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NUOVA ERA PER LA BIBLIOTECA COMUNALE

11 Novembre 2012 | by Michela Italia
NUOVA ERA PER LA BIBLIOTECA COMUNALE
Cultura
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8 Novembre 2012, data da ricordare, per la restituzione della Biblioteca Comunale ai suoi cittadini. Tornando indietro negli anni, era il 1956 quando fu aperta per la prima volta. Realizzata con i fondi della Regione Sicilia, era in origine situata nei locali dei Giardini Pubblici su una struttura a due livelli, il piano inferiore per l’emeroteca e quello superiore sala di lettura. Il fondo librario fu, in un primo momento, arricchito con le donazioni spontanee dei cittadini e di aziende private, ma  successivamente con l’apporto della Soprintendenza e degli enti pubblici crebbe ulteriormente. Ad oggi conta 33.000 titoli, tra questi un posto di prestigio va all’archivio Blasco che raccoglie pubblicazioni di grande valore sulla storia della città. Per problemi legati a sicurezza e agibilità la Biblioteca chiude le porte circa un decennio fa. Ad opera dell’ex amministrazione comunale, il progetto di riapertura prende corpo. Cambiano i locali, portando nel cuore del centro storico all’interno del Palazzo di città il tempio del sapere. Per abbattere qualsiasi barriera architettonica lo si colloca nel piano inferiore, pensando l’accesso da piazza Duomo poiché provvisto di scivoli. La si rende più all’avanguardia con due postazioni internet che permettono anche la consultazione online. L’ex assessore alla cultura Giovanna Fraterrigo, si è detta sinceramente commossa per l’apertura di quel bene che ha curato come un figlio. Sottolinea inoltre il merito del trasporto dei volumi, dalla vecchia struttura all’attuale, ad opera dell’ex assessore Santi Arena e dei L.S.U. nonostante a loro fosse scaduto l’incarico. E’ stata inaugurata dal commissario Antonio La Mattina alla presenza delle autorità religiose, civili e militari, della stampa e della cittadinanza. La Mattina ha sottolineato l’importanza di questo bene, cuore della cultura e simbolo della città, motivo di vanto per i cittadini che finalmente tornano ad usufruire di un luogo così importante. Spiace apprendere che lo stesso La Mattina reputava erroneamente che l’archeologo Georges Vallet fosse l’ideatore della biblioteca, a lui intitolata, tralasciando invece come questa titolazione fosse dovuta al suo merito nelle ricerche sul sito megarese. Michela Italia

 

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