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Lentini| Sanità pubblica, non più rinviabile l’apertura della rianimazione nel nuovo ospedale

30 Marzo 2016 | by Silvio Breci
Lentini| Sanità pubblica, non più rinviabile l’apertura della rianimazione nel nuovo ospedale
Sanità
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È anche dall’apertura del reparto di rianimazione nel nuovo ospedale di Lentini che passa il salto di qualità della sanità pubblica nel Lentinese da tutti auspicato.

A sottolinearlo è il responsabile di zona della Cgil, Paolo Censabella, che torna a rilanciare l’invito all’assessore regionale alla Salute, Baldassare Gucciardi, a visitare il nuovo presidio ospedaliero.

«È indispensabile – spiega Paolo Censabella, uno dei principali protagonisti della lunga battaglia per l’apertura, nel novembre del 2011, del nuovo ospedale di Lentini – l’adeguamento della pianta organica con l’immissione in servizio di medici, infermieri e tecnici non solo per potenziare i servizi già esistenti, ma anche per attivare quelli nuovi, come la rianimazione, la Suap (Speciale unità di accoglienza permanente), la neonatologia di primo livello, l’urologia o il secondo ambulatorio di oculistica. Tutte questioni che abbiamo nuovamente posto all’attenzione dell’assessore Baldassare Gucciardi e del direttore generale dell’Asp di Siracusa, Salvatore Brugaletta. Necessità alle quali – prosegue Censabella – si aggiunge l’urgenza dell’adeguamento degli impianti e delle dotazioni tecnologiche con il relativo personale specializzato per aumentare ulteriormente la produttività dei vari reparti ed evitare il ricorso all’esterno con relativi costi aggiuntivi. È importante che gli operatori sanitari siano messi nelle migliori condizioni possibili di lavoro, per eliminare le lunghe liste di attesa e scongiurare la privatizzazione strisciante della sanità».

Tutte questioni già oggetto di una petizione popolare consegnata nel febbraio del 2013, da una delegazione dei Comuni della zona nord della provincia, all’allora assessore regionale alla Salute, Lucia Borsellino.

C’è, infine, il problema della manutenzione ordinaria e straordinaria delle strutture e degli impianti, non solo del nuovo ospedale, «per evitarne il lento deterioramento», ma anche della sede del distretto sanitario di piazza Aldo Moro, «che è ridotto – afferma Censabella – nelle condizioni in cui tutti lo possiamo vedere, nonostante un finanziamento di 800 mila euro di cui purtroppo si sono perse misteriosamente le tracce».

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