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Siracusa| Eseguito sequestro preventivo su Esso, Isab Nord e Isab Sud

Siracusa| Eseguito sequestro preventivo su Esso, Isab Nord e Isab Sud
Cronaca
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Riconosciuto un significativo contributo al peggioramento della qualità dell’aria dovuto alle emissioni degli impianti. Prevista la restituzione dei beni subordinandola all’imposizione di talune prescrizioni volte a consentire l’adeguamento degli impianti alle norme tecniche vigenti.

Il pool di tre magistrati della Procura della Repubblica, coordinati dal Procuratore Capo, ha ottenuto dal G.i.p. un decreto di sequestro preventivo di due impianti industriali, lo stabilimento ESSO e gli stabilimenti ISAB Nord e ISAB Sud, perché è stato riconosciuto un significativo contributo al peggioramento della qualità dell’aria dovuto alle emissioni degli impianti. In sede di esecuzione del decreto è stata prevista la restituzione dei beni subordinandola all’imposizione di talune prescrizioni volte a consentire l’adeguamento degli impianti alle norme tecniche vigenti. Tali prescrizioni sono

a) per la ESSO:

1riduzione delle emissioni provenienti dall’impianto, mediante copertura delle vasche costituenti l’impianto di trattamento acque, onerando il Gestore a proporre un progetto completo di cronoprogramma per la realizzazione che non dovrà eccedere i 12 mesi, con garanzia fideiussoria; 2monitoraggio del tetto di tutti i serbatoi contenenti prodotti volatili e/o mantenuti in condizioni di temperatura tali da generare emissioni diffuse; 3realizzazione e messa in esercizio di impianti di recupero vapori ai pontili di carico e scarico, onerando il Gestore di presentare un cronoprogramma; 4riduzione del livello delle emissioni in atmosfera sino al rispetto dei livelli previsti delle MTD (Migliore Tecnologia Disponibile) di cui al d.m. 29.1.2007, in particolare la riduzione degli ossidi di zolfo ai camini n. 26 e 29, e degli ossidi di azoto ai camini n. 1, 9, 10, 11, 13, 17, 18, 22, 23, 24, 25, 26, 29, 35, 39, 41, 42, 43, 44, 45 e 46; 5adeguamento dei sistemi di monitoraggio delle emissioni comprese nel valore di bolla, attraverso l’adozione di sistemi di monitoraggio in continuo, della messa a disposizione dei dati registrati dei sistemi di monitoraggio in continuo per via telematica all’ARPA di Siracusa, adozione di modalità di autocontrollo per rendere gli stessi idonei per la verifica di conformità ai valori limite di emissione;

b) per la ISAB Nord e la ISAB Sud:

1riduzione delle emissioni provenienti dall’impianto, mediante copertura delle vasche costituenti l’impianto di trattamento acque per la Raffineria ISAB Impianti Sud, onerando il Gestore a proporre un progetto completo di cronoprogramma per la realizzazione che non dovrà eccedere i 12 mesi, con garanzia fideiussoria; 2monitoraggio del tetto di tutti i serbatoi contenenti prodotti volatili e/o mantenuti in condizioni di temperatura tali da generare emissioni diffuse; 3realizzazione e messa in esercizio di impianti di recupero vapori ai pontili di carico e scarico, onerando il Gestore di presentare un cronoprogramma; 4adeguamento dei sistemi di monitoraggio delle emissioni comprese nel valore di bolla, attraverso l’adozione di procedura periodiche di verifica dei sistemi di monitoraggio in continuo, della messa a disposizione dei dati registrati dei sistemi di monitoraggio in continuo per via telematica all’ARPA di Siracusa, adozione di modalità di autocontrollo per rendere gli stessi idonei per la verifica di conformità ai valori limite di emissione.

L’indagine, iniziata due anni fa circa, si è avvalsa di una consulenza tecnica collegiale redatta da esperti di livello nazionale ed è consistita in molteplici audizioni e acquisizioni di dati e documenti.

Il sequestro è stato eseguito da ufficiali di p.g. del N.I.C.T.A.S e dell’Aliquota della Polizia di stato della sezione di p.g. presso la Procura della Repubblica.

Tali provvedimenti sono intervenuti dopo molteplici esposti e denunce di privati di cittadini, movimenti ambientalisti ed enti territoriali del Circondario che si lamentavano della cattiva qualità dell’aria, doglianze che hanno trovato riscontro in particolare con riguardo alle sostanze c.d. “non normate” odorigene.

Alle due società è stato dato il termine di quindici giorni per decidere se aderire alle prescrizioni.

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