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Augusta| Dati radioattività ambientale inaccessibili: le associazioni annunciano ricorso

Augusta| Dati radioattività ambientale inaccessibili: le associazioni annunciano ricorso
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Sosta navi nucleari nel porto di Augusta: negato l’accesso ai dati sul monitoraggio della radioattività ambientale da Marisicilia alle associazioni Peacelink e Legambiente Augusta e al comitato No Muos –No Sigonella che lanciano, di conseguenza, un appello ai sindaci del Siracusano. Marisicilia ha motivato il diniego spigando che: “la pubblicazione dei dati renderebbe riconoscibili modalità e tempistiche della sosta delle navi e quindi l’attività addestrativa che invece deve essere sottoposta a particolare riservatezza”.

“La conoscenza pubblica dei dati sul monitoraggio della radioattività ambientale nel porto di Augusta, prescritto dalla legge  in occasione della sosta di navi militari nucleari “potrebbe recare pregiudizio agli interessi relativi alla difesa, alle questioni militari, nonché alle relazioni internazionali”. Con questa motivazione il Comando Marittimo Sicilia ha respinto l’istanza avanzata dalle associazioni ambientaliste che chiedevano accesso ai risultati delle misurazioni di radioattività in aria, dei prelievi di acqua, fanghi e fauna marina, che andavano effettuati durante la sosta dell’unità militare “non convenzionale” nel porto megarese dal 5 al 10 maggio scorso. Lo hanno reso noto Francesco Iannuzzelli, Enzo Parisi e Gianmarco Catalano, rispettivamente rappresentanti delle associazioni  Peacelink Legambiente e del Comitato No Muos – No Sigonella, ieri in conferenza stampa. Associazioni che lanciano un appello al prefetto e ai sindaci del siracusano non escludendo la presentazione di un ricorso al responsabile della trasparenza del ministero della Difesa al fine di ottenere gli atti richiesti.

 “Si tratta di complessi controlli radiometrici che, in base alle previsioni del piano di emergenza esterna, di recente pubblicato, sono di competenza della Marina militare e del corpo dei Vigili del fuoco e vanno eseguiti, per obbligo, a tutela del personale militare, portuale e delle popolazioni civili, ogniqualvolta un’unità navale a propulsione atomica faccia sosta nella rada di Augusta e nel pontile Nato di Priolo” spiegano Iannuzzelli, Parisi e Catalano considerando i dati  informazioni ambientali: “in virtù della loro importanza ai fini della conoscenza dello stato di salute dell’ambiente e dei potenziali pericoli per la vita umana. Pertanto le pubbliche amministrazioni hanno il dovere di garantirne il libero accesso in quanto diritto spettante a ogni cittadino.  Il diniego opposto dalla Marina militare – sottolineano – ci appare illegittimo se confrontato con l’ampia trasparenza offerta dalle autorità marittime di altri europei (come in Francia e in Inghilterra) interessati dalla presenza di navigio atomico, oppure con l’esperienza dei porti italiani come Trieste, in cui fa anni i tecnici dell’Arpa, in collaborazione con i Vigili del fuoco effettuano le misurazioni radiometriche e pubblicano periodicamente relazioni sullo stato ambientale dell’area  portuale.

La navigazione a propulsione nucleare quando avviene in prossimità dei porti e di aree densamente abitate, rappresenta un rischio che richiede misure preventive. Ancora una volta facciamo appello al prefetto di Siracusa e ai sindaci del comprensorio siracusano, a far propria questa istanza civica di trasparenza e di giustizia ambientale, verificando direttamente il regolare svolgimento dei controlli radiometrici, garantendo una corretta diffusione dei risultati al pubblico e avviando campagne informative previste dal piano di emergenza finora rimaste lettera morta”. “Stiamo dedicando alla vicenda particolare attenzione – spiega Parisi – perché ci torna alla memoria un episodio, risalente al 1978 quanto l’incrociatore americano “Belknap” fece sosta ad Augusta e dal Pentagono vennero fuori indiscrezioni secondo le quali l’unità navale sarebbe stata condotta nella rada per essere decontaminata. Io personalmente non credo che ciò sia avvenuto, perché la nostra zona non è attrezzata per lo svolgimento di questo tipo di attività, ma le preoccupazioni restano e vorremmo evitare che un giorno potesse realmente verificarsi un fatto del genere”.

“I dati richiesti – risponde la Marina militare di Augusta in una nota a firma del contrammiraglio Andrea Cottini, comandante marittimo Sicilia – recano informazioni suscettibili di non essere partecipate. La loro divulgazione oltre a recare pregiudizio agli interessi della difesa, alle questioni militari e alla relazioni internazionali renderebbe riconoscibili modalità e tempistiche della sosta e indirettamente della connessa attività operativa /addestrativa dell’unità militare che, per sua natura deve essere svolta nel rispetto di un vincolo di particolare riservatezza”. La Marina si dice disponibile a fornire alle associazioni ulteriori chiarimenti.  La lettera di Marisicilia è la risposta alla richiesta di accesso agli atti è stata inviata dalle associazioni Peacelink e Legambiente Augusta e del comitato No Muos –No Sigonella il 17 maggio scorso ai comandanti di Marisicilia, della Capitaneria di porto di Augusta e dei Vigili del fuoco di Siracusa, al prefetto, all’Ispra e per conoscenza ai ministri delle Infrastrutture e dei Trasporti, dell’Ambiente, all’assessorato regionale Territorio e Ambiente, al dipartimento di Protezione civile, all’Arpa di Siracusa e ai sindaci di Augusta, Priolo, Siracusa, Melilli, al Libero consorzio e alla Procura della Repubblica di Siracusa.

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