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Lentini| Caso Vinci, Caracciolo: «L’adesione al gruppo Ora era condizione imprescindibile»

4 Agosto 2016 | by Silvio Breci
Lentini| Caso Vinci, Caracciolo: «L’adesione al gruppo Ora era condizione imprescindibile»
Politica
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Il capogruppo del movimento Ora interviene sulla vicenda della defezione di Renzo Vinci, terzo degli eletti nella lista Idea e ora all’opposizione. Il Pd prende le distanze dal consigliere Barbagallo.
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Dall’alto: Caracciolo, Vinci, Barbagallo

Fa ovviamente ancora discutere il clamoroso abbandono della maggioranza da parte del consigliere comunale Renzo Vinci, terzo degli eletti nella lista Idea, che martedì sera, in occasione dell’insediamento del nuovo consiglio comunale, ha occupato uno degli scranni dell’opposizione, peraltro senza mai spiegare nel corso della seduta le ragioni della propria scelta. La precisazione arriva dal capogruppo del movimento Ora, Salvatore Caracciolo, che in una nota spiega come l’adesione al gruppo consiliare unico del movimento che ha sostenuto la candidatura di Bosco fosse, per la maggioranza, il sindaco e la giunta, la «condicio sine qua non per poter continuare un percorso politico comune». Nel sottolineare, innanzitutto, come «a differenza delle passate legislature non siano state necessarie riunioni segrete per scegliere le due massime cariche dell’assemblea civica, ma al contrario le discussioni sono state affrontate pubblicamente in seno allo stesso consiglio comunale», Caracciolo chiarisce la vicenda Vinci. «Come già ampiamente anticipato in campagna elettorale – scrive – io e la consigliera Marletta abbiamo aderito al gruppo consiliare unico del movimento Ora, adesione alla quale, invece, il consigliere Vinci non ha ritenuto di partecipare. Vinci, che gode della stima mia, dell’intero gruppo consiliare e dell’amministrazione comunale, ha ritenuto, per sue legittime motivazioni, di non aderire al gruppo consiliare unico. Una mancata adesione – prosegue – che ha determinato la sua collocazione nei banchi dell’opposizione». Nonostante la defezione di Vinci, però, sia il presidente Innocenti che il vice presidente Marchese sono stati eletti con dieci voti su sedici, dunque uno in più rispetto alla dotazione della maggioranza. «Se qualche consigliere di opposizione ha ritenuto opportuno votare i nominativi indicati dalla maggioranza – spiga Caracciolo – il gesto va apprezzato e considerato come espressione di una opposizione costruttiva che non si limita alla preconcettuale e ostruzionistica negazione delle proposte  della maggioranza. L’amministrazione e il consiglio comunale – conclude – non hanno intenzione di perdere tempo in giochini dettati dagli schemi della vecchia politica. Si andrà avanti in maniera spedita per il bene della città». Ma le voci corrono comunque e a dar loro credito a votare Innocenti e Marchese sarebbe stato anche il neo consigliere comunale del Pd Maurizio Barbagallo. E immediata arriva la precisazione del segretario locale dei Democratici Alex Siracusano. Nell’augurare buon lavoro ai consiglieri comunali, al presidente e al vice presidente e nell’auspicare che essi «agiscano con correttezza ed efficienza nell’esclusivo interesse della città», Siracusano precisa che «le azioni e i comportamenti del consigliere Barbagallo, eletto nella lista del Pd, non sono in alcun modo concordati con il partito e quindi non lo rappresentano né lo impegnano».

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