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Francofonte | Mozione della minoranza per la definizione agevolata dei tributi comunali non pagati

3 Giugno 2019 | by Silvio Breci
Francofonte | Mozione della minoranza per la definizione agevolata dei tributi comunali non pagati
Politica
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Presentata dai consiglieri Dinaro, Cunsolo, Falcone e Castania. L’agevolazione riguarderebbe i tributi non versati dal 2000 al 2017 ed eviterebbe il pagamento delle sanzioni.

Tributi non riscossi. Una mozione consiliare per la definizione agevolata, con esclusione delle sanzioni, dei tributi comunali non riscossi relativi agli anni dal 2000 al 2017 è stata presentata dai consiglieri comunali di minoranza Coletta Dinaro, Angela Cunsolo, Concetta Falcone e Amedeo Castania al presidente del consiglio comunale Francesco Sangiorgio e al sindaco Daniele Lentini. La mozione fa riferimento al Decreto legge n. 34 del 30 aprile 2019, già pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, concernente “Misure urgenti di crescita economica e per la risoluzione di specifiche situazioni di crisi”. L’articolo 15 del provvedimento consente ai Comuni di stabilire, entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto, con delibera del consiglio comunale, l’esclusione delle sanzioni relative alle entrate non riscosse a seguito di provvedimenti di ingiunzione fiscale notificati negli anni dal 2000 al 2017 dagli enti stessi e dai concessionari della riscossione.

La mozione della minoranza. La mozione, se approvata in consiglio comunale, impegnerebbe l’amministrazione comunale a predisporre e presentare in aula un regolamento per consentire a chi ne facesse richiesta di versare i tributi comunali non corrisposti dal 2000 al 2017 con una soluzione a rate fino alla data massima del settembre 2021 e senza pagare sanzioni. Il regolamento dovrà stabilire il numero di rate e la relativa scadenza che non potrà superare il 30 settembre 2021, le modalità con cui il debitore potrà manifestare la sua volontà di avvalersi della definizione agevolata, i termini per la presentazione dell’istanza in cui il debitore indicherà il numero di rate con il quale intende effettuare il pagamento, il termine entro al quale il Comune dovrà trasmettere ai debitori la comunicazione nella quale sono indicati l’ammontare complessivo delle somme dovute per la definizione agevolata, quello delle singole rate e la scadenza delle stesse.

I vantaggi. «In un momento di crisi economica come questo – scrivono Coletta Dinaro, Angela Cunsolo, Concetta Falcone e Amedeo Castania – si consentirebbe ai cittadini di evitare il pagamento di sanzioni divenute gravose negli anni e al Comune di incassare con una tempistica definita un arretrato considerevole».

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