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Augusta| Giovani democratici contrari alla scelta del loro partito di trasferire il barcone. -Video

31 Dicembre 2017 | by Redazione Webmarte
Augusta| Giovani democratici contrari alla scelta del loro partito di trasferire il barcone.<span class='video_title_tag'> -Video</span>
Politica
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“Il barcone naufragato il 18 aprile 2015 a largo della Libia non è un relitto ma un simbolo, un simbolo dell’impegno, della solidarietà e dell’accoglienza che gli augustani hanno dato ai migranti da quando il porto è stato investito dal fenomeno degli sbarchi”.

E’ quanto sottolineano Manuel Mangano, presidente dei Giovani democratici, (componente giovanile del Pd) e Luca Campisi, membro del direttivo regionale di Gd, i quali si dicono dispiaciuti del fatto che, il loro partito abbia assunto la scelta di trasferire il peschereccio dal pontile Nato a Milano. I Gd si dicono pronti a perorare la causa del comitato. In questo possono contare sul sostegno di Sofia Amoddio, deputato del Pd che sin dall’inizio della vicenda ha creduto nell’iniziativa portata avanti  dal comitato 18 Aprile. Comitato che ha chiesto al governo nazionale che il barcone resti ad Augusta per essere collocato in un giardino della memoria nella chiesa all’aperto di Monte Tauro. La parlamentare, lo scorso giugno, ha presentato un’interrogazione al presidente del Consiglio e al ministro dell’Interno per avere lumi sulla possibilità di accoglimento della richiesta del comitato 18 Aprile. Non ha ottenuto riposta, ma nonostante l’avvenuto scioglimento delle Camere, conta di poter interloquire ancora con il governo che rimane in carica fino alle nuove elezioni.

L’idea di dislocare il barcone da Augusta al capoluogo lombardo nasce dall’emendamento alla finanziaria dei 39 deputati del Pd, dei quali 5 siciliani (di cui è prima firmataria l’onorevole milanese Lia Quartapelle) che prevede lo stanziamento di 600 mila euro per trasferire  il natante. Emendamento che nelle scorse settimane è stato approvato dalle commissioni Difesa e Bilancio.

Non basta aver speso diversi milioni di euro per tirare fuori  dagli abissi il peschereccio naufragato a 85 miglia dalle coste libiche (si trovava a circa 370 metri di profondità), per trasferirlo al pontile Nato della Marina militare ed estrarre le salme rimaste intrappolate all’interno del relitto. Operazione raccapricciante, questa, eseguita dai vigili del fuoco. Quel che rimaneva dei corpi è stato sottoposto a esame autoptico e le salme sono state poi tumulate nei cimiteri della Sicilia.

Ai circa 10 milioni già sborsati dallo Stato si vogliono ancora aggiungere 600 mila euro, somma che il comitato 18 aprile, di cui fanno parte i parroci, la Cgil, Legambiente e le persone impegnate sul fronte dell’immigrazione, ha chiesto che venga impiegata, invece, per salvare vite umane. I Gd suggeriscono che parte dei 600 mila euro venga destinata alla realizzazione di un museo ad Augusta che, non attrarrebbe sicuramente, tantissima gente come quello di Milano, ma che simboleggerebbe una realtà che la cittadina megarese ha vissuto dall’autunno del 2013 e che continua a vivere oggi in quanto il porto commerciale di Augusta è una delle principali mete di sbarco.

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