breaking news

Siracusa| Blocco Set, Confindustria: “Situazione fuori controllo”

Siracusa| Blocco Set, Confindustria: “Situazione fuori controllo”
Sindacale
1

Set Impianti, la crisi del comparto industriale preoccupa anche Confindustria. Bivona: “Le nostre aziende pronte al confronto secondo il patto di responsabilità sociale firmato coi sindacati”. Marziano (PD): “Confindustria fa macelleria sociale, mettendo in crisi centinaia di famiglie, dopo aver desertificato  l’economia”.

Confindustria Siracusa auspica che,  con la mediazione delle Istituzioni preposte,  la complessa situazione che coinvolge i lavoratori della SET Impianti possa essere risolta con senso di responsabilità da parte di tutti, per ripristinare nell’area industriale le condizioni di legalità, senza le quali è a forte rischio la sicurezza degli impianti delle aziende, interessate da blocchi che dal 15 maggio impediscono di effettuare persino l’ordinaria manutenzione.

“E’ una situazione ormai fuori controllo – dichiara il Presidente di Confindustria Siracusa, Diego Bivona – e siamo seriamente  preoccupati  per il futuro dell’intera zona industriale. Qualcuno si è chiesto perché le aziende non programmano nuovi investimenti o mettono in vendita le unità produttive? Altro che chiedere o peggio pretendere certezze di più occupazione e più sicurezza, dobbiamo tutti fare la nostra sua parte fino in fondo piuttosto che esprimere giudizi sui comportamenti degli altri”.

“Le nostre aziende sono pronte e disponibili a discutere i propri comportamenti, ma in un contesto di rispetto di regole di legalità  di tutti gli attori: è quello che nei giorni scorsi abbiamo chiesto al Prefetto. – cosi Bivona – . E’ un sistema senza regole in cui si radicalizza ogni azione. Quanto successo con SET, che peraltro non è un’azienda associata a Confindustria,  è un esempio evidente, l’ennesimo. Una società in amministrazione giudiziaria, confiscata dal Tribunale di Catania e dichiarata fallita dal Tribunale di Siracusa. In questa vicenda le committenti non hanno alcuna responsabilità ed invece stanno subendo i blocchi del personale della SET. Bloccare le attività con una escalation che dura ormai da settimane  sembra essere l’unica risposta nell’ottica del “tanto peggio tanto meglio”.

“Una situazione delicata che richiede che ciascuno degli attori svolga con responsabilità il proprio ruolo. Siamo sicuri che quanto espresso pubblicamente dalle organizzazioni sindacali firmatarie del Patto di Responsabilità Sociale nel corso del recente convegno pubblico si traduca in fatti e in comportamenti, nell’interesse delle imprese, dei lavoratori e dello sviluppo economico del nostro territorio”.

Reazione anche nel mondo politico. “Pensavamo che  le cose fossero cambiate. Che anche da parte delle imprese vi fosse il senso di ResponsabiliSociale  che richiede al territorio   la stessa Confindustria ed il suo presidente Diego Bivona. – dichiara l’ex assessore regionale Bruno Marziano –  Ma, mentre Confindustria chiede responsabilità sociale  Lukoil, differenziandosi così anche rispetto ad altri comportamenti più virtuosi da parte di altre grandi aziende, fa macelleria sociale, mettendo in crisi centinaia di famiglie, dopo aver desertificato  l’economia, quella economia di mercato che evidentemente  i vertici di Lukoil non conoscono  avendo da tempo operato una politica di  guerra fra poveri chiedendo prezzi orari sempre più bassi,  con un trend verso paesi del terzo mondo e non verso standard europei, stritolando  la piccola impresa locale.

