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Augusta| Tabelle d’armamento: la Capitaneria risponde a Unionports.

Augusta| Tabelle d’armamento: la Capitaneria risponde a Unionports.
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Dettagliata replica, con riferimenti normativi del comandante della Capitaneria di porto-Guardia costiera, capitano di vascello Attilio Montalto a Unionports che, nei giorni scorsi, tramite il suo presidente Davide Fazio ha paventato rischi per l’operatività delle imprese nel porto. Il comandante Montalto precisa: “nessun rischio, solo la necessità di adeguarsi alle prescrizioni di legge”.

Per il capitano di vascello Attilio Montalto, comandante della Capitaneria di porto -Guardia costiera: “la determinazione delle tabelle d’armamento per le unità in servizio locale, rappresenta la certa garanzia di rispetto dei principi di imparzialità ed efficienza della pubblica amministrazione, sanciti nell’articolo 97 della Costituzione, con lo scopo di fornire agli armatori, agli operatori portuali e alle parti coinvolte nella diuturna attività di vigilanza e controllo (non ultimi tutti gli organi di polizia, la sanità marittima e l’Asp) uno strumento di lavoro univoco, chiaro e imparziale”.

Come si ricorderà, nei giorni scorsi il  presidente di Unionports Davide Fazio, il quale ha paventato il blocco del porto megarese dal primo maggio, almeno nei servizi che vengono resi dalle aziende portuali locali al traffico navale, a causa dell’ordinanza numero 13/2019 della Capitaneria di porto – Guardia costiera di Augusta, che concede solo 30 giorni, a partire dal primo aprile, ai natanti degli operatori nel porto per adeguarsi a tabelle di armamento emesse dalla stessa. Per Unionports sono prescrizioni che potrebbero ridurre la competitività del porto di Augusta rispetto ad altri porti italiani, mentre gli attuali standard di sicurezza nello scalo megarese non hanno nulla da invidiare ai principali porti italiani.

Per comandante Montalto è stata “inopinatamente valutata come “eccessiva” l’ ordinanza di polizia marittima 13/2019 mentre la stessa, al contrario, riveste la indiscutibile natura della necessità e dell’urgenza e, pertanto, si tratta di un atto dovuto, strettamente in linea con il disposto dell’art. 317 del codice della navigazione e dell’art. 426 del regolamento per l’esecuzione del codice della navigazione. “Orbene – risponde il comandante della Capitaneria di porto –Guardia costiera, qualora fosse previsto l’impiego di personale, per eseguire operazioni sugli impianti e macchinari di bordo, per l’espletamento del servizio cui la nave è destinata, la fattispecie richiamata nel testo dell’ordinanza, rientra, nella definizione di “equipaggio”.

Alla luce delle norme richiamate, non può sfuggire al lettore attento del testo della commentata ordinanza, che l’autorità emittente, operata l’approfondita disamina del contesto in valutazione, non ha potuto far altro che verificare l’insussistenza di  margini di discrezionalità circa la sua emanazione e che, per l’effetto, ha dovuto  procedere, per come ha proceduto, senza soluzione di continuità, a tutela e garanzia della salvaguardia e della sicurezza della navigazione portuale”. Il capitano di vascello Attilio Montalto evidenzia che, la redazione delle tabelle minime d’armamento è stata preceduta dalle consultazioni prescritte dalla legge, nel corso delle quali le proposte avanzate dagli armatori e i contratti collettivi nazionali di lavoro sono stati debitamente valutati e, ove non contrastanti con norme di sicurezza cogenti, positivamente accolti.

Qualora la Capitaneria di porto si fosse sottratta a tale incombenza, il suo operato avrebbe potuto non essere in linea con il sostrato normativo che sovrintende la salvaguardia della vita umana in mare, nonché la sicurezza della navigazione portuale, istituti che, invece, vanno preservati. Di conseguenza la Capitaneria di porto si dice certa del fatto che, le tabelle minime d’armamento adottate, in gran parte aderenti alle proposte armatoriali, non avranno il paventato impatto negativo sull’organizzazione dei servizi portuali, avendo esse introdotto esclusivamente residuali modifiche rispetto alla consolidata organizzazione numerica e qualitativa delle imprese marittime operanti in ambito portuale. Nella certezza della legittimità e immediata operatività del provvedimento, la concessione di un margine temporale di 30 giorni per la presentazione di osservazioni da parte degli interessati, non pare essere lesivo del diritto alla difesa, essendo un termine ragionevolmente congruo e che di certo, non impedisce alcuna ipotetica iniziativa difensiva ad opera degli aventi titolo.

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