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Augusta| Inquinamento: cosa è cambiato negli anni, incontro -dibattito sul tema.

27 Ottobre 2018 | by Redazione Webmarte
Augusta| Inquinamento: cosa è cambiato negli anni, incontro -dibattito sul tema.
Attualità
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ll tema dell’inquinamento al centro di un incontro dibattito  sul tema: “Crimini Di Pace – Ambiente e inquinamento ad Augusta, cosa è cambiato”? A moderarlo è stato Giacomo Tarico di Collettivo Centro Periferico. Sono intervenuti l’arciprete don Palmiro Prisutto che da sempre denuncia la situazione territorio, Enzo Parisi, rappresentante di Legambiente, Cinzia Di Modica del Comitato stop veleni e Rossana Zerega, esperta della strategia Rifiuti zero.

A distanza di 15 anni, da quando è stato prodotto “Crimini di pace”, il primo documentario – denuncia- su tematiche del disastro ambientale del Polo petrolchimico, di Antonio Bellia che dà voce e immagine anche a personaggi, luoghi e associazioni che da anni lottano per l’ambiente e la giustizia sociale, poco è cambiato e le popolazioni residenti nella zona industriale, nonostante la legislazione in materia ambientale nel frattempo sia mutata in meglio, continuano ad avvertire miasmi. L’incontro, che si è svolto nei locali della sede di Radio Musmea, ha preso spunto dal documentario alla visione del quale sono seguite le testimonianze dirette di chi da decenni affronta l’annoso problema dell’inquinamento e della tutela del territorio. Il documentario del regista Bellia contiene le interviste, tra gli altri, del compianto Giacinto Franco, ex primario di pediatria del Muscatello e ambientalista che denunciò per primo l’elevato numero di malformazioni neonatali attribuendole all’inquinamento, di Enzo Parisi e del parroco della chiesa Madre, don Prisutto.

Enzo Parisi al termine dell’incontro, riferendosi alla situazione attuale ha detto che non bisogna demordere: “dobbiamo salvarci e salvare – afferma – l’ambientalista – chi ha voglia di restare in questo pianeta”. “Gli augustani che hanno una grande forza non sono stati in grado di utilizzarla – commenta don Prisutto – sarebbe bastato inviare alle istituzioni 15 mila mail, per denunciare quanto accade nella nostra zona.  Mail da inviare alle autorità,  come quando ci fu il terremoto e riuscii  a  scomodare un presidente della Repubblica per la ricostruzione. Era il 1986, Oscar Luigi  Scalfaro disse che sul suo tavolo erano arrivate migliaia di lettere di terremotati e si sentiva in dover di venire a trovarli. Quanto   bisognava però spedire la tessere elettorali  c’erano 300 schede pronte ma ne furono mandate solo 15. È cresciuta la rassegnazione della gente, ancora oggi sentiamo dire la frase “è meglio morire di cancro” che di fame e, questa frase  detta dai giovani significa che le nuove generazioni  non vedono quel futuro di speranza che all’inizio l’industrializzazione avrebbe dovuto portare. Qui pare che paghino  solo gli inquinati. Purtroppo resta nella gente una forma di timore nell’esporsi in prima persona. Bisogna togliere ai vertici dello Stato di il sonno affinché diano la giusta attenzione a una situazione che per troppo tempo ha lasciato indifferente chi è deputato ad agire”.

Cinzia Di Modica ha lamentato il disinteresse generale della popolazione verso la questione che riguarda l’inquinamento e invitando gli abitanti del quadrilatero industriale ad avvicinarsi ai comitati che si battono per la tutela della salute e dell’ambiente, per prendere reale coscienza del problema.  “Il paese è il nostro lo dobbiamo  vivere noi, invito le persone ad avvicinarsi al nostro comitato. Qualche mese fa è stato rilevato  un  campionamento  di 200 persone dall’istituto zooprofilattico di Napoli, attendiamo i risultati, è in corso lo studio Cisas che si concluderà nel 2019. Ci sono comunque già studi acclarati e non occorre che venga certificato l’alto rischio di crisi ambientale. Noi ci relazioniamo con le istituzioni, ma se non vengono modificare le leggi non si va avanti.  Da 30 anni si parla si normare alcune sostanze. Siamo indietro  rispetto alla normativa europea bisogna fare qualcosa di concreto e, pertanto, serve la collaborazione della gente.  Stiamo organizzando una manifestazione che si terrà  nella zona industriale, successivamente verrà stilato un documento  da inviare  a Regione e Governo con richieste dettagliate, sarà lanciata anche una petizione online.

Rossana Zerega ha evidenziato la necessità delle bonifiche che oltre a benefici all’ambiente porterebbero lavoro: “noi facciamo fatica a spiegare alle persone che non siamo contro le industrie, ma per le bonifiche. Rifiuti zero è nata per combattere gli inceneritori, si tratta di una battaglia che abbiamo vinto, ma la strada è ancora lunga. Non ci  si rende conto che anche quelli della zona industriale sono rifiuti, ma come trattano i propri rifiuti?  La legislazione impone di trattare questi rifiuti in maniera corretta, ma chi è deputato a controllare? Chi pensa al futuro di questa città? Siamo convinti che la questione delle bonifiche sia davvero una questione cogente perché tutti questi impianti chiusi, una volta bonificati  potrebbero dare lavoro”.

“Sono cambiati i nomi delle industrie, una serie di impianti hanno chiuso ma non per la magistratura  ma per problemi economici, la legislazione ambientale è cambiata in meglio – ha detto Parisi –  ma non trova poi un’applicazione coerente tale da modificare lo stato di inquinamento che “vige”. La nostra area è stata dichiarata nel 1990 ad alto rischio di crisi ambientale e a tale forte incidenza di inquinamento   ci si aspetterebbe un’adeguata risposta sanitaria in termini di attività di prevenzione e cura. C’è bisogno di una risposta fortissima  dello stato per fronteggiare questi problemi, ma mi pare invece di cogliere segnali contraddittori e che si può aumentare di 20 volte il contenuto di  idrocarburi nei fanghi di coltivazione”.

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