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Siracusa| Tusa perde tempo sul Parco, pronta delegazione

24 Gennaio 2019 | by Redazione Webmarte
Siracusa| Tusa perde tempo sul Parco, pronta delegazione
Politica
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Confronto sull’istituendo, anzi, più che altro, sui ritardi dell’istituendo Parco della Neapolis. Al centro del dibattito di ieri pomeriggio nella dependance di Villa Reimann: gestione, riproposizione dei livelli di tutela. Ma, soprattutto, come mai l’assessore regionale ai Beni Culturali, Sebastiano Tusa, ci sta mettendo cosi tanto a mettere quella firma?

Qualcuno dice che Tusa nutra ancora qualche perplessità, pare che si stia lasciando influenzare dai “detrattori” del Parco: e se si trattasse di un poltronificio e basta? E cosi si rifà la conta delle poltrone del Comitato o Cda in relazione al numero dei politici presenti. E poi dei tecnici. C’è chi non vorrebbe il sindaco all’interno del comitato di gestione e chi invece preferisce dare più autorità alle associazioni che si occupano da sempre di tutela dei siti culturali. Resta un fatto: come mai l’assessore regionale Sebastiano Tusa non ha ancora firmato l’istituzione del Parco a Siracusa dopo quelle dichiarazioni rilasciate pubblicamente il 12 dicembre scorso alla platea siracusana: “Corro subito a Palermo a firmare”, disse.

E invece? L’assessore vuole fare il Parco di Siracusa, certamente, e si sospetta tenga il  piede sul freno da quando si è tornati a parlare di ri-perimetrazione, per quanto essa sia già stata depositata a suo tempo dall’allora assessore regionale Mariarita Sgarlata, la siracusana simpatizzante del primo Crocetta. Ecco, a Siracusa i più informati sono saltati in aria: “se si dovesse riaprire davvero la falla della ri-perimetrazione del Parco, allora salta tutto! L’avrebbero vinta gli oppositori estremisti. Perchè è giusto dirlo – ha dichiarato apertis verbis ieri qualcuno nella saletta attigua a Villa Reimann, qualcuno di “peso”  – a Siracusa c’è una forza politica che ritiene di dover tutelare uno o più costruttori locali”.

Al netto delle diatribe politiche, cosa è emerso di concreto ieri dall’incontro promosso da Giuseppe Rosano (presidente Noi Albergatori) componente del comitato Si al parco archeologico di Siracusa. Le proposte sono diverse: intanto convocare subito Sebastiano Tusa. Poi, un atto di indirizzo della giunta per la convocazione di un consiglio comunale straordinario sulla istituzione del parco, infine, un atto che suggelli un referendum cittadino da presentare al governatore Musumeci. Ma l’idea più suggestiva, pregnante è stata quella di Paolo Tuttoilmondo, Legambiente Siracusa: occupare il territorio, una class action per la valorizzazione del sito. Delle giornate di mobilitazione, pacifica, in cui far vedere come si gestisce un parco, e che vantaggio trarne. Come. Attraverso eventi, visite guidate dalla Neapolis, all’Eurialo sino al Ginnasio Romano. Insomma, pressapocco come la formula vincente della “Pillirina Liberata”. 

                rosano e cirone di marco

Ognuna ha detto la sua. Raffaele Gentile (foto copertina), che è stato assessore ai beni culturali prima di Granata, ai tempi del soprintendente Beppe Voza fine anni Ottanta, ricorda che già si parlava di riperimetrazione del Parco della Neapolis. Ma non era l’unico. Mentre prende piede l’idea di indire un referendum cittadino “per non dare ulteriori alibi a Tusa”, interviene l’ex deputata regionale Marika Cirone Di Marco (foto): “Siamo alle solite strategie dell’inciampo, il governo ha messo in piedi una sorta di “fantasma” per cui si batte da tempo la città. La questione sta nei numeri e nella melina politica. La commissione prima era composta da 50 membri, che poi furono ridotti a 15 e che dovevano diventar ancor meno mentre si cincischiava sull’opportunità o meno di inserire più tecnici che politici…Insomma, fuffa!

Si arriva al quibus: tutti d’accordo dopo un’ora: produrre un atto di indirizzo di giunta per arrivare al referendum cittadino. Giunge lesto Tuttoilmondo: “Attenzione, c’è ancora un pezzo di terreno sotto le mura Dionigiane che non è stato ancora sottoposto a vincolo di tutela! Proprio lì, dove erano state previste 500 villette a schiera, dove insistono i fragolai di Barreca, per intederci. Anche sul parco, cosi come per il nuovo ospedale, ci sono forti interessi economici che intralcerebbero la istituzione del parco”.

Quale  la vera verità del confronto di ieri? L’unità di intenti tra ambientalisti e forze produttive e culturali (albergatori, guide turistiche, operatori culturali, etc…). cosi sostiene Tuttoilmondo che propone una serie di eventi come se il parco esistesse davvero. Simulazioni di mobilità sostenibile, servizi, fruizione di tutti i siti archeologici, escursioni, coinvolgimento degli artigiani e commercianti. Questo il vero salto di qualità.

                   buonomo e granata

Al confronto sul Parco presenti anche i consiglieri comunali Michele Buonomo (foto) e Andrea Buccheri dei Democratici per Siracusa. “Purtroppo in consiglio comunale,  in questa vicenda, i numeri non ci accompagnano – ha presto detto Buonomo  – qualsiasi cosa si voglia fare per il Parco occorre principalmente fare rete, altrimenti non andremo mai da nessuna parte (leggasi caso nuovo ospedale di Siracusa e polemiche affini). Lo segue a ruota Andrea Buccheri: “Le nove firme per chiedere il consiglio comunale aperto già ci sono ma non bastano – osserva Buccheri – stiamo provando ad arrivare a 16 almeno”.

Salvo La Delfa, presidente di Rifiuti Zero, è per un vero atto di forza della città: “una delegazione deve andare da Musumeci e Tusa”, una spedizione palermitana al più presto. D’accordo Marcello Lo Iacono del Comitato Parchi e Save Villa Reimann: “L’unico in grado di dipanare la matassa è Nello Musumeci. E’ dal presidente che bisogna andare. Si, dunque, ad una delegazione per Palermo”. Intanto, il 15 febbraio alle ore 17 all’Urban Center arriva Claudio Fava, presidente della Commissione Antimafia in Sicilia. Un evento che esula dal Parco ma che ha fatto, comunque, notizia in sala. Seduto al tavolo anche l’assessore Fabio Granata che, stavolta, ha preferito il ruolo di auditore. (r.t.)

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