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Siracusa| No all’ordinanza prefettizia

Siracusa| No all’ordinanza prefettizia
Politica
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Il consigliere comunale Andrea Buccheri contro l’ordinanza prefettizia che vieta gli assembramenti di uomini e mezzi pesanti davanti alle portinerie delle aziende della zona industriale: “Rischia di creare ulteriori tensioni tra lavoratori e imprenditori”

No all’ordinanza prefettizia che vieta gli assembramenti di uomini e mezzi pesanti davanti alle portinerie delle aziende della zona industriale. Il consigliere comunale Andrea Buccheri chiede al rappresentante di Governo di tornare sui suoi passi e di revocare una decisione che, a giudizio dell’esponente del gruppo “Democratici per Siracusa”, penalizza, e non poco, i lavoratori.

Ieri è intervenuto in consiglio comunale, spiegando la sua posizione. “Essendo questa agorà la massima assemblea democratica della nostra provincia – ha detto Buccheri – ritengo doveroso porre all’attenzione dell’aula quanto accaduto a seguito dell’ordinanza prefettizia che vieta gli assembramenti nella zona industriale. Premesso che il sottoscritto esige e pretende il rispetto della legalità, non posso non sottolineare come a mio parere, il prefetto, con questa ordinanza, si sia spinto un po’ oltre. Le ragioni che lo hanno indotto ad emettere l’ordinanza sono da ricondurre alla tutela del diritto di impresa, ma questo non rientra tra le sue prerogative e competenze. Il divieto di assembramento era previsto dal codice Rocco del 1930 ma erano altri tempi…. Questa è una direttiva del capo di gabinetto che, per pacifica giurisprudenza, ha valore meramente interno, alla stregua di una circolare”. A tal proposito, ecco la precisazione di Buccheri: “Spetta al questore, in presenza di reati, la competenza a perseguirli. Intendo quindi schierarmi al fianco dei lavoratori in protesta che, in un solo colpo, vedono limitati i loro diritti costituzionalmente garantiti e protetti dagli articoli 17 (libertà di riunione), 21 (libera manifestazione del pensiero) e 40 (dritto di sciopero).

Questa decisione del prefetto – ha concluso Buccheri – rischia di mettere in pericolo la difficile convivenza che frappone la parte debole del rapporto di lavoro con la parte datoriale in un momento storico particolare e delicato per la nostra città”.

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