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Lentini | Vertenza Armicci, il 3 agosto il consiglio comunale aperto

23 Luglio 2019 | by Silvio Breci
Lentini | Vertenza Armicci, il 3 agosto il consiglio comunale aperto
Attualità
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Già annunciata la convocazione, sollecitata nei giorni scorsi dal Coordinamento no discarica Armicci. La recente sentenza del Cga, che ha confermato la validità dell’autorizzazione integrata ambientale rilasciata alla Pastorino, ha riacceso la mobilitazione contro l’impianto.

Armicci: in aula il 3 agosto. Si svolgerà sabato 3 agosto, alle 18, nell’aula di via Galliano, il consiglio comunale sulla discarica per rifiuti speciali non pericolosi che la Pastorino vorrebbe realizzare in contrada Armicci, a pochi chilometri dal centro abitato e con vista Biviere, nel cuore di un’area di estremo interesse naturalistico e archeologico. L’impresa siracusana, com’è noto, è titolare di un’autorizzazione integrata ambientale, a suo tempo rilasciata dalla Regione, la cui validità è stata di recente confermata dal Consiglio di giustizia amministrativa di Palermo con una sentenza che ha ribaltato il verdetto di primo grado favorevole al Comune.

Alla ricerca di una soluzione politica. Il consiglio comunale, sollecitato nei giorni scorsi sia dal Coordinamento no discarica Armicci che dal M5s, si svolgerà in seduta aperta. Anche l’amministrazione comunale ha condiviso la necessità e l’urgenza della convocazione di un consiglio comunale aperto nel corso del quale individuare il percorso di una battaglia condivisa per una soluzione politica della “vertenza Armicci”. Attesa nell’aula di via Galliano la partecipazione di cittadini, rappresentanti politici regionali e nazionali, esponenti del Coordinamento no discarica e dell’associazionismo locale.

«No all’ennesimo scempio del nostro territorio». Ferma la “resistenza” del Coordinamento che continua a ribadire il proprio no all’impianto «in un territorio già saturo di discariche» dove «due ecomostri già esistono». Il riferimento è alla mega discarica di Grotte San Giorgio e anche ai ruderi dello stabilimento dell’Alba Sud, ex fabbrica di imballaggi in plastica che rappresenta da anni una grave minaccia ambientale con quei suoi 25 mila metri quadrati di pannelli in amianto ancora non rimossi. «Facciamo sentire – ribadisce il Coordinamento – la forza di una comunità coesa che dice no all’ennesimo scempio del nostro territorio».

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