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Siracusa| “Hey Joe!”, l’ultimo saluto a Pucci Bianca

Siracusa| “Hey Joe!”, l’ultimo saluto a Pucci Bianca
Cronaca
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Chi non conosceva Pucci Bianca? Il lupo di mare siracusano appassionato della musica funky e famoso per aver organizzato eventi in una Siracusa anni Ottanta che, senza di lui, sarebbe stata triste e insipida. Lunedì pomeriggio i funerali a San Paolo, vicino al Tempio di Apollo.

“Manco ora ti vuoi fare trovare?” E’ la battuta di Ethel che stamattina non riusciva a trovare come tanti altri amici cari, il fratellone  Pucci, dopo aver valicato due, tre salette invano. Era nella quarta camera ardente il corpo di Pucci Bianca, morto improvvisamente all’età di 57 anni, dopo una lunga malattia. Anche con un sorriso gli amici più cari si sono avvicinati alla bara. La battuta dell’amica Ethel riassume ciò che era Pucci:  esternamente uno spaccone,  alla Robert Redford ne “La Stangata”. In realtà, è stata una persona di particolare sensibilità e di una certa cultura musicale, suonava soprattutto il pianoforte, la sua villetta di campagna proprio di fronte alla famosa “Casa dei Fantasmi” (in cui si suona tre volte col clacson per onorarli)  era sempre aperta alle session improvvisate tra amici.  In questo ultimo spaccato della sua vita si era ritirato nel suo punto di osservazione preferito, il meraviglioso balcone sul mare di Levante da cui lui amava registrare ogni mattino le evoluzioni di ogni sua alba. “Scatti meravigliosi di un rosso fuoco che sembrava bruciare quell’ansia di vita che lui sapeva bene non poter più placare perchè la malattia lo teneva in cattività.  Lui che è stato sempre un animo libero.

Pucci Bianca era assai noto, specie negli ambienti musicali, tanti gli eventi da lui creati in città, tutti lo ricorderanno sul finire degli anni Novanta al “Casta Diva” di via Maestranza, sua creatura, dove spesso passava dai fornelli al microfono per dare voce alla sua anima soul. “Ciao Fratello Pucci sei stato molto importante per la nostra stagione new wave, per questa Siracusa anni Ottanta che,  senza la tua presenza, sarebbe stata insipida, triste” – cosi Angelo Maiorca con cui Pucci ha condiviso la passione per la musica funky.  “Sei stato un grande amico e funky brother, ciao Pucci brindiamo alla tua nuova vita, lassù c’è già un grande trio con te anche Antonio (Giardina) e Ciccio (Gandolfo)” – cosi lo ricorda Emilio Ruffo.

Ma la più grande passione per Pucci Bianca  era il mare. “Che gli ha dato quell’equilibrio e saggezza che tanto ha sempre cercato” – cosi scrive Angelo Maiorca nel ricordo del secondo “fratellone”. Pucci era “genio e sregolatezza”, cosi amava lui stesso definirsi  prima di chiudersi dentro quel mare per il quale andava spesso anche in solitaria. Il mare, l’unico elemento che gli ha dato la forza di andare avanti nonostante i suoi personali naufragi. “L’eterno marinaio in balia delle onde anche nella vita privata e sentimentale – ricorda Ethel  – Pucci  ha condiviso passioni e amori con donne forti  che lo hanno affiancato in molti sui progetti di viaggio in barca per mari lontani. Cosi come è accaduto con la moglie Caron che Pucci  a sua volta ha seguito in Australia dopo la nascita dei due figli Jack e Charlie.  “Unni ti pass i vacansi, garotu ra Spiageta, sci pensi ca uora pò sunari neccielo m’blu” cosi scrive su FB  Jose Mantineo che intona i versi della parodia inventata da Pucci della celebre canzone di  Joao Gilberto “Garota de Ipanema”.

Pucci Bianca amava anche la verità urlata. Con la sua telecamerina intervistava personaggi di Ortigia (vezzo probabilmente ereditato dalla famiglia Bianca, editori televisivi) e faceva lunghe carrellate dal Tempio di Apollo al Mercato, raccogliendo opinioni disparate e un tantino “folk” col suo inconfondibile stile alla ricerca dell’anima più autentica del centro storico.  La rubrica l’aveva chiamata “Radio Puma”, e Joe Pumaroro era il suo account Facebook. Sul solco della sua ironia inimitabile aveva inventato una sorta di “talent show” dello Scoglio al cui vincitore sarebbe andato in premio un “Puma-roru”, (una mela d’oro). Dopo le vicissitudini dell’umana sorte e  l’aggravarsi delle sue condizioni di salute, negli ultimi mesi aveva cambiato il suo nickname di Joe Pumaroru in Joe Cappuliato col chiaro riferimento al pesto dei pomodorini di Pachino.  L’ultimo saluto lunedì ore 17 nella Chiesa di San Paolo.  Da parte della redazione di Webmarte le condoglianze alla famiglia.  (rosa tomarchio/ scritto a quattro mani con  ethel puzzo).

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