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Augusta| Consigli comunali d’agosto, per il m5s, i mutui contratti dagli “altri” sono debiti. I loro invece si chiamano “anticipazioni di liquidità”

Augusta| Consigli comunali d’agosto, per il m5s, i mutui contratti dagli “altri” sono debiti.  I loro invece si chiamano “anticipazioni di liquidità”
Politica
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La maggioranza  autorizza un mutuo per circa 8 milioni di euro che servirà a pagare stipendi e servizi correnti  (e non a pagare  debiti pregressi). Adeguati,  ma in ritardo di 10 mesi, gli oneri di urbanizzazione

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Giuseppe Schermi – Cettina Di Pietro

Si narra che ai tempi della tanto famigerata “prima” Repubblica e della vituperata  “seconda”, gli atti più delicati (auspicando che sfuggissero agli occhi dell’opinione pubblica) si adottassero o sotto la calura estiva di Ferragosto o in prossimità delle vacanze natalizie, magari “diluendoli” all’interno di o.d.g. corposi, zeppi di argomenti tecnici, per confondere le idee. A quel copione, a ben guardare, sembrerebbe che si siano ispirati, nell’era della trasparenza e della legalità, anche gli amministratori pentastellati alla guida del Comune di Augusta, se è vero che nel più assoluto silenzio, anche delle forze politiche cittadine, nell’ultimo consiglio comunale convocato per le ore 16,00 del 2 Agosto u.s. la maggioranza “grillina” ha deliberato, in pratica, la contrazione di un nuovo mutuo per circa 8 milioni di euro che graverà sulle casse comunali per i prossimi 30 anni a far data dal dicembre 2019 fino al dicembre 2048. Se la forbita ed elegante terminologia utilizzata  nella predisposizione dell’o.d.g. del consiglio comunale (“…rimodulazione….”; “….accettazione….”; “…..anticipazione….”; “…integrazioni….”; “…adeguamento…”) lasciava credere trattarsi di punti di ordinaria amministrazione o di semplici adempimenti burocratici di routine, chi ha avuto modo di vedere on line sul sito istituzionale del Comune la seduta ha dovuto ricredersi. In verità l’unico punto veramente tecnico era il 4° relativo alle integrazioni necessarie richieste dal Ministero per l’ “approvazione dell’ipotesi bilancio riequilibrato 2015”, mentre tutti gli altri argomenti presentavano, chi più chi meno, importanti risvolti sul piano politico, a cominciare dalla presa d’atto del riequilibrio dei rapporti di forza all’interno della I° commissione consiliare permanente che, dopo il passaggio del consigliere Nilo Settipani tra le fila dell’opposizione, rischiava di mettere in pericolo la presidenza della pentastellata Silvana Danieli (che sarà riconfermata). Così come importanti valutazioni politiche erano necessariamente sottese alla trattazione del 3° punto (“ripiano disavanzo di amministrazione a seguito del dissesto”) posto che, dopo alcune verifiche più ponderate effettuate anche dall’organo straordinario di liquidazione, si sono dovute rivedere al ribasso alcune stime precedenti attinenti l’entità del debito (e quindi sull’opportunità o meno di aver dichiarato lo stato di dissesto per l’ente).  Nel provvedere poi all’adeguamento degli oneri di urbanizzazione e i costi di costruzione per l’anno 2016 (atto apparentemente di semplice gestione ordinaria ), si è anche appreso (come affermato candidamente dalla responsabile del settore urbanistica) che a tale adempimento si assolveva con ben 10 mesi di ritardo rispetto al termine previsto dalla legge (30 ottobre dell’anno precedente a quello cui si riferiscono le tabelle). Ora se, sul piano politico, risibile è apparsa la giustificazione di tale ritardo addebitato alla nomina della responsabile del settore urbanistica, avvenuta  solo a marzo 2016 (!!!), è indubbio che è mancato sugli uffici l’indirizzo ed il controllo politico che spettava alla Giunta Municipale ed, in particolare, all’assessore al ramo Roberta Suppo, che da libera professionista operante nel settore edilizio, quanto meno per motivi professionali, doveva  pur conoscere la scadenza prevista dalla legge. Ora, se la nomina dell’arch. Luigi Minozzi ad assessore all’Urbanistica,  avvenuta pochi giorni dopo la deliberazione in consiglio comunale, la si può leggere  – a prima vista –  come una operazione tendente a completare la “squadra” di governo, sicuramente essa suona come una parziale bocciatura per la pur volenterosa Suppo che, forse più di tutti, sta pagando il peso del gravoso compito a cui è stata chiamata, frastornata peraltro, nell’ambito della rubrica LL.PP., dalla crisi idrica che da mesi patisce la popolazione. Se la clausola “salvo conguaglio”, inserita nelle varie concessioni rilasciate nel 2016 (ma con importi risalenti all’anno precedente), basterà a tenere indenni gli amministratori e tecnici da eventuale danno erariale arrecato all’ente, lo si potrà appurare solo in prossimo futuro, così come se vi sia stato dolo o colpa grave potrebbe essere la stessa Procura della Corte dei Conti ad accettarlo.  