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200 SINDACI PROTESTANO CONTRO IL GOVERNO

200 SINDACI PROTESTANO CONTRO IL GOVERNO
Politica
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Oltre 200 sindaci hanno preso parte oggi alla manifestazione al cinema Tiffany di Palermo, organizzata dall’Anci Sicilia,l’associazinoe dei comuni, per chiedere un incontro urgente al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. All’iniziativa ha aderito anche l’Urps, l’unione delle province siciliane. In pratica, se entro il 30 giugno i sindaci non riceveranno una risposta concreta, si sono dichiarati pronti a manifestare a Roma.Sottolineate le grosse difficoltà che, ogni giorno, si trovano ad affrontare i sindaci nella gestione del territorio.Approvato un documento congiunto Anci-Urps, in cui è stata ribadita la necessità di incontrare il Premier, prima della discussione della manovra in Aula, per illustrargli nei dettagli la drammatica situazione in cui versano molte amministrazioni locali che, in assenza di risorse finanziarie e di personale adeguato, si troveranno costrette, secondo quanto spiega l’Anci Sicilia,  non solo a interrompere l’erogazione di servizi essenziali, ma anche a dichiarare il dissesto finanziario. Per sottolineare l’importanza della questione, i sindaci consegneranno simbolicamente al presidente Berlusconi le fasce tricolori.Annunciata, inoltre, la mobilitazione permanente e, per venerdi, la protesta con i lavoratori davanti le nove prefetture siciliane. Evidenziata anche la grave situazione che riguarda i lavoratori precari impegnati negli enti locali, che rischiano di perdere il posto di lavoro, nonché dei  vincoli ristretti del patto di stabilità che potrebbero non consentire ai comuni di utilizzare, dopo tanti anni, personale indispensabile per la gestione delle amministrazioni. “I sindaci – prosegue l’Anci Sicilia – non solo sostengono pienamente la piattaforma proposta dall’Anci nazionale ma chiedono anche al governo di apportare modifiche al Patto di stabilità interno in modo tale da consentire la sterilizzazione delle somme utilizzate dai Comuni per la stabilizzazione del personale precario e di prevedere precise deroghe al rigido sistema sanzionatorio”.

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