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Siracusa | Sparano in pieno giorno contro la casa di un pregiudicato, due giovani in manette

9 Marzo 2019 | by Silvio Breci
Siracusa | Sparano in pieno giorno contro la casa di un pregiudicato, due giovani in manette
Cronaca
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Arrestati due giovani di 20 e 19 anni. Identificati grazie alle telecamere dei sistemi di videosorveglianza della zona. Il grave episodio si è verificato nella borgata Santa Lucia.

Sparatoria in centro in pieno giorno. Sparano in pieno giorno diversi colpi d’arma da fuoco in direzione dell’abitazione di un pregiudicato agli arresti domiciliari, residente nella borgata Santa Lucia, ma la scena viene immortalata dalle telecamere del sistema di videosorveglianza installate nella zona e gli autori dell’intimidazione vengono in poco tempo identificati e arrestati. Si tratta di due giovani di 20 e 19 anni, G.M. e A.G., già noti alle forze dell’ordine. Estremamente spregiudicata la loro azione. Hanno infatti agito in pieno giorno e persino a volto scoperto, ma non si sono accorti che sul posto passava casualmente un militare delle Fiamme Gialle che ha assistito all’episodio e che ha ovviamente fatto scattare immediatamente le indagini. I due giovani sono stati arrestati all’alba di oggi da Polizia e Guardia di Finanza.

Le indagini, il movente e l’arresto. Gli investigatori hanno setacciato il territorio, visionato i filmati delle telecamere di privati, esercizi commerciali e strutture alberghiere presenti nelle zona. Proprio da uno di questi video sono stati tratti i particolari che hanno permesso di identificare tempestivamente gli autori della sparatoria. Le indagini hanno permesso di accertare che il gesto intimidatorio è riconducibile a vecchi rancori fra i due giovani e la figlia del pregiudicato agli arresti domiciliari. Nella notte dello scorso 11 agosto i due giovani erano rimasti coinvolti in una rissa dopo essere evasi, tra l’altro, dagli arresti domiciliari. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Siracusa, su richiesta del pubblico ministero che ha coordinato l’operazione, ha disposto l’applicazione della misura cautelare in carcere in considerazione della pericolosità dei due indagati e della gravità dei fatti.

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