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POSSIBILI TAGLI ALL’ASI DI SIRACUSA

POSSIBILI TAGLI ALL’ASI DI SIRACUSA
Politica
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Previsto accorpamento tra le Asi di Siracusa e Ragusa. Sarebbe il programma della Regione nell’ambito di un’operazione di contenimento dei costi. Un argomento sul quale all’assemblea regionale siciliana, il deputato regionale Vincenzo Vinciullo ha chiesto spiegazioni, contestando tale scelta. “La provincia, fa presente l’ex vice sindaco della città, ha perso in questi ultimi anni, la sede della Banca d’Italia, la sede dell’ex Banco di Sicilia, la sede dell’Urega, le sedi di numerose aziende private e, da ultimo, la sede dell’Asi”. Sempre in base al provvedimento allo studio del governo regionale, verrebbe “ridisegnato l’assetto dei consorzi in termini gestionali: i presidenti dei consorzi verrebbero scelti dall’Assessore regionale per le attività produttive tra i rappresentanti delle associazioni degli industriali. Nel consiglio generale, scendono da 3 a 1 i rappresentanti degli enti consorziati (comuni e province) mentre diminuiscono da 3 a 2 i rappresentanti delle organizzazionisindacali ed artigiane. I membri del comitato direttivo diventano 5, di cui, oltre al presidente, due sono rappresentanti degli industriali, uno è rappresentante della Regione e uno è eletto dal consiglio generale”. Secondo Vinciullo è assurdo che proprio la provincia di Siracusa, con l’area industriale più grande della Sicilia, venga privata di un autonomo consorzio Asi. In secondo luogo, fa presente il parlamentare del Pdl, “la presenza di immensi impianti di raffinazione e di produzione chimica determina la movimentazione, nei porti di Augusta e Siracusa, di oltre 50 milioni di tonnellate annue di merci,che riguardano, principalmente, prodotti petroliferi che rappresentano il 50 per cento del traffico totale regionale”. Vinciullo sciorina altri dati.“Nell’area siracusana – continua – vengono difatti raffinate, annualmente, 27 milioni di tonnellate di greggio,pari al 26 per cento della raffinazione nazionale ed al 74 per cento di quella regionale, con una esportazione di oltre 12 milioni di tonnellate di prodotti petroliferi, pari al 4 per cento della quota nazionale, con destinazione Stati Uniti, Tunisia, Gibilterra, Francia e Spagna”. In realtà parrebbe che ilo progetto di accorpamento di cui Vinciullo parla sia stato, almeno per il momento, accantonato dalla Regione.

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