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Lentini | Ferita da un colpo di pistola mentre faceva benzina, arrestato il responsabile

22 Settembre 2018 | by Silvio Breci
Lentini | Ferita da un colpo di pistola mentre faceva benzina, arrestato il responsabile
Cronaca
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Dopo dieci mesi di indagini, in manette il 24enne Sebastiano Buremi, imparentato con la famiglia della vittima. Il ferimento il 5 novembre dello scorso anno in una stazione di servizio.

La vicenda. È il 5 novembre 2017. Sono le 19.30. Una donna di 46 anni e suo marito stanno facendo rifornimento nel distributore di carburanti della Esso, in via Vittorio Emanuele III. All’improvviso, racconteranno poi agli investigatori, sentono uno sparo. Lei si accorge subito di essere stata ferita al fianco destro da un colpo d’arma da fuoco. Quindi risale in auto e corre verso il pronto soccorso dell’ospedale. A sparare, riferiranno ancora marito e moglie agli investigatori, sarebbero stati due individui con i volti coperti dal casco protettivo giunti nei pressi della stazione di servizio a bordo di un ciclomotore.

L’arrestato. Dopo dieci mesi di indagini, la polizia è riuscita a individuare il presunto feritore della donna. Si tratta di Sebastiano Buremi, lentinese di 24 anni, cugino della donna che sarebbe stata ferita per errore. Nei suoi confronti gli agenti del Commissariato hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Siracusa. Il giovane dovrà rispondere di detenzione illegale di pistola e lesioni.

Le indagini. Secondo quanto accertato dagli agenti del Commissariato lentinese nel corso delle indagini coordinate dalla Procura aretusea, quel 5 novembre, giorno in cui si svolgevano peraltro le elezioni regionali, la donna ferita giunse al pronto soccorso dell’ospedale di Lentini accompagnata dal coniuge. I due dichiararono che mentre si trovavano a rifornire l’auto presso un distributore di carburanti, in via Vittorio Emanuele III, udivano uno sparo e subito dopo si accorgevano appunto che lei era stata ferita da un colpo d’arma da fuoco, presumibilmente esploso da due giovani a bordo di un ciclomotore che indossavano il casco.

I dubbi degli investigatori. Una ricostruzione dei fatti che secondo gli investigatori mostrava sin da subito delle evidenti discrepanze che rendevano necessario un approfondimento d’indagine. L’iniziale tentativo di depistaggio e occultamento dei fatti da parte della stessa vittima e dal suo nucleo familiare, strettamente imparentato appunto con quello del Buremi, è stato scoperto grazie alla perizia investigativa e alle accurate indagini svolte dagli uomini del Commissariato lentinese che hanno permesso di accertare la responsabilità penale dell’arrestato, ai domiciliari per associazione a delinquere di tipo mafioso e vari altri reati contro il patrimonio. Gli investigatori avrebbero scoperto che in realtà la donna era passata da casa del cugino e che questi l’avrebbe ferita per errore maneggiando la pistola.

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