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Lentini | Chiesa del Crocifisso, SiciliAntica lancia raccolta fondi online per il restauro del Pantocratore

18 Aprile 2019 | by Silvio Breci
Lentini | Chiesa del Crocifisso, SiciliAntica lancia raccolta fondi online per il restauro del Pantocratore
Cultura
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L’affresco del XIII secolo è nel catino absidale. L’appello lanciato all’indomani dell’incendio divampato nella cattedrale di Notre Dame a Parigi: «Necessario prendere coscienza di quanto sia inestimabile e prezioso il patrimonio culturale».

E ora il Pantocratore. Dopo una “teoria di santi” – un affresco del XIII secolo comprendente santa Elisabetta, la Madonna Odigitria, san Leonardo, san Giovanni Battista e san Nicola – e una “Madonna del latte”, restaurati la prima con un contributo di 15 mila euro del Fai e la seconda grazie a una generosa donazione della locale sezione dell’Archeoclub, un altro degli affreschi, certamente il più prezioso, che adornano la chiesa del Crocifisso, oratorio rupestre tra i più importanti della Sicilia bizantina, potrebbe finalmente tornare al suo originario splendore. Si tratta del Cristo Pantocratore tra angeli, un affresco del XIII secolo che presenta, secondo il giudizio degli storici dell’arte, forti affinità con il Pantocratore del duomo di Cefalù e con quello di Santa Sofia di Istanbul.

SiciliAntica lancia raccolta fondi online. Per il suo restauro si è mobilitata l’associazione SiciliAntica di Lentini e Carlentini che ha lanciato una raccolta fondi online proprio all’indomani dell’incendio che ha distrutto a Parigi la cattedrale di Notre Dame e fatto prendere coscienza di quanto sia inestimabile e prezioso il patrimonio culturale. «Un patrimonio – sottolinea SiciliAntica – che tutti noi abbiamo il dovere di difendere e tutelare per consegnarlo alle generazioni future. L’intenzione del comitato “Lentini nel cuore”, di cui SiciliAntica di Lentini e Carlentini fa parte, è quella di portare alla luce tutti gli affreschi della grotta». Posto nel catino absidale, sopra l’altare, il Cristo Pantocratore tra angeli è l’affresco più bello e più importante della chiesa rupestre. A livello stilistico s’inserisce pienamente in quella fervente corrente artistica normanno-sveva che caratterizza la Sicilia medievale.

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