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Augusta| Punta Izzo possibile disposto a ricorrere al Tar contro la Marina

27 Dicembre 2017 | by Redazione Webmarte
Augusta| Punta Izzo possibile disposto a ricorrere al Tar contro la Marina
Attualità
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Il coordinamento per Punta Izzo possibile non si arrende cercando di rivendicare e recuperare l’utilizzo pubblico ed ecocompatibile di una fetta del territorio, di un incantevole luogo da un secolo negato alla collettività.

Oggi durante una conferenza stampa il coordinamento ha annunciato l’imminente presentazione di un ricorso al responsabile per la trasparenza del ministero della Difesa contro il No da parte della Marina militare alla richiesta del coordinamento di accedere alla documentazione riguardante i lavori che sono stati svolti la scorsa estate nel sito. Nel caso in cui anche il responsabile della trasparenza del ministero dovesse negare la visione degli atti “Punta Izzo possibile” presenterà ricorso al Tar.

Abbiamo contattato l’ufficio stampa di Marisicilia chiedendo una replica alle affermazioni dal coordinamento, ma la Marina militare dice di non aver nulla da aggiungere a quanto già ufficialmente risposto al richiedente. Gianmarco Catalano, referente del coordinamento ha ripercorso la vicenda  di Punta Izzo iniziata nell’estate del 2016 con l’intento di chiedere la smilitarizzazione dell’area. Richiesta manifestata in pieno agosto con una pacifica mobilitazione messa in atto proprio nei pressi dell’area di Punta Izzo. Ha ricordato che oltre mille augustani hanno sottoscritto la petizione inviata al governo centrale e sostenuta dal Comune e la risposta ricevuta nei mesi scorsi dal ministero della Difesa  il quale si è pronunciato sostenendo che il sito non può essere smilitarizzato. E che alla luce di tale risposta ha chiesto ufficialmente, lo scorso giugno, al presidente del consiglio comunale e a tutti i consiglieri si esprimersi sulla questione trattandola nel corso di una seduta monotematica della civica assemblea. Richiesta inoltrata anche al sindaco. Ma né dal Comune, né dal consiglio il coordinamento ha ottenuto risposta.

Alla conferenza stampa è intervenuto Fabio Morreale, rappresentante di Natura Sicula Siracusa, il quale ha ribadito che: “il mantenimento di un vincolo militare e l’eventuale ripresa di esercitazioni a fuoco a Punta Izzo sono incompatibili con i vincoli ambientali (non derogabili dalle opere destinate alla difesa nazionale, secondo il codice dell’ordinamento militare) apposti nell’area dal piano paesaggistico della Regione e con gli interventi di tutela e valorizzazione del patrimonio paesaggistico dallo stesso Piano prescritti. L’area di Punta Izzo, infatti, è destinataria di un livello massimo di tutela (3) in virtù delle sue straordinarie valenze naturalistiche e archeologiche, comportando tale vincolo un divieto assoluto di edificabilità e persino di effettuare movimenti di terra che possano trasformare i caratteri morfologici e paesaggistici dell’area”. “A ciò – continua Catalano-  si aggiunge la considerazione che il comprensorio costiero in questione è attiguo alle ex Saline Regina, cioè a un’importante area umida rifugio per l’avifauna, riconosciuta dall’Unione Europea come Sito d’Interesse Comunitario (Sic) e Zona di Protezione Speciale (Zps), che verrebbe minacciata nei suoi naturali equilibri dalla ripresa delle esercitazioni a fuoco nel vicino poligono militare”.

Sebastiano Papa Andrea, legale del comitato No Muos ha spiegato che il coordinamento ha chiesto informazioni di natura ambientale riguardo agli interventi eseguiti dalla Marina militare: “che difficilmente – ha detto possono essere inconciliabili con gli interessi della Difesa. Ritengo pertanto che il diniego di accesso alle informazioni sia illegittimo e che tale illegittimità ci offre una doppia opportunità di ricorso di cui ci avverremo sicuramente”.

Ha preso la parola anche Mariagrazia Patania del Collettivo Antigone, associazione che si occupa di migrazioni, ma anche di ambiente, pertanto ha aderito all’iniziativa del coordinamento che chiede la smilitarizzazione e la bonifica di uno dei luoghi più incantevoli del territorio interdetto alla pubblica fruizione.

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