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Augusta| Pronto soccorso Muscatello: disservizi denunciati da Cobas Sanità.

17 Febbraio 2019 | by Redazione Webmarte
Augusta| Pronto soccorso Muscatello: disservizi denunciati da Cobas Sanità.
Sanità
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Criticità penalizzano il Pronto soccorso del Muscatello: affluenza eccessiva di utenti rispetto all’organico impiegato nella struttura, pazienti che stazionano anche 36 ore nelle corsie dei reparti prima di essere ricoverati negli stessi e assenza di un sistema di sorveglianza. Si tratta di problemi denunciati dal coordinamento Cobas Sanità provinciale.

“Il coordinamento Cobas Sanità provinciale, dal 31 dicembre 2018 ha dovuto ritenere in forma scritta, ma ad oggi nessuna risposta alla presente comunicazione, di dover segnalare precarietà assistenziale rivolti al cittadino utente e malesseri tra gli operatori, presso l ‘Unità Operativa Mcau – Pronto Soccorso di Augusta”. Lo dichiara Pietro Valenti del coordinamento Cobas. Considerazione primaria innanzitutto, è la notevole immissione di accessi di cittadini utenti durante l’anno in corso, poco meno di 17.000.

“Un risultato con numeri elevati di prestazioni conseguenti; le noti dolenti visibili e incontrovertibili sono invece, le gravi difficoltà per i servizi prestati degli operatori ai richiedenti; ci chiediamo sia possibile gestire assistenza con soli due operatori a turno con pesanti carichi di lavoro e conseguente grave stress che per mesi diventano danni psico – fisico irreversibili? in certe circostanze particolari (anche solo consentita a carattere d’urgernza) si potevano e dovevano potenziare l’organico di infermieri e medici.

Inoltre altra nota dolente è la gestione dei pazienti in attesa del ricovero, in molti casi in posti già liberi nelle corsie delle unità operative, trasferimenti che spesso avvengono, dopo 36 ore. Il ricovero in corsia stabilizza e conforta il paziente, nella necessaria continuità assistenziale evitando così la precaria condizione della provvisorietà assistita dal Pronto soccorso che impegna gli infermieri come pazzi, a prestare doppia assistenza tra i nuovi arrivi e il paziente in attesa del posto letto da accudire sempre con due infermieri”.

Intasare il Pronto soccorso, come sottolinea Pietro Valenti –  crea malcontento, caos, nervosismo, e spesso reazioni inconsulte tra chi aspetta fuori la porta di accesso del Pronto soccorso dopo il consueto triage e gli operatori che subiscono aggressioni e minacce già avvenute e documentate. “Altrettanto grave il fatto che –  prosegue il sindacalista il paziente stazioni in barelle inidonee, rotte e scomode anche per la durata di 36 ore. L’acquisto di nuove quattro barelle è servito solo ad aumentare il numero, senza rottamare le vecchie.

L’altra nota: la sicurezza degli operatori e dei cittadini; aggiungiamo che, dopo i fatti gravi di cronaca accaduti, che ha visto gli operatori in servizio aggrediti e intimoriti gli utenti presenti, in queste pericolose circostanze a difesa della incolumità per una dovuta e legittima prevenzione i responsabili sanitari e amministrativi, non hanno provveduto ancora ad installare servizi di di video sorveglianza interna ed esterna, escludendo gli operatori di vigilanza armata, previsti e come, per i presidi di Avola e lentini.

Per quanto detto, siamo dopo quasi due mesi, in attesa di utili e concrete risposte urgenti da parte dei responsabili; denuncia questa che non prevede dilazioni e sottovalutazioni; tutto ciò, per affermare dignità professionali e la difesa dei diritti ad una assistenza dignitosa. Il coordinamento provinciale Sanità Cobas ritiene fondamentale il legame tra cittadini, utenti e professionisti, a cui, hanno a cuore la difesa della sanità pubblica, al momento deficitaria, a vantaggio di quella privata, contro le migrazioni ormai consolidate, rivolte al centro –nord di tanti utenti disperati, disposti loro malgrado a salassi economici non indifferenti”.

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