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Catania| Il Filo della vita: “Dragonboat rosa”, equipaggio contro il tumore al seno.

Catania| Il Filo della vita: “Dragonboat rosa”, equipaggio contro il tumore al seno.
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L’ultimo progetto messo in campo dall’associazione “Il filo della vita” di Catania composta da oltre 450 donne di cui 150 circa di Melilli, Augusta, Lentini, Priolo e Siracusa è quello del “Dragonboat rosa”, un equipaggio di una ventina di donne in rosa, per prevenire e affrontare meglio il tumore al seno”.

“Dragonboat rosa” è il progetto che nasce dalla collaborazione dell’associazione “Il filo della vita” di Catania, composta da oltre 450 donne di cui 150 circa di Melilli, Augusta, Lentini, Priolo e Siracusa con Fabrizio Messina del Circolo Canoa Catania. Il presidente Enza Marchica e il direttivo dell’associazione hanno creduto subito nel progetto e hanno colto al volo l’opportunità per le socie coinvolgendole con un forte entusiasmo. La guarigione di una donna operata al seno – precisa Marchica – passa anche attraverso il miglioramento dello stile di vita e lo sport è di grande aiuto per prevenire e affrontare meglio il tumore al seno. Per questo esprimo gratitudine nei confronti di Fabrizio Messina e delle volontarie che lo collaborano Tiziana Marletta e Beatrice Gilozzo, tutti tecnici della Federazione Italiana Dragon Boat, che donano il loro tempo alla nostra associazione.

L’utilità del Dragonboat  è stata scoperta 20 anni fa da un medico canadese e ora è diventata anche uno strumento per sensibilizzare sulla malattia. Come hanno dimostrato gli studi del dottor McKenzie, così si chiama il medico canadese, non è vero che dopo l’intervento bisogna tenere a riposo gli arti superiori per evitare il linfedema (l’accumulo di liquidi linfatici nel braccio dovuto all’asportazione dei linfonodi ascellari). Anzi: il movimento praticato con la pagaia svolge una sorta di linfodrenaggio naturale che previene questo possibile effetto collaterale dell’operazione. La prevenzione del linfedema non è il solo beneficio del dragon boat. Il gioco di squadra e il contatto con il mare aiutano a ritrovare il sorriso e a riprendersi meglio dall’intervento.

Il Dragonboat rosa è un equipaggio di una ventina di donne in rosa, con pagaia monopala, un capitano che a prua detta il tempo, e il timoniere. Poiché necessita di una pagaia monopala, questo tipo di imbarcazione si addice alle donne operate al seno che hanno subito lo svuotamento del cavo ascellare – dunque soggette all’effetto collaterale del linfedema – in quanto consente di effettuare una costante azione di linfodrenaggio e di utile riabilitazione al braccio operato.  Siamo già riuscite a formare due equipaggi in rosa – prosegue Enza Marchica – un gruppo che diventa pian piano una squadra fatta di donne forti e coraggiose. Un modo per celebrare l’amore per la vita, il bene più prezioso. Perché l’aggregazione è vittoria”.

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