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Siracusa | Operazione “No Fly”, le reazioni della politica e del sindacato e la replica delle società coinvolte

21 Febbraio 2019 | by Silvio Breci
Siracusa | Operazione “No Fly”, le reazioni della politica e del sindacato e la replica delle società coinvolte
Cronaca
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Italia e Coppa: «C’è una responsabilità sociale delle imprese che non può essere limitata solo al dato occupazionale». Cgil, Cisl e Uil: «Piena fiducia nell’operato della magistratura». Le società: «Massima collaborazione».

Italia e Coppa. «Le misure disposte dalla Procura della Repubblica e l’esito delle indagini fanno sintesi dell’impegno di tutti coloro che, nel corso degli ultimi anni, hanno posto la questione ambientale come priorità, non con annunci o proclami, ma con azioni incisive su tutti i piani, amministrativi e giudiziari, cercando di operare con argomentazioni tecniche, ma soprattutto avvalendosi nel tempo di un esperto in materia ambientale, l’ingegnere Giuseppe Raimondo, che ha sempre sostenuto in tutte le sedi quanto oggi sembrerebbe emergere dalle indagini». Lo affermano il sindaco di Siracusa Francesco Italia e l’assessore Pierpaolo Coppa in relazione ai sequestri effettuati questa mattina agli stabilimenti Versalis e Sasol e ai depuratori Tas di Priolo Servizi e Ias nell’ambito dell’operazione “No Fly”.

Gli indagati. L’operazione “No Fly” vede indagate ben 19 persone per inquinamento ambientale in concorso, ovvero il direttore dello stabilimento Versalis di Priolo Gargallo, Paolo Zuccarini; i direttori della Sasol Sergio Corso (da ottobre 2014 a novembre 2016), Salvatore Mesiti (da novembre 2016 a maggio 2017) e Guglielmo Arrabito (da maggio 2019 a oggi); il presidente e amministratore delegato di Priolo Servizi,Giuseppe Lo Faso, e il direttore tecnico Domenico Longhitano; il direttore tecnico dell’Ias Donato Infantino e il vice Michele Gerone con i presidenti del Cda Maria Rosaria Battiato (dal 2013 al 2016) e Maria Grazia Elena Brandara (da novembre 2016 a oggi) e i consiglieri di amministrazione Pietro Romano, Luigi Scalisi, Fabrizio Siracusano, Gianluca Gemelli, Giancarlo Metastasio, Salvatore Pasqualetto, Sebastiano Bongiovanni, Maria Laura Galvano e Salvatore Magro.

Italia: «Non trincerarsi dietro il timore occupazionale». «La Procura – affermano ancora Italia e Coppa – fa riferimento ad esiti che hanno finalmente evidenziato che le immissioni olfattive non hanno fonti indistinte e che il contributo del depuratore Ias è determinante. Confidavamo nel lavoro dell’autorità giudiziaria, che ha risorse tecniche, economiche e umane per verificare se le imprese industriali che operano nel nostro territorio esercitano le attività attenendosi scrupolosamente alle norme ambientali. Serviva chiarezza e quanto fatto dalla Procura della Repubblica di Siracusa rappresenta un tassello essenziale. C’è una responsabilità sociale delle imprese – concludono Italia e Coppa – che non può essere limitata solo ed esclusivamente al dato occupazionale ed economico e che deve andare oltre. Trincerarsi dietro il timore occupazionale significa non avere una visione innovativa del futuro».

Cgil, Cisl e Uil: «Piena fiducia nei giudici». Piena e totale fiducia nell’operato della magistratura esprimono i segretari provinciali di Cgil Cisl e Uil, Roberto Alosi, Paolo Sanzaro e Stefano Munafò. «Da sempre – affermano – richiamiamo l’attenzione sulla compatibilità ambientale e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e nei centri vicini. Un’industria moderna e competitiva non può sottrarsi ad ammodernamenti dei sistemi di controllo. L’alto tasso di occupazione, e di Pil provinciale, delle industrie, resta l’elemento sul quale, però, concentrare qualsiasi sforzo per non demonizzare il settore e giungere, piuttosto, a un livello alto di eco compatibilità sul territorio».

