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Siracusa| Stop agli aumenti occupazione suolo pubblico. Bocciato il protocollo “Sicilia Musei”

Siracusa| Stop agli aumenti occupazione suolo pubblico. Bocciato il protocollo “Sicilia Musei”
Politica
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Il consiglio comunale di Siracusa ha revocato ieri gli aumenti delle tariffe sull’occupazione del suolo pubblico “fino a nuova delibera”.

Il voto è avvenuto sulla base di un ordine del giorno presentato dal presidente della commissione Bilancio e tributi, Salvatore Castagnino, che è passato con 25 sì e un’astensione. Esso cancella in parte gli effetti della delibera del 23 aprile scorso con la quale la Giunta ha deciso una serie di aumenti di tariffe per soddisfare la richieste avanzate dalla Corte dei conti, misure sulle quali lo scorso dicembre si era pronunciata l’assemblea cittadina. Il documento è passato assieme a una raccomandazione proposta dal consiglieri di Forza Italia (Ferdinando Messina, Federica Barbagallo, Giovanni Boscarino e Alessandro Di Mauro) affinché si rispetti l’aumento delle tariffe nel limite massimo del 20 per cento indicato dal consiglio comunale, mentre la Giunta per alcune categorie si era spinta fino al 100 e al 120 per cento.

Sempre ieri l’Aula ha approvato l’atto di indirizzo per la revoca della delibera con la quale la Giunta ha varato il protocollo d’intesa con Sicilia Musei per il progetto “Grandi mostre” all’ex convento di San Francesco d’Assisi. Il documento era già stato discusso il 7 maggio ma al momento del voto era mancato il numero legale. Per i proponenti, cioè tutti i capigruppo dell’opposizione, il protocollo è in realtà una concessione e, dunque, occorreva procedere con una gara pubblica, ricostruzione che l’Amministrazione ha sempre respinto. In chiusura di seduta, Andrea Buccheri ha presentato un atto di indirizzo – sottoscritto da diversi consiglieri comunali – per l’adesione al progetto “Le vie dei diritti e della legalità” in vista dell’anniversario della strage di Capaci. Il documento sarà discusso e messo ai voti in una prossima seduta.

Sugli altri punti all’ordine del giorno, tra cui il regolamento per l’alienazione e la valorizzazione del beni immobili comunali, il Consiglio ha deciso di aggiornasi a data da destinarsi. Eccessivo e non giustificato dai “servizi erogati, gravando su chi fa impresa”. Con questa motivazione, il presidente della commissione Bilancio e tributi, Castagnino, ha sostenuto ieri sera l’ordine del giorno con il quale chiedeva la revoca della delibera di Giunta numero 52 che fissa l’aumento di alcune tariffe. In particolare, Castagnino, che ha contestato anche l’assenza di una concertazione con le categorie interessate (“non si può sempre gravare sui commercianti”, ha detto), si è concentrato sulle tariffe per l’occupazione del suolo pubblico, incrementate del 20, del 100 e del 120 per cento a seconda dalla tipologia di attività commerciale e delle strade occupate. Il consigliere ha criticato anche il mancato invio dell’atto alle commissioni consiliari competenti e la decisione di fissare l’aumento massimo al 120 per cento inizialmente previsto al 200 per cento; per Castagnino la riduzione dell’aumento non doveva essere limitato solo allo scaglione più alto ma esteso a tutti gli altri.

Lungo il dibattito in aula che si è avvalso di molti contributi. Alessandro Di Mauro ha evidenziato l’iniquità di aumenti che non tengono conto della collocazione delle attività commerciale. Cetty Vinci si è soffermata sulla carenza di servizi, sulle difficoltà del settore commerciale e sul mancato confronto nelle commissioni consiliari. Anche Michele Buonomo ha sottolineato le difficoltà del settore ma ha invitato tutti a rispettare le regole e a combattere l’evasione. Carlo Gradenigo ha evidenziato che le tariffe applicate oggi sono ferme al 2004 e come gli aumenti non possono essere spalmati allo stessa maniera in centro come in periferia. Franco Zappala ha lamentato l’assenza di un censimento della situazione del dehors e la mancanza di una seria lotta all’evasione. Anche Francesco Burgio ha parlato del brutto momento per il commercio, mentre Michele Mangiafico ha criticato la Giunta per non avere rispettato i limiti e il mandato dati dal Consiglio con la delibera sui correttivi chiesti dalla Corte dei conti. Giuseppe Impallomeni ha invitato l’assessore a revocare la delibera e di predisporne una nuova dopo avere sentito le categorie interessate.

Per Salvatore Costantino sono mancati una riflessione sulla situazione del commercio in città, un censimento dei dehors e una lotta all’abusivismo. Anche secondo Ezechia Paolo Reale, che ha criticato l’assenza nel dibattito di una spiegazione fornita direttamente dal sindaco (ieri assente), la Giunta non ha rispettato con la delibera in questione il mandato del consiglio comunale. Roberto Trigilio ha sottolineato la mancata previsione di nuovi servizi a fronte di un incremento della tassa e il perdurare di situazioni di illegalità nel settore. Laura Spataro ha criticato la Giunta per non avere condiviso la scelta con i consiglieri che la sostengono. Andrea Buccheri, scostandosi dal tema della discussione, ha invitato l’Amministrazione a non focalizzarsi solo sul bilancio ma a guardare ed agevolare l’attività di quelle organizzazioni che svolgono un ruolo sociale. Prima delle conclusioni, ha preso la parola l’assessore al Bilancio, Nicola Lo Iacono, che si detto disponibile ad insediare un tavolo tecnico per discutere l’argomento e per una valutazione più complessiva. L’assessore ha comunque respinto la lettura di aumenti di tariffe fatti a cuor leggero e con l’intento di punire una categoria di operatori economici; poi ha giustificato alcune incongruenze della delibera col fatto che la classificazione delle zone della città è ormai superata dalla realtà dei fatti.

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