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Augusta| Tentata fuga di un detenuto: il grido d’allarme dei sindacati

Augusta| Tentata fuga di un detenuto: il grido d’allarme dei sindacati
Cronaca
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Un detenuto tunisino, accompagnato al Pronto soccorso del Muscatello, dopo aver ingerito un tagliaunghie, dall’ospedale ha tentato la fuga. Gli agenti di Polizia penitenziaria sono riusciti a fermarlo ma durante la colluttazione due poliziotti hanno riportato contusioni ed escoriazioni.  La notizia è stata resa nota dal Sippe, dalla Cisl e dall’Uspp. Sulla vicenda interviene anche il Sappe esprimendo apprezzamento per i colleghi.

Ieri intorno alle 14:30 un detenuto tunisino inviato dai medici della struttura carceraria di Augusta in ospedale per approfondimenti a seguito ingerimento di un tagliaunghie, alle dimissioni dal Muscatello ha tentato la fuga strattonando i tre agenti di polizia penitenziaria che lo avevano in custodia. I poliziotti sono riusciti a fermarlo, per essi si sono rese necessarie le cure del pronto soccorso. Sempre ieri nel carcere sono stati rinvenuti due mini cellulari sottoposti a sequestro. A rendere noto l’episodio sono stati Nello Bongiovanni, dirigente nazionale del Sippe, Fabio D’Amico e Michele Pedone, rispettivamente segretari provinciali di categoria della Cisl e dell’Ussp.

Salvatore Gagliani, vice segretario provinciale del Sappe interviene sulla vicenda denunciando la grave carenza di personale e sottolineando l’impegno e le capacità dei colleghi che sono risusciti a sventare la fuga. “I poliziotti immediatamente, grazie all’attenta vigilanza che li contraddistingue- dice Gagliani – hanno immobilizzato il detenuto scongiurando sul nascere il grave evento. Vivo apprezzamento esprime il Sappe per l’alto senso di professionalità del personale di scorta. Solidarietà per il coraggio e lo spirito di servizio da essi dimostrati Grazie agli eroi silenziosi del quotidiano con il basco azzurro per quello che fanno ogni giorno.  Se le carceri reggono alle costanti criticità penitenziarie è merito loro. I bravi colleghi di Augusta hanno bloccato l’uomo, che sarebbe sicuramente fuggito. Ora bisogna che il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria invii un congruo numero di agenti di polizia penitenziaria per fronteggiare la grave carenza di organico del reparto di Augusta che vede una pianta organica surreale.

“Quanto accaduto – aggiunge Gagliani – evidenzia come le tensioni e le criticità nel sistema dell’esecuzione della pena in Italia sono costanti. E rispetto all’ennesima emergenza legata al sovraffollamento, con oltre 60 mila detenuti presenti nelle carceri italiane, è solamente grazie ai poliziotti penitenziari, se il numero delle tragedie in carcere è contenuto e se si riesce a contrastare le intemperanze e le violenze di una parte di popolazione detenuta aggressiva e violenta. Avanzerò richiesta affinché il ministero della Giustizia riconosca loro una adeguata ricompensa per le eccellenti capacità professionali e umane con le quali hanno gestito il gravissimo evento critico, che avrebbe potuto avere peggiori conseguenze se l’intervento degli Agenti non fosse stato appunto tempestivo”.

“La situazione nell’istituto del personale è gravissima, – dichiarano Bongiovanni, D’Amico e Pedone- si svolgono turni massacrati con una carenza di personale, che mette a serio rischio la sicurezza dell’istituto. C’è un accorpamento dei posti di servizi, con un asola unità per 100 detenuti, è una situazione insostenibile. Poi questo annuncio che arriverà ulteriore personale in Sicilia non merita commento perché per Augusta ci sarà una sola unità in più, quindi l’incremento sarà davvero irrisorio”.

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