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Augusta| IL “GRAN VISIR” DEL COMUNE DI AUGUSTA TOPPA ANCORA UNA VOLTA

Augusta| IL “GRAN VISIR” DEL COMUNE DI AUGUSTA TOPPA ANCORA UNA VOLTA
Politica
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Il governo nazionale estrae il “cartellino giallo” per il segretario generale D’Arrigo. Il prossimo sarà “rosso diretto”?

Dopo lo scioglimento per infiltrazioni della criminalità organizzata, tra il 2013 – 2015 al Comune di Augusta si approvavano regolamenti, protocolli, convenzioni e  si tenevano conferenze e convegni su legalità e trasparenza. Peccato però che le  pompose dichiarazioni di principio (e di mera facciata) restino regolarmente smentite dagli atti oltre che disattese dal “Gran Visir” del Comune di Augusta Alberto D’Arrigo, che dall’Ottobre 2012 rappresenta – senza alcuna soluzione di continuità – il massimo vertice burocratico nonché il responsabile per la trasparenza dell’ente. Quella che, a prima vista, poteva sembrare una delle solite e cavillose lamentele del consigliere comunale d’opposizione Peppe Di Mare (questa volta in relazione al tema delicatissimo della gestione dell’albo pretorio on line ed della connessa pubblicazione degli atti ) in verità, per quanto si sia tentato al Palazzo di minimizzare, ha colto nel segno. Prova ne è che nel giro di pochi giorni, a tamburo battente, la Presidenza del Consiglio dei Ministri  – Ispettorato per la Funzione Pubblica –  richiamando l’esposto del consigliere “rompiscatole” (ma competente) Peppe Di Mare,  ha tirato le orecchie al superburocrate del Comune (leggi qui), sul quale tale ammonizione ufficiale peserà per il futuro come un macigno. Nominato dal Commissario Regionale La Mattina, confermato successivamente dalla Commissione Straordinaria (Librizzi, Cocciufa e Puglisi), Albero D’Arrigo ha saputo destreggiarsi in questi anni con passo felpato tra i meandri (difficili) della burocrazia megarese, dribblando i problemi (senza risolverne uno) e resistendo persino alla iniziale “furia innovatrice” dell’Amministrazione targata M5S, che ha ritenuto mantenerlo al posto di comando.  Mentre è segretario generale ad Augusta, egli non disdegna poi di collezionare contemporaneamente incarichi e nomine presso altri comuni; è stato ad es. segretario a Melilli (ma solo per un breve lasso di tempo) ed oggi è anche commissario liquidatore (uno dei tre) per gestire il dissesto al Comune di Lentini, dove ha chiamato a coadiuvarlo tale Fortunato Pitrola, ex sovraordinato/esperto in materia economica-finanziaria al Comune di Augusta negli anni di commissariamento (2012 – 2015). Sotto la sua abile e silente regia si sono predisposti gli atti più importanti del Comune di Augusta, salvo poi impietosamente essere bocciati dagli organi superiori. Il “rosario” è lungo: basti ricordare la stesura (assieme al succitato Pitrola), del piano di rientro redatto sotto il periodo commissariale e stroncato  sia in primo che secondo grado dalla Corte dei Conti (con conseguente condanna alle spese del Comune oltre i costi notevoli sostenuti dall’ente stesso per pagare l’avvocato esterno di Catania incaricato per il giudizio); o come non citare, dopo essere stato acceso fautore del piano di riequilibrio, la sua memorabile, repentina ed imbarazzante “giravolta” (con tanti saluti alla coerenza) a favore della dichiarazione del dissesto piegandosi al volere della nuova amministrazione; o ancora, come dimenticare la sonora bocciatura da parte della commissione ministeriale per gli enti locali del piano triennale delle assunzione 2015 – 2017, (per “salvare” il quale si è di recente conferito ennesimo incarico esterno ad un legale, anch’esso di Catania, per €. 8.500 circa con impegno spesa “diluito” negli esercizi finanziari 2016, 2017 e 2018). Completa il quadro – ricorderete – la vicenda relativa alla nota di Confindustria Siracusa (leggi qui ns articolo) e le balbettanti gestioni dei Consigli Comunali da parte degli inesperti (ed incolpevoli) Presidenti non guidati adeguatamente nei lavori d’aula; per non tacere poi dei “numeri” del buco di bilancio su cui il buon D’Arrigo avrebbe potuto e dovuto fare chiarezza magari rendendo pubblici i documenti ufficiali. Che qualcosa non andasse per il verso giusto, lo avevamo più volte scritto. Ma se tali critiche, prima, potevano apparire ad occhi più ingenui come pretestuose, oggi, a seguito del richiamo ufficiale del Governo, è certificato che in tema di trasparenza il Comune di Augusta deve correre ai ripari, e subito. E’ chiaro che sotto il profilo burocratico e gestionale (aspetti che esulano sino ad un certo punto dalla conduzione politica) si naviga a vista. Ma, se prima vi era lo “scudo” della gestione commissariale che, a prescindere, copriva tutto e tutto legittimava “per il ritorno alla legalità”, ora è evidente che al Comune di Augusta manca un sicuro punto di riferimento che sia elemento di garanzia e tutela non solo per l’apparato burocratico dell’ente ma principalmente per l’operato dei Consiglieri e dell’Amministrazione stessa. Il Sindaco Maria Concetta Di Pietro ed i suoi Assessori farebbero bene a fidarsi meno ed ad applicarsi di più.  Due “gialli” porterebbero alla squalifica; a meno che il prossimo cartellino per D’Arrigo non sia quello “rosso” diretto.

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