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Augusta| Cementificazione saline Mulinello: Schermi scrive a Toninelli

3 Settembre 2018 | by Redazione Webmarte
Augusta| Cementificazione saline Mulinello: Schermi scrive a Toninelli
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Opposizione alla cementificazione di vasta area denominata “Saline del Mulinello”. Il consigliere comunale di Diems 15 scrive al ministro dei Trasporti e Infrastrutture Danilo Toninelli ricordando come gli esponenti del M5S si siano opposti a tale opera.

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Il consigliere Schermi  ex assessore della giunta Di Pietro, che oggi siede tra i banchi dell’opposizione, ricorda che il 22 agosto scorso l’Autorità di sistema portuale della Sicilia orientale ha pubblicato il bando di gara europeo per acquisizione aree e realizzazione di nuovi piazzali attrezzati nel porto di Augusta per un importo di 47.295.590,40  euro (IVA esclusa) da finanziarsi con fondi propri di bilancio. “Già il 2 febbraio 2016 – ricorda Giuseppe Schermi – nella mia qualità di allora assessore M5S con delega al comitato portuale, feci mettere a verbale della riunione la assoluta contrarietà di tutta la giunta a tale progetto nei confronti delle decisioni dell’allora Commissario straordinario”.

L’ex grillino sottolinea che, politicamente, contro la decisione di cementificazione di vasta area denominata “Saline di Mulinello” sono da rilevare le azioni coordinate con i deputati nazionali ed europei del M5S, a tutela del suolo e contro la cementificazione. In particolare l’interrogazione dell’euro deputato Ignazio Corrao  del 12 aprile 2016 alla Commissione europea. “Ciononostante – continua il consigliere Schermi – la commissione di valutazione Via/Vas, nell’ottobre 2016 rigettava le osservazioni contrarie al progetto presentate separatamente sia da Legambiente sia dal Comune di Augusta con atto di delibera di giunta del 1 aprile 2016. Il progetto di ampliamento, risalente agli anni 90’, è stato giudicato non più ammissibile a finanziamento europeo in quanto venuta meno la sostenibilità economica dell’opera. In particolare: “L’Autorità portuale prevede di investire, nel quadro del progetto, in due gru, al fine di aumentare l’attrattiva del terminal container. Si stima che, una volta completato il progetto, la capacità del porto in termini di traffico container sarebbe di 500 000 Teu. Va rilevato che, all’epoca dell’audit (giugno 2015), non vi era era traffico di container; inoltre, la capacità totale dell’intera Sicilia è stimata in 100 000 Teu (di cui circa 30 000 Teu riguardano attualmente il vicino porto di Catania)” Va rilevato che le 2 gru, frattanto acquistate, non sono mai entrate in funzione e sono a rischio di crollo, rendendo inagibile da allora la relativa banchina ed il piazzale esistente”.

L’ex assessore ed ex vice sindaco del Comune megarese evidenzia inoltre il fatto che,  una vasta area dei piazzali esistenti risulta occupata da anni da una tendopoli e da un progetto di circa 2,5 milioni di euro per un hot spot per identificazione migranti, benché già dal 2017 i flussi si siano ridotti del 80% in generale e del 90% per il porto di Augusta. Secondo Schermi è quindi evidente che, una migliore razionalizzazione degli spazi esistenti, sui quali fino ad oggi non è mai stato scaricato alcun container, consentirebbe di avere la capacità necessaria. “Basterebbe:  smantellare le gru pericolanti, smontare la tendopoli esistente ed in stato di abbandono,  rinunciare alla realizzazione di un centro hot spot per l’identificazione, con risparmio per 2,5 milioni di euro. Per me è sorprendente che il presidente della Autorità di sistema portuale, nominato nel 2017 dall’allora ministro Delrio aggiunge Schermi –  abbia riproposto lo scorso 22 Agosto questo bando per la cementificazione, nonostante tutte le indicazioni contrarie accumulate in oltre 30 anni, ed in particolare tenendo in vita l’autorizzazione Via concessa nel 2007 dall’allora governo Berlusconi, definita “un cavillo” dai comunicati stampa del M5S”.

L’invito che il consigliere comunale rivolge al ministro pentastellato è quello di  valutare con urgenza la possibilità di far ritirare il bando e viceversa, grazie ai fondi di bilancio risparmiati, riconsiderare le aree così salvate dalla cementificazione. “Queste aree, parte delle Saline di Augusta – conclude Schermi-  potrebbero esser immediatamente reinserite in un ampio progetto di riqualifica turistico-culturale dell’area denominata “parco dell’Hangar ed ex idroscalo” con la collaborazione sua e del ministero della Difesa”.

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