Il territorio,  le forze politiche e sociali, le istituzioni, non permetteranno  più  una dissennata politica di  mordi e fuggi, dopo aver fruito di risorse umane e di considerazione    che  i vertici di Lukoil non troveranno in nessuna parte del mondo. Lukoil dovrà fare i conti con tanti cittadini stanchi di un atteggiamento colonizzatore che fa a pugni con la  richiesta di  collaborazione sociale  del Patto di Responsabilità Confindustriale. Se si hanno tali atteggiamenti  poi non si può chiedere comprensione e tolleranza a senso unico. Lukoil  ha parlato spesso di fake news nei confronti delle sue responsabilità ambientali. Questa loro volontà di danneggiare il territorio attraverso i lavoratori e le loro famiglie non è  però una fake news . Seguiremo con attenzione l’evoluzione  della vicenda sapendo che non ci sono dubbi da che  parte stare”.

One Comment

  1. Antonio Recano says:

    Siracusa 30.05.2018

    Egregio Dott.Bivona

    Leggendo le sue dichiarazioni sulle proteste che hanno coinvolto in questi giorni i lavoratori della Set Impianti, ultima delle tante vertenze che si sono consumate nel petrolchimico siracusano, si avverte la volontà di mascherare una evidente incapacità sistemica alterando una degradata ma evidente realtà.
    Le dichiarazioni pubblicate dalla redazione di Webmarte dove lei afferma che le proteste come quelle di questi giorni, mettono in discussione i nuovi investimenti e costringono le aziende a mettere in vendita le proprie unità produttive, mostrano un’evidente subalternità di Confindustria ai voleri delle grandi aziende Petrolchimiche, di quelle parole ritengo condivisibili solo l’esortazione a fare ognuno la propria parte fino in fondo e a non esprimere giudizi sui comportamenti degli altri se non si è liberi da condizionamenti , aggiungo io.
    Le sue parole nascondendo le vere ragioni che impediscono gli investimenti nel Petrolchimico, tende ad evidenziare il sintomo ma non la causa di una malattia che genera un’emergenza sociale che rischia di far saltare le fondamentali regole di convivenza e coesione sociale.
    Non vogliamo dare lezioni ma lei, presidente Bivona conosce intimamente, le trasformazioni che negli ultimi decenni hanno profondamente modificato un’area industriale che sta vivendo da anni una drammatica e progressiva riduzione dell’occupazione e della sua capacità operativa. Un polo petrolchimico che manifesta oggi, nelle tensioni di questi giorni, i risultati di un irresponsabile processo di ristrutturazione (dismissioni, cessioni, fusioni) che avvilendo le legittime aspettative di sviluppo del territorio ha generato danni ambientali, precarietà, incertezza e quindi tensione sociale.
    La verità Dott. Bivona è che oggi paghiamo, con una condizione di precarietà oggettiva, le aberrazioni di un sistema degli appalti drogato che abbassando irresponsabilmente il costo del lavoro crea un processo di dumping sociale che genera sfruttamento, mancanza di sicurezza e illegalità.
    L’atteggiamento di disponibilità che lei presidente, attribuisce alle aziende, confligge con una realtà che obbliga lavoratori e cittadini ad una esasperata mobilitazione per riportare al centro della discussione temi come precarietà, sicurezza, legalità e responsabilità sociale d’impresa, quale prerogativa necessaria ad arginare il degrado strutturale che soffoca l’intera area del petrolchimico e in generale il territorio.
    Non ci meraviglia la posizione di Confindustria, nettamente a favore degli interessi delle committenti ma questo non può nascondere la realtà, occorre avere il coraggio di misurarsi con il merito, con chi realmente specula e lede diritti.
    Si interroghi Confindustria sulle ragioni di un disagio, insopportabile, che merita una profonda discussione capace di creare e non solo enunciare, quelle condizioni di legalità, sostenibilità sociale necessarie per restituire valore ad un diritto di cittadinanza, presupposto indispensabile alla convivenza civile e alla “coesione sociale”.
    Occorre, Dott. Bivona avere il coraggio e la responsabilità di non difendere solo gli interessi industriali ma essere protagonisti di una stagione di effettivo sviluppo sociale ed economico complessivo per il bene di tutto il territorio.

    Antonio Recano

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com