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Lentini | Discarica di Armicci, atteso tra un paio di mesi il dispositivo della sentenza del Cga

24 Giugno 2019 | by Silvio Breci
Lentini | Discarica di Armicci, atteso tra un paio di mesi il dispositivo della sentenza del Cga
Attualità
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Ai giudici di secondo grado si sono rivolte le due società siracusane interessate alla costruzione dell’impianto. Chiedono la riforma della sentenza del Tar che accogliendo l’istanza del Comune aveva di fatto bloccato l’opera.

Dispositivo della sentenza dopo l’estate. Sarà reso noto molto probabilmente tra un paio di mesi il dispositivo della sentenza del Consiglio di giustizia amministrativa di Palermo sul ricorso d’appello presentato dalla Pastorino e dalla Armicci Ambiente. Solo allora si potrà conoscere il destino della discarica per rifiuti speciali non pericolosi di contrada Armicci.

Il ricorso d’appello. I legali delle due società siracusane interessate alla realizzazione della discarica – 47 mila metri quadrati per una capienza di 830 mila metri cubi di rifiuti – in una cava dismessa di contrada Armicci, a pochi chilometri dal centro abitato e a poche centinaia di metri dal Biviere, si sono rivolti, infatti, ai giudici di secondo grado per chiedere la riforma della sentenza con la quale nei mesi scorsi il Tar di Catania, accogliendo il ricorso proposto dall’amministrazione lentinese, aveva di fatto bloccato l’impianto.

Lo scontro Comune-Pastorino. Per la sua realizzazione, la Pastorino e la Armicci Ambiente erano state autorizzate dalla Regione col decreto 2070 del 13 dicembre 2016 nonostante il rifiuto del Comune a rilasciare le previste concessioni edilizie. Il Cga, riunitosi nei giorni scorsi in udienza pubblica per discutere nel merito il ricorso, aveva già rigettato nelle scorse settimane la richiesta di sospensione dell’efficacia della sentenza 2289 del 4 dicembre scorso, con la quale i giudici di primo grado della prima sezione del Tar etneo avevano appunto accolto il ricorso dell’amministrazione comunale, difesa dall’avv. Gianluca Rossitto, e annullato il decreto 2070 del 2016 dell’assessorato regionale dell’Energia e dei Servizi di pubblica utilità. Decreto che, modificando in parte l’autorizzazione integrata ambientale precedentemente rilasciata alle due società, aveva aperto di fatto la strada alla costruzione della discarica.

Fondata la tesi difensiva dell’amministrazione lentinese. Contrariamente a quanto avvenuto in primo grado, quando espresse parere favorevole all’accoglimento delle ragioni delle società interessate alla realizzazione dell’opera (alla fine il verdetto dei giudici del Tar fu però favorevole al Comune), la stessa procura generale ha sostenuto durante l’udienza pubblica al Cga la fondatezza della tesi difensiva dell’amministrazione comunale lentinese. I legali delle due società hanno invece continuano a ribadire di avere tutte le autorizzazioni necessarie. All’udienza hanno partecipato anche alcuni rappresentanti del “Coordinamento No discarica Armicci” che contrastano da sempre la realizzazione della discarica.

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