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Canicattini| Funerali di Lauretta, crolla papà Andrea

Canicattini| Funerali di Lauretta, crolla papà Andrea
Cronaca
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Malore per papà Andrea. Si è disteso sulla panchina della chiesa a pochi passi dalla bara della sua Lauretta. Poi lo straziante corteo verso il cimitero. Il lancio dei palloncini e le magliette col viso radioso della giovane mamma uccisa dal compagno: “Adesso sei angelo tra gli angeli”.

Anche il cielo ha pianto quest’oggi. Per un attimo il vento ha sferzato più del solito. Volavano pure i cappelli, fuori. Dentro, in Chiesa Madre gremita all’inverosimile, stesso “pienone” come alla fiaccolata di martedi scorso per le vie del paese per dire ancora una volta no alla violenza. Attraversa il sagrato e la piazza, avvolto tra le braccia della sua Canicattini, il feretro di Lauretta. Dolorississima la funzione funebre, per i familiari e le amiche del cuore di Laura Petrolito, morta atrocemente sotto le mani del suo “amore criminale” Paolo che ora è rinchiuso al carcere di Cavadonna. Nessuno sapeva che frattanto bruciava la casa in campagna dei genitori dell’assassino che ha confessato tutto dopo dieci ore di interrogatorio.

Fuori dalla Chiesa piena all’inverosimile, il solito striscione della rete dei centri antiviolenza attorniata dal solito nugolo di giornalisti oltrestretto. In questo pomeriggio primaverile uggioso ed eccezionale, la Nereide si è invece voluta dissociare da tutto il resto. “Abbiamo sfilato con i nostri manifesti opportunamente alla fiaccolata di martedì scorso, adesso ogni dimostrazione o promozione sono fuori luogo. Massimo rispetto per il dolore dei familiari”.

Tutto il paese, ammutolito tra dolore e sgomento, è in lutto. Alla funzione funebre le amiche di sempre in lacrime: indossano la maglietta con il viso solare di Lauretta. Sono le stesse giovani donne che lanceranno, dopo l’omelia officiata dal vescovo di Siracusa, Salvatore Pappalardo, i palloncini bianchi e rossi, ciascuno con una frase in ricordo dell’amica sempre sorridente: “Lauretta sei sempre con noi”; “Adesso sei una stella fra le stelle”; “Lauretta adesso voli in alto”.

In chiesa c’erano anche i carabinieri, il comandante provinciale Luigi Grosso, il Prefetto Giuseppe Castaldo, le autorità cittadine, il legale della famiglia, Domenico Mignosa. Ad un tratto delle urla che squarciano il silenzio. Di un dolore disumano. E’ il papà di Laura, il signor Andrea, riverso su una panchina, a pochi passi dalla bara della figlia che non rivedrà mai più. Sopra il legno chiaro rose, una foto di Lauretta e un foglio con su scritto “Stop alla violenza”.

Lo strazio durerà anche durante l’accompagnamento del feretro al cimitero.  La bara si fa largo, non agevolmente, tra la gente. Viene portata in spalla dai familiari e dagli amici di Lauretta. Dal balcone del Comune sventola la bandiera a mezz’asta. La banda musicale procede a passo lento, al rintocco delle campane della Chiesa Madre, come ad annunciare che il dolore profondo non avrà (ancora) fine. In lutto anche i commercianti che hanno abbassato le saracinesche per tutta la durata del rito funebre. Tutta Canicattini, insieme agli altri comuni della provincia, hanno voluto accompagnare Lauretta sino a giù per la discesa che conduce alle porte del camposanto. Incredulità. Poi, ognuno ha fatto ritorno a casa, con un’altra pagina dolorossissima da ricordare. Un’altra donna, un’altra mamma che non c’è più…per il troppo amore? (r.t.)

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