Ma il vero “piatto forte” dell’o.d.g. della seduta delbloggif_56cc72a41c588 2.8.2016 (che non è esagerato definire come storica per i motivi di cui diremo) è stato il punto 2. In poco meno di un ora la maggioranza del M5S (15 presenti) ha autorizzato la Giunta Municipale ad “accettare” (quasi fosse una imposizione da parte dello Stato) la somma di 7.867.986 di euro a valere sul fondo previsto dall’art. 6 del  Decreto Legge n.78/2015, convertito in legge n. 125 il 6.8.2015, per i comuni sciolti a seguito di infiltrazioni della criminalità organizzata.  La somma, richiesta al Ministero degli Interni il 20 luglio 2015 (ben prima dunque della dichiarazione di dissesto avvenuta  – ricordiamo – 10 giorni dopo) con un atto che, a dire dell’assessore Giuseppe Schermi, “fu uno dei primissimi della Giunta pentastellata” appena insediata, è stata concessa il 19 maggio 2016. L’ingente somma, che sarà restituita nell’arco temporale dei prossimi 30 anni ad un tasso d’interesse agevolato, pari a circa 0,50%, a partire dal 2019 con rate annuali di circa 290.000 euro, non è destinata al pagamento di debiti pregressi (come i sostenitori del M5S tentano di far credere sui social), ma serve piuttosto a “ripristinare la liquidità” delle casse comunali per la gestione ordinaria dell’ente (che  – tradotto – significa per far fronte alle spese correnti cioè pagamenti di stipendi e servizi vari come R.S.U., energia elettrica, canile etc. etc). Come illustrato efficacemente dal Presidente della 5° Commissione consiliare Marilena Russo, “la somma non potrà essere vincolata a nessun capitolo e servirà per osservare la tempestività nei pagamenti”. Questo è l’atto deliberativo adottato che garantirà per i prossimi anni l’Amministrazione pentastellata scongiurando possibili crisi di liquidità. Che si ricordi, il Consiglio Comunale megarese, nella sua storia, non ha mai deliberato accensione di mutui di importi così consistenti, ma soprattutto per finanziare spesa corrente. I mutui contratti nel passato, in buona parte, sono sempre serviti per finanziare investimenti. Se da una parte, lo scioglimento del Comune disposto dal Governo Nazionale nel marzo 2013 ha danneggiato l’immagine della città, dall’altro lato, però ha consentito prima alla Commissione Straordinaria ed ora all’ Amministrazione guidata da Maria Concetta Di Pietro di godere, in virtù di leggi speciali, di ingenti risorse economiche. E così gli 8 milioni “accettati” qualche giorno fa vanno sommati ai 5.200.000 euro previsti dal decreto legge del 6.9.2013 pubblicato nella G.U. del 24.9.2013. Se poi a questi importi si aggiungono anche i 15.300.000 euro circa, usufruiti e gestiti sempre dalla Commissione Straordinaria grazie al decreto n.35/2013 cd. “Salva Italia”, la somma totale è presto fatta. In pochi più di 3 anni è, dunque, affluito nelle casse comunali un “fiume” di denaro. A prescindere da come siano stati gestiti questi soldi (cioè quali debiti siano stati pagati prima e perché sia stato soddisfatto un creditore piuttosto che altro, magari forse in violazione del principio della “par condicio creditorum”) ed al di là, ovviamente, delle proprie convinzioni e dei giudizi personali, resta un dato di fatto incontrovertibile: dal 2.8.2016, indipendentemente dalla stima iniziale su cui ancora manca la chiarezza richiesta da più parti, ed in ultimo dai consiglieri Alessandro Tripoli e Marco Niciforo (102…80…60…40…in ultimo 20 o addirittura 10 milioni), il debito del comune è cresciuto in un solo anno di amministrazione “grillina” di 8 milioni di euro. Solo che i mutui contratti dagli “altri”, per il M5S sono volgari debiti, mentre i mutui da loro “accettati” sono, con sapienti artifici retorici, definiti “anticipazioni di liquidità”, quasi quasi ritenute operazioni contabili virtuose, da fare però sotto ferragosto. E tenendo magari all’oscuro il cittadino portavoce nazionale Luigi Di Maio, di cui si ricorda il suo appassionato intervento alla Camera dei Deputati sui debiti del Comune di Augusta.

GUARDA IL CONSIGLIO COMUNALE DEL 2 AGOSTO 2016

http://www.comunediaugusta.it/diretta

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