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Francofonte | Il sindaco sospeso, le reazioni delle forze politiche

23 Febbraio 2019 | by Silvio Breci
Francofonte | Il sindaco sospeso, le reazioni delle forze politiche
Politica
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Il direttivo del Pd chiede che «si faccia piena luce per superare l’attuale disorientamento dell’intera comunità». La minoranza: «Una vicenda che piove sulla città in un contesto già sconfortante». Mille papaveri rossi: «Serve un atto di doveroso rispetto nei confronti della politica perbene, della legalità e soprattutto della cittadinanza».

Una vicenda che ha scosso la città. Continua a tenere banco in città il terremoto che ha scosso il Comune con la sospensione di Daniele Nunzio Lentini dalla carica di primo cittadino, disposta dal prefetto Luigi Pizzi in applicazione della legge Severino, a seguito dell’operazione “Muddica” che nei giorni scorsi ha portato agli arresti domiciliari il sindaco di Melilli, Giuseppe Carta, e l’ex assessore Stefano Elia per reati contro la pubblica amministrazione, la fede pubblica e il patrimonio in merito a procedure di affidamento di lavori e servizi al Comune di Melilli. Inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica aretusea che, oltre a Carta ed Elia, vede coinvolti due dipendenti comunali, quattro imprenditori e appunto, nella qualità di funzionario del Comune di Melilli, anche il sindaco di Francofonte, Daniele Nunzio Lentini, cui i magistrati hanno imposto il divieto di dimora a Francofonte e Melilli.

La nota del Partito democratico. Il direttivo del Pd si dice «preoccupato poiché la vicenda ha scosso profondamente la comunità francofontese, già provata da una pesante crisi socio-economica e dunque bisognosa di una amministrazione comunale stabile ed efficiente che possa lavorare serenamente, nel rispetto del mandato elettorale ricevuto, per cercare di riportare Francofonte al ruolo di città prospera ed operosa» e chiede che «si faccia al più presto piena luce per superare l’attuale disorientamento dell’intera comunità».

«Fiduciosi nell’operato della magistratura». «Quando un’azione giudiziaria riguarda il sindaco – si legge in una nota – i riflessi sulla città sono inevitabili e assumono un significato particolare rispetto al profilo esclusivamente privato. La sospensione del primo cittadino dalle funzioni  assegnategli dalla recente consultazione elettorale costituisce indubbiamente un forte ostacolo alla auspicata ripresa di una comunità che, piaccia o no, aveva espresso un chiaro verdetto eleggendo un sindaco e un consiglio comunale in grado di assicurare una netta maggioranza a sostegno dell’attuazione di un programma pluriennale. Non è abitudine del Pd entrare nel merito di una vicenda giudiziaria al di fuori delle sedi istituzionali e non lo faremo neanche adesso. Ci auspichiamo però che, anche per i riflessi di immagine che si estendono a tutta la cittadinanza, la vicenda possa risolversi in breve tempo, preferibilmente con la revoca della sospensione. Siamo e resteremo sempre fiduciosi nell’operato della magistratura – conclude il direttivo del Pd – e auguriamo che il sindaco possa far valere le proprie ragioni nelle sedi opportune dimostrando la propria estraneità ai fatti contestati».

Il commento della minoranza. Sulla vicenda erano già intervenuti nei giorni scorsi anche i consiglieri di minoranza Angela Cunsolo, Concetta Falcone, Amedeo Castania e Coletta Dinaro. «Come gruppo consiliare di minoranza non abbiamo mai fatto sterile sciacallaggio politico, né intendiamo farlo adesso, in un momento estremamente delicato come questo. Restiamo in attesa di conoscere gli sviluppi della vicenda giudiziaria e l’eventuale decisione del Tribunale del riesame, cui certamente si rivolgerà l’architetto Daniele Lentini. Consapevoli della delicatezza della vicenda, restiamo in attesa di conoscere anche le decisioni che Lentini vorrà assumere nell’interesse della città e dell’ente, che ha sicuramente bisogno di un sindaco in carica che possa svolgere appieno le sue funzioni. I problemi di Francofonte sono tanti e questa vicenda piove sulla città in un contesto già sconfortante. Tanto più che, oltre al sindaco, manca attualmente anche la figura del segretario comunale».

Mille papaveri rossi: «Serve un atto di doveroso rispetto». Per Alessia Piccione, leader del movimento Mille papaveri rossi e candidata a sindaco nelle scorse amministrative, Lentini dovrebbe rassegnare le dimissioni, «un atto di doveroso rispetto nei confronti della politica perbene, della legalità e soprattutto della cittadinanza». «Il provvedimento cautelare di divieto di dimora – sottolinea – è a nostro avviso molto grave, non solo perché frutto del suo coinvolgimento in una indagine giudiziaria, ma soprattutto perché gli impedirà di svolgere le sue mansioni e di accedere al palazzo di città. Nella scorsa legislatura, come consigliere comunale, chiesi le dimissioni dell’allora sindaco Salvatore Palermo per fatti molto meno gravi. Ricordo che durante la campagna elettorale Lentini indicava Melilli e il suo sindaco come modelli da seguire per lo sviluppo di Francofonte. La nostra preoccupazione è che Francofonte possa venirsi a trovare nella stessa situazione di Melilli».

© Riproduzione riservata

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