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Lentini | Chiesa rupestre del Crocifisso, via ai lavori di restauro finanziati dal Fai

24 Gennaio 2018 | by Silvio Breci
Lentini | Chiesa rupestre del Crocifisso, via ai lavori di restauro finanziati dal Fai
Cultura
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Annoverato tra gli oratori rupestri più importanti della Sicilia, il complesso del Crocifisso si piazzò nel 2016 all’83° posto nella classifica generale della celebre campagna “I Luoghi del Cuore”. Con un contributo di 15.000 euro saranno restaurati i dipinti della parete dell’ambulacro. Il primo passo per un intervento di completo recupero della chiesa.

affresco grotta crocifissoDon Maurizio Pizzo: «La città rinsalda il legame con le proprie radici». «Grazie a questo primo intervento si potrà non solo iniziare a salvare la grotta dal degrado, ma anche a rinsaldare il legame affettivo e culturale della città con le sue radici storiche». Don Maurizio Pizzo, parroco della chiesa di Santa Maria la Cava e Sant’Alfio di Lentini annuncia così l’avvio dei lavori di restauro di una parte degli affreschi della chiesa rupestre del Crocifisso.

Il contributo di 15 mila euro. Restauro che il Fondo Ambiente Italiano e Intesa Sanpaolo hanno deciso di finanziare con un contributo di 15.000 euro assegnato nell’ambito della celebre campagna “I Luoghi del Cuore”. Piazzatasi con 3.831 voti all’83° posto nella classifica generale del censimento 2016 e al 2° in provincia di Siracusa, la chiesa rupestre del Crocifisso fu infatti inserita nelle scorse settimane nel novero dei 24 siti italiani – uno dei due siciliani insieme alla Spiaggia Randello di Ragusa – destinatari di un finanziamento.

L’impegno del comitato “Lentini nel Cuore”. Avanzata dalla Chiesa Madre e dall’associazione Neapolis, la candidatura fu sostenuta dal comitato “Lentini nel cuore”, cui aderirono, oltre ai Comuni di Lentini e Carlentini, anche i club service (Lions, Archeoclub, Kiwanis, Rotary), le associazioni (Manuela e Michele, Devoti Spingitori, Italia Nostra, Amica Terra, Natura Sicula, SiciliAntica, Pro Loco) e gli istituti scolastici (“Riccardo da Lentini”, “Pier Luigi Nervi”, “Elio Vittorini”, “Gorgia” e “Alaimo da Lentini”).

La chiesa rupestre del Crocifisso. Annoverato tra gli oratori rupestri più significativi della Sicilia bizantina, il complesso del Crocifisso sorge sul versante occidentale di Cava Ruccia, fisicamente in territorio di Carlentini ma facilmente raggiungibile da Lentini, da cui dista circa un chilometro. Al suo interno presenta un ampio ciclo di affreschi che vanno dal XII al XVII secolo dopo Cristo. Un vasto e pregevole apparato iconografico che versa purtroppo in pessimo stato di conservazione ma che fa della chiesa uno dei siti più interessanti della Sicilia rupestre.

L’intervento di restauro. L’intervento di restauro interesserà i dipinti della parete dell’ambulacro: preziosi affreschi del XIII secolo raffiguranti una teoria di santi che comprende santa Elisabetta, Mater Domini, san Leonardo, san Giovanni Battista e un santo vescovo. «Lo scopo di questo primo intervento – afferma Raffaella D’Amico, restauratrice incaricata dalla Sovrintendenza di Siracusa – è quello di bloccare il degrado in atto e ripristinare la leggibilità della decorazione pittorica attraverso una serie di interventi di pulitura, consolidamento delle superfici dipinte e dell’intonaco di supporto». Si tratta di un primo importante passo verso il recupero complessivo della chiesa rupestre. Una spinta anche per il reperimento di altri fondi per completare i lavori.

Neapolis: «Fare squadra per vincere». «Essere stati inseriti dal Fai tra gli interventi di recupero finanziati nell’ambito della campagna “I Luoghi del Cuore” – sottolinea Christian Vecchio, presidente dell’associazione Neapolis, capofila del comitato “Lentini nel Cuore” – ci riempie di gioia e orgoglio. La nostra rete ha dimostrato le reali possibilità di successo delle attività di volontariato e la forza della società civile. Ha dimostrato quanto sia fondamentale la collaborazione per il raggiungimento di risultati concreti».

Fai Siracusa: «Meraviglioso gioiello». «La chiesa di Lentini – afferma Gaetano Bordone, responsabile della delegazione Fai di Siracusa – ha particolarmente meritato il contributo non solo perché amata da tutte le persone che l’hanno votata, ma perché si tratta di un piccolo tesoro. Il Fai ha dato a questo meraviglioso gioiello del patrimonio artistico italiano la visibilità che merita, ponendo le basi per un suo recupero complessivo».

© Riproduzione riservata

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