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Augusta| Rivive l’antica novena natalizia. Evento della Società di storia patria.

13 Dicembre 2018 | by Redazione Webmarte
Augusta| Rivive l’antica novena natalizia. Evento della Società di storia patria.
Cultura
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Una certosina ricerca storica ha permesso di riscoprire l’antica novena natalizia della tradizione augustana, che è stata proposta in anteprima domenica 9 dicembre nella chiesa di San Giuseppe e ieri nella chiesa delle Anime Sante dall’attrice augustana Anna Passanisi quale voce narrante, Emanuele Di Grande con la ciaramedda e Lorenzo Pugliares con il tamburello.

L’iniziativa, promossa dalla Società Augustana di Storia Patria, presieduta da Giuseppe Carrabino, è stata inserita nel cartellone degli eventi programmati per il Natale e ha permesso di recuperare un testo che, sia pur conosciuto in molti parti della Sicilia, si conserva con specifiche varianti grazie a Sebastiano Salomone che l’ha pubblicata nella sua Storia di Augusta edita nel 1905. Lo stesso Salomone ringrazia una certa “signorina Elena Saraceno, insegnante nelle pubbliche scuole di Augusta, per la collaborazione gentile nel raccogliere dalla viva voce dei vecchi plebei i canti vernacoli, per lo più inediti, e certamente dovuti a poeti campagnuoli”. Pertanto quella di Elena Saraceno è l’unica lezione a noi giunta, mentre la stampa a caratteri tipografici è l’unico testimone di cui disponiamo.

Si deve a Salvatore Romano, vice presidente della Società Augustana di Storia Patria,come riferisce Carrabino, l’analisi e lo studio critico che ha permesso la riproposizione di questo suggestivo testo che evoca riti e tradizioni dell’antica Augusta. Salomone ha descritto altresì le modalità della celebrazione del Natale rammentando che “Fin dai primi di dicembre un suonatore di violino ed uno di contrabasso si mettono in giro per le case ad offrir la novena, e quando l’offerta loro è accettata essi lasciano, una immaginetta del Bambino Gesù, o della Sacra Famiglia, e mettono in nota il nome del cliente. Le cantate della novena cominciano la sera del 15, e senza interruzione continuano sino alla sera del 23. Cada scrosciante la pioggia, sibili rumorosamente l’aquilone, scoppi fragoroso il tuono, le meste note del violino e del contrabasso si sentono o distinte o flebili dietro le porte di tutte le case, or di sera, or di notte, o prima o dopo del tocco”.

Così, al vespro di mercoledì, soci, cittadini e fedeli si sono ritrovati nella chiesa delle Anime Sante dinanzi ad una “cona” approntata per l’occasione con una antica stampa oleografica della Natività ornata con fronde di arance, limoni, rosmarino e un ricco piatto di dolciumi della nostra tradizione. La recita di ogni “serata” o “postina” della novena è stata preceduta dall’accensione di nove lumini posti dinanzi la “cona”. Come ha ricordato Salvatore Romano, durante il suo intervento, dal termine  ‘cona deriva il detto “ammuc- carisi ‛na ‛cona”, che sta per  “mangiarsi tutto”.

L’iniziativa è stata particolarmente apprezzata perché ha permesso di fare memoria di tanti aspetti del patrimonio immateriale della città e di uno specifico ruolo dei suonatori “orbi” nell’esecuzione delle cantate. Se a Palermo vi era una specifica Confraternita che curava la celebrazione di questo rito prettamente domestico, ad Augusta gli ultimi suonatori sono stati il violinista cieco Don Domenico Stella, detto “donnu Minicu l’urbiceiddu e il di lui figlio Pippo. Entrambi, oltre a prestare servizio in occasione del periodo natalizio, eseguivano specifiche meste composizioni accompagnando il Martedì Santo la processione penitenziale del Cristo Crocifisso della Confraternita di Gesù e Maria.

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