breaking news

Gela| Crocetta, “solo tu ci puoi contro l’amianto!”

20 Febbraio 2017 | by Redazione Webmarte
Gela| Crocetta, “solo tu ci puoi contro l’amianto!”
Sindacale
0

A quanto pare dipenderebbe tutto dal governatore siciliano, basterebbe volontà politica e un pizzico di coscienza in più nei confronti di 5000 siciliani: inviare gli atti di indirizzo equipollenti al ministero per il riconoscimento dei benefici previdenziali per i lavoratori esposti. 25 anni di ritardo colpevole dall’approvazione della legge nazionale e una normativa regionale ancora del tutto disattesa. A Gela, città di Crocetta, seconda tappa dell’ONA con la Regione grande assente.

Seconda tappa Ona, Organizzazione Mondiale Amianto, ieri a Gela, polo industriale d’eccellenza e città di Rosario Crocetta. Il presidente della Regione però ieri non c’era. Probabilmente perchè non è ben visto nella sua città per le numerose morti peri amianto. Che c’entra Crocetta? Nel 2012, fu l’anno della grandiosa petizione, quasi un interruzione popolare, di 5000 firme accompagnate da una sua accorata interrogazione al Parlamento Europeo. Crocetta, nel 2015, battè forte i pugni e da quella rabbia (volontà politica) scaturì la famosa “procedura di infrazione”. Fu logico e consequenziale, a quel punto, riporre in Crocetta, diventato frattanto presidente della Regione, enormi aspettative nell’ambito della questione amianto. Oggi il Presidente allarga le braccia. Non fa altro. In sala a Gela non c’era nemmeno un suo portavoce, un suo messo. Un amico, un compaesano pronto a riferire ciò che stava accadendo e si stava dicendo circa la sua “indifferenza”. Crocetta rischia, come presidente pro tempore, di accodarsi ai suoi predecessori che non hanno fatto nulla. Eppure è il cavillo legislativo amianto è solo ed esclusivamente di competenza del Presidente, non dell’Ars che ha già votato il disegno di legge. E c’è anche un precedente. In Friuli Venezia Giulia, regione come si sa a statuto speciale come la Sicilia, il presidente ha inviato  gli atti equipollenti, riconosciuti in quel caso anche dal Tar Lazio e che hanno lo stesso valore dell’atto ministeriale, per il riconoscimento dei benefici previdenziali ai lavoratori che hanno respirato negli anni amianto nel posto di lavoro e dunque affetti da patologie afferenti e riconosciute. La Sicilia? La regione, anzi il governatore Crocetta, resta “messa in mora” per non aver rispettato la normativa nazionale cosi come la legge regionale n.10 del 2014, dopo un ritardo di ben 25 anni. Calogero Vicario, referente regionale ONA, ieri da Gela ha lanciato una precisa provocazione a Crocetta: “Visto che sei bravo per aver spostato la sede dell’autorità portuale da Augusta a Catania, perché non riesci a far valere la legge sull’amianto in Sicilia? Perché non inviare gli indirizzi equipollenti per i benefici previdenziali?”. Chissà se qualcuno avrà riferito al gelese Crocetta che si ritrova cosi tutto questo sulla coscienza in cambio di una semplice firma in calce. “Perché l’esposizione all’amianto permane, il rischio c’è sempre e si perpetuerà, secondo statistiche, almeno sino al 2030 – fa sapere Vicario – Perche i lavoratori negli anni Novanta lo hanno subito, cosi come i cittadini, (capannoni e scuole fatti d’amianto) non essendoci stata una bonifica totale in tutto il territorio. Se si continua cosi, significa che per altri cento anni ci si ammalerà di amianto. Attualmente sono 15 mila le persone “colpite” da amianto. Ma molti di questi non arrivano nemmeno ai famosi dieci anni di lavoro (entro il 1992, data dell’approvazione della legge) e pertanto non possono beneficiare dei diritti di previdenza. “Ci sarà il rischio di tante cause di risarcimento e sarà un grosso danno economico per l’Inps, lo Stato – ammette Vicario -. E poi,  non tutti possono permettersi di mettere  mani in tasca e intraprendere azioni legali”. Insomma, la Sicilia in grande difetto rispetto alla questione amianto per non aver mai trasmesso gli atti relativi al Ministero. Ma la Sicilia, di contro, è pronta per essere “inclusa”? Esiste una mappatura, un censimento vero delle “zone rosse”? Secondo Vicario dell’ONA, pare proprio di si. “Da quando la legge esiste, 2014, la zona industriale di Priolo cosi come Milazzo e Gela, sono considerate all’interno della mappatura nazionale, e il caso emerse chiaro nel giorno dell’audizione all’ARS quando depositammo la richiesta per gli atti di indirizzo, ma anche lì Crocetta non lo tenne in considerazione, nonostante l’esistenza di una legge nazionale e un disegno di legge regionale. Come ONA abbiamo depositato le richieste per essere riconosciuti dall’INPS e dall’INAIL. Non solo, abbiamo fatto inserire nella mappatura siciliana il caso specifico del sito dell’ex industrie meccaniche siciliane, ex Seco, di Priolo. Nessuna reazione da Palermo. Crocetta tarda. Non ci sarà volontà e politica o potere politico nella questione amianto (rif. all’autorità portuale di Augusta) ma c’è una legge nazionale e regionale che vanno applicate. “Anche noi siamo un potere forte – tuona Calogero Vicario – anche se siamo tutti ex esposti. Abbiamo dato l’anima in tutti questi anni per la causa amianto pur essendo ormai fuori dal ciclo produttivo. La nostra lotta continua in nome di un territorio che ad oggi non ha nessuna bonifica, né un rilancio vero”. La soluzione ONA? Partire da una sostanziale politica d’attrazione. In che modo.  Per esempio con l’istituzione delle “zone franche” e l’area ex industrie meccaniche siciliane di Priolo, piuttosto che la zona Marina di Melilli, potrebbero essere trasformate da aree desolanti di proprietà della Regione ad aree di bonifica e rilancio. Gli investitori a quanto pare non mancherebbero ma non si avvicinano nemmeno a quelle condizioni lì”. (rosa tomarchio)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com