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Augusta| Aggressione in carcere: detenuto sferra un pugno a un ispettore.

Augusta| Aggressione in carcere: detenuto sferra un pugno a un ispettore.
Cronaca
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Ennesimo episodio di violenza all’interno del carcere di Augusta. Un  detenuto straniero ha sferrato un pugno all’ispettore di Polizia penitenziaria durante le operazioni di collocazione in cella. A denunciare l’acceduto è il segretario provinciale del Sappe, Salvatore Gagliani.

Aggredito da un detenuto straniero un ispettore di Polizia penitenziaria. L’episodio è avvenuto ieri intorno alle 13,30, quando il detenuto giunto nel penitenziario senza alcuna motivazione, nelle operazioni di ubicazione ha sferrato un pugno all’ispettore il quale ha riporta una prognosi di 3 giorni con tumefazione allo zigomo destro. L’aggressione è stata, per l’ennesima volta, causata da un detenuto psichiatrico, un detenuto che non è nuovo a comportamenti  simili, causa della sua detenzione.

A denunciare l’acceduto è Salvatore Gagliani, segretario provinciale del Sappe (Sindacato autonomo di Polizia penitenziaria). “Come al solito è sempre la Polizia penitenziaria a fare da carta assorbente alle criticità penitenziarie. Inconcepibile – dichiara Gagliani – è osservare inermi  episodi che coinvolgono gli agenti diventati un bersaglio per la popolazione detenuta. Quel detenuto, proprio perché abitualmente aggressivo, avrebbe dovuto avere una maggiore sorveglianza, l’evento, va considerato il ripetersi di eventi critici, non sembra aver la giusta attenzione e nel frattempo crescono gli episodi negativi ai quali la Polizia penitenziaria è lasciata da sola, senza indicazioni o validi strumenti per contrastare la negatività del sistema carcere che in Sicilia parrebbe maggiormente sovraffollato”.

Nell’augurare pronta guarigione ed esprimere vicinanza al poliziotto penitenziario vilmente aggredito,  il Sappe  denuncia le condizioni operative della Polizia penitenziaria di Augusta, in carenza organica: “Dovrebbe fare seriamente riflettere le istituzioni il livello di pericolosità e di ingovernabilità che sta da tempo caratterizzando le carceri della Sicilia – aggiunge Salvatore Gagliano – e, di conseguenza, le difficoltà operative che quotidianamente deve fronteggiare il personale di Polizia penitenziaria. Il Sappe, come primo e più rappresentativo sindacato della Polizia penitenziaria, rappresenterà nuovamente ai vertici nazionali e regionali dell’amministrazione penitenziaria tutte queste criticità, sollecitando urgenti e adeguati interventi”.

“La cosa grave” per il Sappe è che la crescita esponenziale degli eventi critici in carcere si è  registrata proprio da  quando sempre più strutture detentive hanno introdotto la vigilanza dinamica e il regime penitenziario ‘aperto’, ossia con i detenuti più ore al giorno liberi di girare per le sezioni detentive con controlli sporadici e occasionali da parte del personale. Ed è grave – conclude il segretario provinciale del Sappe – che il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria guidato da Francesco Basentini non sia ancora stato in grado di mettere in campo efficaci strategie di contrasto a questa spirale di sangue e violenza”.

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