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Augusta| Poligono Punta Izzo: potenziale contaminazione da piombo e rame.

Augusta| Poligono Punta Izzo: potenziale contaminazione da piombo e rame.
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Poligono di Punta Izzo, piombo e rame sopra i limiti di legge. L’avvio immediato delle operazioni di bonifica e la smilitarizzazione dell’area chiedono il coordinamento Punta Izzo Possibile e Natura Sicula (che hanno presentato un esposto alla Procura della Repubblica) e Legambiente, mentre la Prefettura, appresa la notizia, ha chiesto informazioni al Comando Marittimo Sicilia, con particolare riguardo alla predisposizione del piano di caratterizzazione del sito.

Potenziale contaminazione da metalli pesanti del terreno del poligono di Punta Izzo dove sono state accertate concentrazioni di piombo e rame superiori alle soglie di tollerabilità fissate dalla legge. A certificarlo sono i militari del Centro tecnico logistico interforze (Cetli) di Civitavecchia, a seguito delle analisi chimiche eseguite sull’area militare, nel luglio del 2017, allo scopo di determinare la concentrazione d’inquinanti potenzialmente ascrivibili al pregresso utilizzo dell’area come poligono di tiro. La notizia è stata resa nota dal comitato Punta Izzo Possibile, Natura Sicula e Legambiente, rispettivamente rappresentati da Gianmarco Catalano e Andrea Tringali, Fabio Morreale ed Enzo Parisi che ieri in prossimità dell’incantevole luogo interdetto alla pubblica fruizione hanno tenuto una conferenza stampa.

“I risultati di queste indagini preliminari sono stati oggetto di un esposto alla Procura di Siracusa depositato dal coordinamento Punta Izzo Possibile e dall’associazione Natura Sicula, che denunciano l’omessa comunicazione di sito potenzialmente contaminato adibito a poligono militare”, insieme alla mancata indagine ambientale sulle aree marine e terrestri limitrofe alla struttura addestrativa. La notizia della potenziale contaminazione del poligono di Punta Izzo, come riferiscono gli attivisti e ambientalisti, era infatti conosciuta dall’autorità militare da oltre un anno, “ma risulta essere stato disatteso l’obbligo d’immediata informazione alle competenti autorità civili (Prefetto, Regione, Provincia e Comune di Augusta), che la legge poneva a carico del Comando di Marisicilia. Risulterebbe assente, inoltre, il piano di caratterizzazione del terreno, che lo stesso Comando avrebbe dovuto trasmettere entro trenta giorni dall’accertamento della potenziale contaminazione ambientale del sito” sottolineano il coordinamento Punta Izzo Possibile, Natura Sicula e Legambiente,

Da anni associazioni e comitati denunciano la presenza di bossoli di arma da fuoco di vario tipo e calibro abbandonati sia all’interno che all’esterno dell’area del poligono di tiro di Punta Izzo, compresi i fondali antistanti la struttura addestrativa. Per queste ragioni, il coordinamento Punta Izzo Possibile e le associazioni Natura Sicula e Legambiente chiedono alle competenti autorità civili e militari l’estensione dell’indagine ambientale anche alle aree marine e costiere limitrofe al poligono allo scopo di accertare l’eventuale presenza d’inquinanti. Tornano inoltre  a reclamare la completa decontaminazione del sito che è doverosa e propedeutica alla sua smilitarizzazione così come vuole la collettività.

Ripristinare la salubrità di Punta Izzo, impedendo al contempo la riattivazione del poligono militare, rimane l’obbiettivo prioritario per la tutela di questo patrimonio e per la sua conversione in Parco naturale e culturale fruibile dai cittadini. “Chiediamo di ampliare le indagini anche al lato mare – sottolinea Parisi – verso cui fino a metà degli anni settanta si sono svolte le esercitazioni militari. Quindi anche l’area a mare va esaminata, bonificata. Tutto ciò è propedeutico alla restituzione alla collettività dell’area per farne un parco”. Le associazioni si dichiarano disponibili a incontrare il comandante di Marisicilia.

 

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