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Augusta| “Blangladesh, un viaggio indietro nel tempo” in mostra nella sede dell’Apf.

Augusta| “Blangladesh, un viaggio indietro nel tempo” in mostra nella sede dell’Apf.
Cultura
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Resterà in esposizione fino a domenica, nella sede di Augusta Photo Freelance, la mostra fotografica “Bangladesh, un viaggio indietro nel tempo” di Saro Di Bartolo.

In mostra nella sede dell’associazione Augusta Photo Freelance, presieduta da Romolo Maddaleni, gli scatti di Saro Di Bartolo. La mostra fotografica intitolata “Bangladesh, un viaggio indietro nel tempo”, inaugurata lo scorso sabato, resterà aperta oggi, domani e domenica dalle 18 alle 20,30. “Per molti aspetti, il Bangladesh è un paese antico, una nazione che vive in un “medioevo contemporaneo”. Però – spiega l’autore – proprio tale non felice stato del paese e le sue condizioni di vita retrograde offrono opportunità fotografiche che non sarebbero altrimenti possibili. In certi momenti sembra di essere stati condotti nel passato. In qualsiasi direzione si guarda, ciò che gli occhi narrano accredita la percezione di un viaggio indietro nel tempo.

Facendo un confronto con India, Myanmar e Vietnam, nazioni limitrofi non certo evolute -aggiunge Saro Di Bartolo – la vita in Bangladesh è visibilmente più dura. Il paese è meno sviluppato e molto più povero …diffusamente povero. Condizione che però non va a discapito del calore umano e senso dell’ospitalità del suo popolo, percepibili nonostante la barriera linguistica. Si è infatti sempre accolti da sorrisi e modi gentili e mai ci si sente non voluti, né si è oggetto di alcuna forma di ostilità. Vivere il Bangladesh è un’esperienza veramente “forte” sotto molti punti di vista, pure per chi sa essere spartano ed è in grado di affrontare e superare la mancanza di comfort e le difficoltà. In altre parole, un viaggio ricchissimo di intense emozioni ed opportunità fotografiche, ma prevalentemente molto disagevole e pieno di “imprevisti non prevedibili”.

Bisogna essere estremamente flessibili e pronti a tutto. Pericolosa più di quanto si possa immaginare la loro “guida creativa”, incredibili il chiasso e lo smog diffuso. Notevole è la difficoltà di adattamento agli alimenti e la mancanza di igiene, con sporcizia pure negli alberghi e ristoranti “buoni”. Molti i pasti affrontati in bettole infelici oltre l’impensabile, o saltati del tutto, come varie le notti trascorse dormendo vestiti in umili stamberghe. E’ dunque da sconsigliare un tour del Bangladesh a chi non ha motivazioni davvero intense, quale può essere una profonda passione per la fotografia”.

A prevalere prepotentemente su tutto sono le immagini scattate, che diventano l’energia propellente del viaggio. Infatti sono il serale riepilogo mentale dei luoghi, le persone e le situazioni riprese a rendere possibile l’ accettare gli aspetti negativi vissuti. Le foto realizzate durante la giornata, sono i motori che motivano a ripartire con grinta il mattino successivo.

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