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Siracusa| Maltempo, il Comitato scuole sicure sullo stato degli edifici scolastici del territorio

27 Febbraio 2019 | by Redazione Webmarte
Siracusa| Maltempo, il Comitato scuole sicure sullo stato degli edifici scolastici del territorio
Attualità
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La riflessione a voce alta è ancora una volta del Comitato scuole sicure di Siracusa:A fare acqua da tutte le parti sono la manutenzione, la programmazione e la progettualità poco efficace”.

 

È il tempo della conta dei danni e dei disagi in provincia di Siracusa ed in particolare nel capoluogo, dove il maltempo, lo scorso fine settimana, ha fatto la sua parte ma su un tessuto strutturale, specie in materia di edifici pubblici, che fa acqua da sé e da troppo tempo.

La riflessione a voce alta, quando il tema è ritornato di grande attualità,  è ancora una volta del Comitato scuole sicure di Siracusa, presieduto dall’architetto Angelo Troia e costituito da un pool di genitori professionisti del settore, che da qualche mese operano sul territorio, con un lavoro certosino di accesso agli atti negli enti pubblici per poter ricostruire un quadro, chiaro ed obiettivo, delle condizioni in cui versano gli istituti didattici, di ogni ordine e grado, e proporre una progettualità virtuosa e condivisa.

La sicurezza nelle scuole è e rimane un gravissimo problema – premettono i referenti del Comitato – dove le responsabilità civili e penali del dirigente scolastico, del responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione e del medico competente dipendono dal potere decisionale e di spesa di altri soggetti, quali i  comuni, le province, le regioni, il governo centrale e anche i privati. Sembra un paradosso, ma è così”.

La sicurezza nelle scuole è un problema amplificato dall’indifferenza e dal “silenzio assordante” sotto gli aspetti della salute pubblica, della sicurezza sul lavoro e negli ambienti pubblici, da parte delle istituzioni  e soprattutto dai vari ministri dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR), di volta in volta insediatisi”.

“Sindaci, presidenti di Provincia, presidenti di Regione e privati – sottolineano i membri del comitato – vanno considerati alla stregua di veri e propri “proprietari” degli edifici scolastici e quindi, come tali, responsabili in pieno, dal punto di vista civile e penale, delle loro omissioni”. “Non è un caso se oggi, più di ieri, cercando di ovviare alla presa di coscienza maturata dalla società civile, i  sindaci, i presidenti delle Province o delle Regioni,  in caso di incriminazioni per lesioni o omicidio colposo, invocano, per “giustificarsi”, la distinzione fra “ruolo politico” e “ruolo amministrativo”, ministri in primis”.

“La differenza, invece, invocata come un tentativo di scusante – precisano i membri del Comitato – è sostanziale, poiché il “ruolo politico”, non avendo generalmente chi lo riveste conoscenze, competenze ed esperienze specifiche, tende a trasferire le responsabilità ai funzionari/dirigenti addetti al  “ruolo amministrativo” e di conseguenza il trasferimento di tale responsabilità ai dirigenti scolastici che, per contro, non hanno in concreto “pieni” poteri organizzativi e di spesa, così come richiesto espressamente dal Testo Unico sulla sicurezza”.

“Lo stato di “cattiva manutenzione” degli edifici scolastici – scendono nel dettaglio i professionisti – le condizioni igienico-sanitarie critiche, l’inquinamento da traffico, il rumore, la quasi inesistente adesione ai protocolli operativi per la pulizia delle aule scolastiche e della loro bonifica ambientale, le sostanze chimiche presenti nel mobilio e nelle pareti, la polvere, la possibile presenza di RADON, etc…. fanno sì che bambini e ragazzi frequentino scuole in cui umidità, muffe, temperature non adeguate, scarsa ventilazione, servizi igienici malfunzionanti, contribuiscono all’insorgere o all’aggravarsi di malattie respiratorie”.

“La pericolosità dell’inquinamento indoor (interno) – evidenzia il Comitato –  per bambini e ragazzi è data, soprattutto, dalla durata dell’esposizione (6–8 ore al giorno) e dalla maggiore suscettibilità a tali fattori”. “Il DM. del 12 maggio 2016 – ricordano i referenti locali del Comitato – avrebbe dovuto dare un nuovo impulso al piano per l’adeguamento delle scuole a tali norme, con scadenze differenziate per i vari adempimenti dall’adeguamento dell’impianto elettrico, la dotazione di un sistema di allarme al rispetto dell’affollamento massimo per aula, etc. .”.

