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Siracusa| Diego Bivona alla politica: raccogliete i segnali di innovazione dal mondo delle imprese

Siracusa| Diego Bivona alla politica: raccogliete i segnali di innovazione dal mondo delle imprese
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Il riconfermato presidente di Confindustria Siracusa, Diego Bivona, rivolge un appello alle forze politiche e lancia un segnale forte sulle innovazioni provenienti dal sistema imprese.

“Quello che chiediamo alla politica è di raccogliere i forti segnali di innovazione che provengono dal sistema delle imprese. Dobbiamo impegnarci per far recuperare al nostro territorio Affidabilità, Attendibilità, Attrattività. – ha spiegato il presidente Bivona – Dell’affidabilità, nel senso che qui vige la certezza del diritto, il rispetto delle norme e delle regole che vigono qui come in tutti gli altri siti d’Italia. Dell’attendibilità, nel senso della veridicità scientifica delle affermazioni che si diffondono da cui derivano le opinioni e le decisioni e dell’attrattiva , nel senso di liberare ed esaltare tutte le opportunità favorevoli per indurre i gruppi imprenditoriali internazionali a venire in Sicilia. Questo sarà un biennio di svolta per Siracusa e l’intera provincia”. Insieme alla squadra dei Vice Presidenti ( Domenico Tringali delegato al sistema portuale, Giancarlo Bellina alla transizione energetica, Sergio Corso alla responsabilità sociale d’impresa, Claudio Geraci all’organizzazione e rapporti col sistema associativo, Rosario Pistorio per l’HSE, Maria Pia Prestigiacomo al credito e finanza agevolata, Giorgio Tuccio delegato sul tema degli appalti), vogliamo rinsaldare il rapporto con le comunità locali per combattere la politica antindustriale, deleteria per lo sviluppo del territorio. La sensibilità delle comunità cittadine e delle istituzioni ai temi connessi all’ambiente è in continua crescita, nonostante i livelli di inquinamento subiscono continue sensibili riduzioni. Il rischio percepito risulta di gran lunga superiore al rischio reale.

Le aziende che oggi insistono nel territorio non sono più quelle insediatesi negli anni 60, quando peraltro non esisteva alcuna legislazione ambientale (la prima legge è del 1976), e le tecnologie non erano in grado di ridurre i rischi ai valori attuali. Dal 2000 ad oggi il settore ha investito in Sicilia quasi 4 miliardi per la salvaguardia ambientale, in linea con le politiche europee, che ha consentito di formulare prodotti di elevatissima qualità con un impatto ambientale in fase industriale tra i più bassi del mondo e un livello tecnologico di eccellenza. Il salto culturale delle aziende, in una ottica di responsabilità sociale, oggi le vede impegnate nella tutela del lavoro e dei posti di lavoro, dell’ambiente e della sicurezza, nonostante il perdurare della crisi dal 2007 ad oggi. La Responsabilità sociale d’impresa, lo sviluppo sostenibile, i bilanci di sostenibilità sono un dato di fatto nella nostra area industriale. Così come la transizione energetica è un tema di politica economica del nostro Paese molto importante che non può essere affrontato a cuor leggero o con demagogia. Le raffinerie devono continuare per assicurare il fabbisogno di combustibili di qualità per autotrazione e per le fabbriche energivore. Bisogna arrivarci per gradi: il primo grado, già in atto, è sostituire i combustibili a maggior impatto ambientale con il gas. Non si capisce dunque, per quale motivo qualche movimento cittadino crea ostilità tra la popolazione per il deposito di GNL al Porto di Augusta, quando è stato dimostrato che ha notevolissime ricadute economiche per il territorio, una forte riduzione dell’impatto ambientale e il mantenimento del riconoscimento di porto “core”.

“Infine, il tema più importante per tutti i settori produttivi: è fondamentale centrare l’attenzione sulle infrastrutture che risultano ancora essere molto carenti in Sicilia: altro che continuità territoriale! I porti (ancora incompleti), le autostrade, le ferrovie e i collegamenti logistici con i retro-porti ancora insufficienti. Non è pensabile che vengano lasciati nello stato in cui si trovano, anche in vista della definizione delle aree ZES che potranno attrarre importanti investimenti. Per noi, – ha concluso Bivona – e lo diciamo da tempo, oggi è centrale puntare sull’agro-alimentare e il turismo: come agevolare le imprese all’export, come attrarre i turisti. Le nostre imprese soffrono non poco la distanza dall’Europa e dall’Italia, le debolissime politiche di accoglienza turistica e di servizi. Penso ad esempio al nuovo Ospedale ed anche ai collegamenti tra le città siciliane. Chiediamo alla politica un cambio di passo, per le imprese, per i giovani che fuggono, per i cittadini e il loro benessere”.

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