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Augusta| Relitto barcone: da 20Nuovi soddisfazione e dubbi per il destino del relitto

Augusta|  Relitto barcone: da 20Nuovi soddisfazione e dubbi per il destino del relitto
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Il barcone divenuto tristemente celebre dopo il naufragio, nel 2015, nel Canale di Sicilia, in cui persero la vita circa 800 migranti oggi è esposto alla 58esima edizione della Biennale di Venezia. “Non possiamo che essere soddisfatti per il trasferimento temporaneo del barcone che molto ha fatto discutere tutta Italia in questi mesi – dichiarano Gaia Castiglione e Manuel Mangano componenti augustani dell’associazione politico -culturale 20Nuovi – ma dubbi permangono sul ricollocamento del bene nella nostra città, infatti il viaggio di ritorno sarà completamente finanziato dall’artista, ma del ricollocamento ancora nessuna certezza”.

Positive reazioni sulla vicenda del  relitto del barcone naufragato il 18 aprile del 2015 assegnato definitivamente ad Augusta e trasferito in via temporanea a Venezia per essere esposto alla cinquantottesima “Biennale”.  Sull’argomento intervengono i componenti augustani dell’associazione politico-culturale 20Nuovi, Gaia Castiglione e Manuel Mangano. quest’ultimo dichiara: “Non possiamo che essere soddisfatti per il trasferimento temporaneo del barcone che molto ha fatto discutere tutta Italia in questi mesi. Da sempre come gruppo abbiamo impiegato importanti energie nel tentativo di mantenere questo bene, su cui molto si è investito, nella nostra città”.

Manuel Mangano sottolinea, infatti, che sono state numerose le personalità del mondo della politica a interessarsi a quello che potrebbe divenire un simbolo cittadino, di valenza internazionale, dell’accoglienza dei migranti. Ricorda il colloquio avuto con il deputato milanese Lia Quartapelle, impegnata nel trasferimento di questo bene all’università statale di Milano, sostenuta da Cristina Cattaneo, (del laboratorio di antropologia e odontologia forense (Labanof) che nel 2016 ha coordinato gli esperti sanitari che hanno esaminato i corpi contenuti nel relitto) nella valutazione dei reperti rinvenuti a seguito del recupero del barcone.

“Siamo soddisfatti dell’esposizione di questo prezioso bene, all’interno della Biennale di Venezia la cui apertura è avvenuta l’11 maggio e si protrarrà fino al 24 novembre di quest’anno. Esprimiamo gratitudine – aggiunge Mangano – per quest’importante risultato nei confronti di tutti coloro i quali si sono impegnati affinché ciò potesse avvenire, partendo senza alcun dubbio dal Comitato 18 aprile, proseguendo con l’amministrazione comunale e soprattutto l’artista Christoph Buchel per l’impegno, anche economico, sostenuto per la realizzazione di quest’evento di rilevanza internazionale da cui la città potrà trarre senza dubbio beneficio in termini di ritorno pubblicitario, economico e soprattutto umano.

Gli unici dubbi permangono sul ricollocamento del bene nella nostra città, infatti il viaggio di ritorno sarà completamente finanziato dall’artista, ma del ricollocamento ancora nessuna certezza. Il progetto del giardino della memoria, lodevole iniziativa promossa in questi mesi, avrebbe sicuramente assunto maggiore rilevanza culturale grazie all’intervento dell’artista stesso nel ricollocamento di questo simbolo nella nostra città, ma di questo pare non ve ne sia alcuna traccia nella delibera della giunta municipale del 24 aprile scorso”.

“Al termine della Biennale – commenta Gaia Castiglione –  il relitto ritornerà  ad Augusta, con una nuova funzione ed una rinnovata identità. La possibilità di inserire il Barcone all’interno del progetto Giardino della Memoria, oltre ad avere una grandissima valenza dal punto di vista simbolico e culturale, consentirà alla città di godere di un ritorno di immagine e conseguenzialmente anche economico. La presenza, infatti, del relitto alla Biennale di Venezia, sarà di grande eco per tutti coloro che vorranno fruirla, in quello che sarà il suo ricollocamento definitivo. La possibilità di affidare all’artista stesso il ricollocamento del barcone, potrebbe rendere il giardino della memoria, non solo un luogo di riflessione, in cui è attestata una triste pagina di cronaca, ma potrebbe anche diventare casa di un’installazione permanente di uno degli artisti maggiormente impegnati in lavori dal profilo politico-sociale. Ci auspichiamo, pertanto, che sarà curata la tutela e la valorizzazione del bene poiché senza di esse non potrebbe esistere la fruizione dello stesso.”

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