“La ragione di questo continuo disastro tutto italiano – proseguono – la descrive molto bene la  “Commissione Parlamentare di inchiesta sul fenomeno degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali, con particolare riguardo al sistema della tutela della salute e delle sicurezza nei luoghi di lavoro” che, tramite il complesso delle audizioni e degli atti istruttori compiuti, ha dimostrato come “la superficialità dei controlli, l’incuria e la trascuratezza della Pubblica Amministrazione insieme a lungaggini burocratiche e confusioni su competenze amministrative”, protrattesi per decenni, hanno aggravato gli effetti delle condizioni generali “in spregio a qualsiasi tutela dell’ambiente e della salute dei lavoratori ed il persistente gravissimo pericolo per la salute della popolazione che non può consentire dilazione alcuna da parte delle autorità competenti”.

Riguardo alla sicurezza nelle scuole quindi si hanno, più che scelte e decisioni per i reali rischi riscontrati di natura “prettamente tecnica”, scelte di natura “prettamente politica”, dove le priorità vertono sul cosiddetto consenso elettorale: un disastro politico ed amministrativo oltremodo consapevole, annunciato e continuo”. “Ormai a Siracusa – continuano gli esperti – tutto ciò che è di pertinenza e di competenza dell’amministrazione comunale non funziona: scarsa capacità programmatica (leggasi vulnerabilità sismiche ancora in alto mare), scarsa capacità di pianificazione, scarsa manutenzione ordinaria e quasi nulla manutenzione straordinaria”. “Riguardo alla manutenzione degli edifici scolastici – spiegano – l’art.3 della Legge n.23/1996 dispone che in attuazione dell’art.14 della Legge n.142/1990, che ha disciplinato l’Ordinamento delle Autonomie Locali, la realizzazione, la fornitura la manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici spetta ai Comuni per le scuole di grado inferiore ed alle Province per gli istituti e scuole di istruzione secondaria superiore.

L’art.46 del DL n.44/2001 disciplina l’ipotesi di delega alle istituzioni scolastiche prevedendo al comma 2 cheL’istituzione scolastica può anticipare i fondi necessari all’esecuzione di lavori urgenti e indifferibili dandone immediata comunicazione all’ente locale competente, ai fini del rimborso”. In pratica il dirigente scolastico “mette in mora” l’Ente Locale, invitandolo all’immediata esecuzione dei lavori “urgenti ed indifferibili”, che altrimenti saranno eseguiti “in danno” dell’Ente; ciò anche perché il Dirigente Scolastico, in quanto “datore di lavoro”, è tenuto a garantire la sicurezza dell’edificio scolastico in base alla TU n.81/2008 e ss.mm. ed ii. Ma questo è mai avvenuto? ” “È mai possibile – s’interrogano, pur conoscendo l’amara risposta i genitori-tecnici –  che basti un giorno di vento a 54 km/h come velocità massima (pur comprendendone la rilevanza) per rendere inagibili diversi plessi scolastici ovvero edifici considerati strategici o rilevanti?

L’istantanea che emerge da una valutazione generale degli edifici scolastici paragonata ai dati precedenti, non sembra dimostrare l’intenzione di imprimere una svolta alle infrastrutture scolastiche della città, vedasi, a distanza di tre giorni dalla situazione di emergenza, la nuova disposizione del Dirigente dell’AREA IV Settore del Patrimonio Immobiliare * Ingegneria * Edifici del Comune di Siracusa, con la quale si chiudono ben undici plessi scolastici comunali su quaranta.  Il susseguirsi, poi, di eventi tragici e disastrosi, causati da calamità naturali in conseguenza dell’arretratezza infrastrutturale, non dovrebbe appartenere ad un Paese industrializzato ed evoluto”.

“Il Comitato Scuole Sicure Siracusa – concludono –  sta vagliando la documentazione tecnico/amministrativa di tutti gli edifici scolastici siracusani ed informerà, tramite stampa, tutte le famiglie, il personale della scuola, gli studenti sullo stato dei singoli edifici e rischi potenziali per la salute e la sicurezza.

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