Il presidente del consiglio comunale di Siracusa. Sulla vicenda interviene anche il presidente del consiglio comunale Moena Scala. «Nel corso dell’ultima seduta – afferma – il consiglio comunale si era determinato per un intervento forte, a tutti i livelli istituzionali, sulle tematiche ambientali e per la tutela della salute dei cittadini. Di conseguenza l’argomento era stato inserito come primo punto all’ordine del giorno del consiglio di mercoledì prossimo. Il provvedimento della magistratura ci darà ulteriori spunti di riflessione su un argomento che l’aula ha dimostrato di seguire con attenzione».

Fratelli d’Italia. La federazione provinciale di Fratelli d’Italia esprime soddisfazione per i provvedimenti eseguiti stamani a tutela della qualità dell’aria. «Già a novembre scorso – affermano il commissario provinciale Giuseppe Napoli, il coordinatore cittadino Paolo Cavallaro, il coordinatore cittadino di Augusta Vincenzo Inzolia e il dirigente regionale e componente del dipartimento ambiente Marco Mastriani – il gruppo parlamentare all’Ars di Fratelli d’Italia aveva acceso i riflettori sulla questione ambientale, chiedendo tra l’altro, in una precisa interrogazione, l’ispezione del depuratore consortile di Priolo. Rispettosi del principio costituzionale di presunzione di innocenza, evidenziamo l’importanza dell’iniziativa della Procura di Siracusa, volta a far luce su un tema assai sentito da tutti i cittadini del quadrilatero, che hanno segnalato negli anni oggetto dell’indagine e continuano a farlo i frequenti miasmi e che temono gravi ricadute dell’inquinamento sulla salute propria e delle persone care. È una operazione verità attesa da fin troppo tempo. Fratelli d’Italia ribadisce infine la inderogabile necessità delle bonifiche da tanto tempo ferme e della riconversione del polo industriale per attività ecocompatibili ed ecosostenibili».

La replica della Versalis. In relazione al sequestro degli impianti di Priolo Gargallo, la Versalis confida di poter dimostrare la correttezza del proprio operato. «Versalis – si legge in una nota diffusa dalla società – conferma di avere ricevuto notifica da parte della Procura di Siracusa di un provvedimento di sequestro preventivo degli impianti della società situati presso lo stabilimento industriale di Priolo. La società, che è in attesa di analizzare le motivazioni del provvedimento, sta fornendo la massima collaborazione all’autorità giudiziaria e confida di poter dimostrare la correttezza del proprio operato in termini di sostenibilità ambientale delle proprie attività».

La replica della Sasol. Dello stesso tenore la nota diffusa dalla Sasol che si dice pronta a collaborare con le autorità per dimostrare i risultati del proprio impegno per la sostenibilità. «La società Sasol Italy – si legge – in relazione al decreto di sequestro preventivo dello stabilimento industriale di Augusta emesso questa mattina dalla Procura di Siracusa sta fornendo la sua completa disponibilità a collaborare con le autorità competenti. Lo Stabilimento di Augusta, che opera nel campo della chimica per la detergenza e il personal care, nel rispetto del provvedimento di sequestro manterrà la piena operatività. In attesa di conoscere e valutare i dettagli del provvedimento ed effettuare ogni opportuna verifica, Sasol Italy, pur ritenendo di avere sempre operato nel rispetto delle prescrizioni normative ed autorizzative, sottolinea di aver già effettuato negli ultimi anni cospicui investimenti per lo sviluppo sostenibile, adottando i più moderni presidi ambientali al fine di ridurre quanto più possibile l’impatto della propria attività sull’ambiente».

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