l’interrogatorio di garanzia del sindaco di Melilli, Giuseppe Carta, agli arresti domiciliari da mercoledì mattina (stessa misura cautelare disposta per l’ex assessore Stefano Elia) in quanto principale protagonista dell’indagine denominata “Muddica”, coordinata dalla Procura della Repubblica aretusea, che avrebbe scoperchiato un sistema di corruzione e turbativa d’asta in concorso all’interno del Comune di Melilli. Giuseppe Carta, sospeso dalla carica di sindaco dal prefetto Luigi Pizzi in applicazione della legge Severino, si è presentato dinanzi al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Siracusa, Carmen Scapellato, per l’interrogatorio di garanzia. Assistito dagli avvocati Francesco Favi ed Emanuele Scorpo, Carta ha risposto alle domande del magistrato e ha respinto ogni contestazione, sostenendo di non aver commesso alcuno dei reati indicati nell’ordinanza che ha disposto nei suoi confronti la misura cautelare degli arresti domiciliari.

Anche Elia e Lentini respingono le contestazioni. La stessa linea è stata adottata dall’ex assessore Stefano Elia, presentatosi davanti al Gip assistito dall’avvocato Ezechia Paolo Reale. Anche Elia, agli arresti domiciliari come Carta, ha respinto ogni addebito rispondendo per circa due ore alle domande del giudice. Nell’indagine, come è noto, è coinvolto anche, nella sua qualità di funzionario del Comune di Melilli, il sindaco di Francofonte Daniele Nunzio Lentini, anche lui sospeso dalla carica dal prefetto. Lentini, nei cui confronti è stato disposto il divieto di dimora a Melilli e Francofonte, è comparso davanti al Gip per l’interrogatorio di garanzia. Assistito dall’avvocato Stefano Rametta, si sarebbe avvalso della facoltà di non rispondere in attesa di poter leggere le centinaia di pagine dell’ordinanza, preferendo piuttosto fare dichiarazioni spontanee e dichiarandosi del tutto estraneo ai fatti contestati dalla magistratura siracusana.

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